Yob – The Illusion Of Motion (2004)

Ricordo che all’incirca un anno e mezzo fa andai nel mio negozio di fiducia, e vi trovai un album di un gruppo che non avevo mai sentito nominare, gli Yob. Incoraggiato dalla strana copertina, dalla lunga durata dei soli quattro brani e dal bassissimo prezzo, appena cinque euro, acquistai a scatola chiusa l’album. Avrei pensato il peggio; ma arrivato a casa e scartato il disco, mi ritrovai in mano questo ottimo esempio di stoner doom metal influenzato in parte dallo sludge. A oltre un anno di distanza, oggi, ho pensato che era giunto il momento per una recensione di questo splendido disco, e così ecco qui.

Un soffio di vento da l’inizio a Ball of Molten Lead, che subito presenta un’atmosfera tetra e una serie di riff cupi e potentissimi incastrati tra loro perfettamente, in cui quasi ci si perde dentro; la particolare voce del chitarrista Mike Scheidt, spesso filtrata elettronicamente e che alterna potenti growl ad un cantato certo particolare,è poi la ciliegina sulla torta di questa ottima canzone. La successiva Exorcism of the Host parte lenta ed ossessiva, come un incubo che striscia, e tormenta per sette minuti l’ascoltatore con una cappa opprimente di oscurità, poi arriva un’apertura melodica, e quindi la canzone apre le cortine della notte per rivedere la luce nei minuti finali. Questa è però una sensazione di breve durata, visto che il finale torna per un momento cupo, e che poi arriva Doom #2. Essa è la canzone più breve (solo sei minuti e poco più) dell’album, e probabilmente anche il suo punto più basso, anche se è comunque godibilissima: nel complesso sono sei minuti di uno stoner doom metal a tratti anche veloce, con una grande cattiveria e la voce di Scheidt mai così urlata che contribuisce alll’atmosfera oscura e psichedelica che permea questa song come l’intero disco. Arriva ora il clou del platter con la titletrack: The Illusion of Motion non tradisce il suo nome e si rivela un macigno di oltre venti minuti, lentissima già in partenza, e rallentando ancora, come in uno viaggio assolutamente psicotico all’interno di una mente malata. La decelerazione è inesorabile e sfocia quasi in un pezzo statico, che sembra una piccolissima stanza delimitata da muri di suono nel quale è impossibile non provare almeno un po’ di claustrofobia, e nella quale addirittura vengono declamati degli oscuri canti tibetani. Quando il ritmo arriva a fermarsi, sembra proprio la fine, ma non lo è: la parte finale è infatti un mid tempo quanto mai rabbioso e oscuro, che sancisce un grandissimo finale.
Dopo cinquantasei minuti di trip malato, il disco finisce, ed è il momento di tirare le somme. Questo è un grande disco di monolitico stoner doom metal, magari non perfetto ma comunque da ascoltare assolutamente per chi è avvezzo al genere. Se non vi piacciono ritmi ossessivi e pezzi lunghissimi statene alla larga, ma se siete amanti del doom metal più lento e ossessivo, questo disco vi saprà fare felici.
Voto: 97/100

Mattia
Tracklist:
  1. Ball of Molten Lead – 11:09
  2. Exorcism of the Host – 12:59
  3. Doom #2 – 06:11
  4. The Illusion of Motion – 26:10
Durata totale: 56:29
Line-up:
  • Mike Scheidt – voce, chitarra
  • Isamu Sato – basso
  • Travis Foster – batteria
Genere: doom metal
Sottogenere: sludge/drone/stoner doom metal

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