Megadeth – Peace Sells… But Who’s Buying? (1986)

Il 1986 è per i thrasher un anno sicuramente da ricordare. Da San Francisco, i Metallica, all’epoca il gruppo più in vista dell’intero movimento, creavano il loro disco più celebre, il pluripremiato Master Of Puppets; gli Slayer di Los Angeles pubblicavano invece il violentissimo Reign In Blood, che tanto influente sarà per il metal estremo tutto; dall’altra parte del continente americano, i Newyorchesi Anthrax se ne uscivano loro capolavoro indiscusso, Among The Living. Con questa premessa, arriviamo al quarto gruppo (ma non ultimo per qualità, anzi primo nei gusti di chi scrive) dei cosiddetti Big Four, ossia i Megadeth, che proprio in quell’anno arrivavano al traguardo del secondo disco. Nel novembre di quello stesso anno, usciva quindi Peace Sells… But Who’s Buying?, che si rivelò al livello dei capolavori suddetti, essendone la controparte più indirizzata verso il thrash tecnico. A ulteriore riprova di ciò, sta a testimoniare la line up: a fianco del leader indiscusso Dave Mustaine, e del bassista David Ellefson, compaiono due musicisti addirittura di formazione jazzistica: il virtuoso delle sei corde Chris Poland e il batterista Gar Samuelson. Comincio subito col parlare della bellissima copertina, ad opera di Ed Repka (che tanti artwork ha creato in ambito thrash e non solo), che raffigura un ambiente post-apocalittico, e la mascotte del gruppo Vic Rattlehead che mette in vendita il palazzo delle Nazioni Unite(iniziando così una serie di dischi “politicamente ispirati”): sicuramente una buonissima premessa per capire l’atmosfera di questo platter

L’inizio è subito clamoroso, infatti considero Wake Up Dead come una delle canzoni meglio riuscite nel pur grandioso repertorio dei Megadeth, nonché la migliore di un album comunque validissimo. Merito di ciò va sicuramente all’incastro perfetto di tanti riff pressoché eccezionali, che mostrano una band mai così ispirata in fase compositiva; nemmeno il breve e banale testo, a mio avviso, riesce a rovinare un capolavoro assoluto come questo. La segue The Conjuring, che può essere vista come il manifesto del disco: thrash metal tecnico e complesso, con un atmosfera particolare, che lo rende in qualche modo chiuso ed inaccessibile. Pur essendo un gradino sotto la opener, questa canzone si rivela un ottimo brano, grazie anche a un riff vorticoso e ad un Mustaine alla voce mai così malato. Se il mood dell’album è ciò che ho appena affermato, la successiva Peace Sells si discosta in parte da esso, essendo ben più orecchiabile: ma non fatevi ingannare da questo, è comunque un masterpiece assoluto, specie nell’accelerazione finale. Ed arriva ora il turno di Devil’s Island, che si rivela un altro pezzo da novanta: speed song molto tecnica, presenta ancora un paio di riff superbi, e una parte solistica ottima, come in tutto il disco del resto.
Le chitarre acustiche di Good Mourning introducono Black Friday, che parte strascicata e lenta, per poi accelerare sempre più, fino ad arrivare al maligno ritornello, che incornicia un altro, ennesimo, brano vincente. Bad Omen è invece probabilmente il punto più basso dell’album: nonostante delle parti strumentali tutto sommato ottime, le manca quel pizzico di personalità che caratterizza le altre canzoni. Un break, che tuttavia non interferisce con l’atmosfera dell’album, è I Ain’t Supersitious, cover del bluesman Willie Dixon, che per quanto sia stata originariamente di un genere che più lontano non si può dal thrash metal, viene riletta con maestria e risulta l’ennesimo gran pezzo. L’onere di chiudere un disco del genere è affidato a My Last Words, che svolge il compito a lei assegnato alla grande. Inizia con basso e chitarra che generano un’atmosfera strana, quasi malata, prima dell’attacco del suo riff vagamente maideniano, in un connubio di potenza ed evocatività; degno di nota anche l’intermezzo strumentale centrale e il “ritornello” finale, da cantare a squarciagola.
Tirando le somme di questo album, è certamente un capolavoro del thrash di tutti i tempi, magari non da voto pieno ma quasi, decisamente un capolavoro di tutto il genere. Per questi motivi, penso che a qualunque amante del thrash, ma anche del metal in generale, questo disco un disco del genere è assolutamente da avere.

Voto: 98/100
Mattia
Tracklist:
  1. Wake Up Dead – 03:41
  2. The Conjuring – 05:04
  3. Peace Sells – 04:04
  4. Devil’s Island – 05:06
  5. Good Mourning/Black Friday – 06:42
  6. Bad Omen – 04:05
  7. I Ain’t Superstitious – 02:46
  8. My Last Words – 04:48
Durata totale: 36:16
Line-up:
  • Dave Mustaine – voce e chitarra
  • Chris Poland – chitarra
  • David Ellefson – basso
  • Gar Samuelson – batteria
Genere: thrash metal

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