Blind Guardian – Somewhere Far Beyond (1992)

E’ con grande emozione e onore che, come prima recensione qui, mi accingo ad analizzare questa perla, probabilmente il mio disco preferito di tutti i tempi, che considero la perfezione musicale. Ma andiamo con ordine: nel 1992 i Blind Guardian venivano dal successo di un disco come Tales From The Twilight World, che li aveva lanciati a livello mondiale e aveva consentito loro di firmare un contratto con una major, la Virgin Records. Le aspettative dei fan, di conseguenza, erano altissime, ma l’uscita di questo Somewhere Far Beyond non le deluse, al contrario. Dal disco precedente si sente subito come la produzione sia finalmente perfetta e senza quel pizzico di grossolanità che aveva contraddistinto i tre precedenti capitoli. Ma c’è di più: si sente come la band sia ormai maturata, e la grande varietà delle canzoni testimonia appunto questo fatto.

Una melodia di chitarra acustica introduce il massiccio riff della prima traccia, Time What Is Time, che alterna parti di lead di chitarra a sfuriate quasi thrash, dimostrandosi subito una delle hit del disco. Nemmeno il tempo di respirare che la poderosa Journey Through The Dark irrompe nei timpani dell’ascoltatore, imprimendosi nella sua mente per la sua immensa epicità. Degno di nota anche il testo, che parla di un oscuro viaggio di un vecchio bardo medievale. Black Chamber è un breve intermezzo con il piano di sfondo alla voce di Hansi, toccante al punto giusto, che serve per introdurre Theater Of Pain. Questa è probabilmente il pezzo debole della tracklist, ma è comunque un’ottima canzone, impreziosita dalle orchestrazioni che creano un’atmosfera carica di pathos. Una cupa intro è il preludio a The Quest For Tanelorn, un pezzo molto particolare rispetto alla produzione precedente dei Bardi, ma molto evocativo e compatto, tra le migliori canzoni del disco a mio avviso. La segue a ruota Ashes To Ashes, un pezzo molto più classico ma non per questo meno valido, essendo comunque ottimo.

Arriva ora il turno della ballad… e che ballad! The Bard Song (In The Forest), oltre ad essere la più classica delle ballate dei Blind Guardian, riproposta in ogni concerto (dove viene spesso cantata totalmente dal pubblico), è una canzone capolavoro, semplicissima nella struttura, ma anche toccante come poche. La seconda parte della canzone del bardo, l’elettrica The Hobbit, è un’altra piccola perla, compatta e dal flavour degno del romanzo omonimo di Tolkien, a cui il testo è ovviamente ispirato. Le cornamuse di The Piper’s Calling introducono la title-track, il punto più alto dell’album a detta di chi scrive. Somewhere Far Beyond infatti è una canzone perfetta, con un’atmosfera dannatamente evocativa ed epica, e riesce, grazie anche a vari cambi di tempo, a non annoiare mai lungo i suoi sette minuti e mezzo. Degni di attenzione sono anche i cori della canzone e in special modo quello del ritornello, che definire solenni è poco, e che rendono la canzone ancor migliore di quanto non sia già.

Nella versione in mio possesso, sono presenti tre bonus track. La prima, cover di Spread Your Wings dei Queen, mostra il lato più bonario e leggero dei Bardi, ed è molto piacevole da ascoltare. Anche Trial By Fire è un’ottima cover, questa volta del gruppo NWOBHM Satan, ed è una gran bella speed song. Per finire, la versione strumentale e orchestrale di Theater Of Pain è buonissima, anche se non aggiunge ne toglie nulla al lavoro nel suo complesso.

Somewhere Far Beyond chiude la serie di album “speed/thrash” dei Blind Guardian, che tre anni dopo usciranno con il capolavoro più heavy-oriented Imaginations From The Other Side; ma, a mio avviso, il meglio lo raggiungono proprio con questo disco, che stabilisce un giusto equilibrio tra energia e melodia, e per me è perfetto. Secondo me è assolutamente da avere per ogni amante del power che si rispetti, ma anche per chi apprezza solo generi più duri, che certo gradirà la potenza di questo disco.

Voto: 100/100

Mattia

Tracklist:
  1. Time What Is Time: – 05:46
  2. Journey Through The Dark – 04:48
  3. Black Chamber – 00:58
  4. Theatre Of Pain – 04:17
  5. The Quest for Tanelorn 05:57
  6. Ashes To Ashes – 06:00
  7. The Bard’s Song – In The Forest – 03:10
  8. The Bard’s Song – The Hobbit – 03:54
  9. The Piper’s Calling – 00:59
  10. Somewhere Far Beyond – o7:30
  11. Spread Your Wings (bonus track) – 04:15
  12. Trial By Fire (bonus track) – 03:45
  13. Theatre Of Pain (Classic Version) (bonus track) – 04:15
Durata totale: 55:24
Line-up:
  • Hansi Kürsch – voce e basso
  • André Olbrich – chitarra solista
  • Marcus Siepen – chitarra ritmica
  • Thomen Stauch – batteria
Genere: power metal
Sottogenere: speed power metal

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