W.A.S.P. – Helldorado (1999)

Nell’anno 1997, gli W.A.S.P. rilasciavano Kill,Fuck,Die, un album claustrofobico e con addirittura delle sonorità industrial. Per quanto l’album non fosse un prodotto da buttare, anzi, i fan della prima ora non accettarono la svolta, e l’album fu un completo disastro. Per assecondare il desiderio dei fan di ritorno alle origini, due anni più tardi il gruppo capitanato da Blackie Lawless tornava così sugli scaffali con un nuovo disco: questo Helldorado, che appunto accantona certe sonorità per affacciarsi a lidi più classicamente hard rock. Prima di iniziare la vera e propria recensione, una parola per descrivere il sound: sferragliante al punto giusto, ma anche piuttosto pulito, non spiacerà ne agli amanti del “vecchio”, ne a quelli che pretendono una produzione perfetta.

L’iniziale Drive By è un intro piuttosto strano, che presenta il suono di un organo e i rumori di alcune motociclette: ma è un pezzo breve, e lascia subito spazio alla titletrack. Helldorado inquadra benissimo lo stile di questo platter: hard rock “da motociclista”, che richiama soprattutto Motörhead (anche se non credo fa piacere alla band l’essere accostato a questo ensemble, visti i fatti del tour del 1997) e AC/DC, magari non originale ma che sopperisce a questa mancanza con una grande carica; la ciliegina sulla torta è poi la voce di un ottimo Blackie Lawless, che marchia il pezzo come “al 100% W.A.S.P”, oltre a renderlo uno dei picchi assoluti dell’album. La seguente Don’t Cry (Just Suck) prosegue sulla stessa falsariga, con il suo riff ignorante e il ritornello quasi allegro, che riecheggia degli W.A.S.P. più “maleducati” di inizio carriera; da notare anche il pregevole assolo di Chris Holmes, in stato di grazia in questo disco. Arriva poi il turno della mosca bianca,in un platter così compatto e omogeneo per quanto riguarda il sound: Damnation Angels non può che spiccare nell’album, essendo lenta e presentando lunghe parti semiacustiche, che creano un’atmosfera molto evocativa ed emozionante, a cui contribuisce anche la voce di Blackie, mai così piena di pathos. In virtù di ciò, questo brano è probabilmente il migliore del lotto.

Dirty Balls è un altro buonissimo pezzo, sempre fortemente contaminato di sound AC/DCiano, ma il suo coro risplende degli W.A.S.P. dei tempi migliori; l’incredibile carica e lo splendido assolo la rendono un’altra ottima canzone. Anche la successiva High On The Flames è un altro pezzo da novanta, che parte lento per poi decollare in un brano di glorioso hard rock, impreziosito da un ritornello quasi epico. Cocaine Cowboys è una buona cavalcata, mentre la successiva Can’t Die Tonight è veloce, e riecheggia dei primi Motörhead; nel complesso, pur essendo a mio avviso gli episodi meno riusciti del disco, sono comunque molto piacevoli. Con la successiva Saturday Night Cockfight si ritorna invece su livelli migliori, in una canzone dai riff puramente hard rock molto coinvolgente. L’idea di chiudere il disco riprendendo la opener in questo caso è secondo me piuttosto riuscita: Hot Rods To Hell è più lenta della title-track, ma anche più divertente, avendo uno spirito quasi festaiolo. Degni di menzione la grandiosa parte solistica e la voce sempre al top di Blackie, che creano una chiusura in grande stile.
Nel complesso, Helldorado si rivela essere un buon album hard rock, il cui difetto principale risulta la grande omogeneità delle canzoni; ma tuttavia le idee ci sono, perciò l’album è molto piacevole da ascoltare. Se siete tra quelli che cercano l’originalità a tutti i costi oppure canzoni particolari, statene alla larga; se di questi particolari non vi importa, invece, vi ritroverete tra le mani un prodotto divertente. che non sarà un capolavoro ma è utilissimo per passare i suoi oltre quaranta minuti di durata in allegria.

Voto: 74/100

Dedico questo recensione alla mia amatissima fidanzata Emanuela, che oggi compie gli anni. Spero che una recensione del suo gruppo preferito le piaccia e sia adatto come regalo per il suo compleanno. Ti amo Manu!
Mattia
Tracklist:
  1. Drive By – 00:54
  2. Helldorado – 05:06
  3. Don’t Cry (Just Suck) – 04:17
  4. Damnation Angels – 06:27
  5. Dirty Balls – 05:20
  6. High On The Flames – 04:11
  7. Cocaine Cowboys – 03:58
  8. Can’t Die Tonight – 04:04
  9. Saturday Night Cockfight – 03:21
  10. Hot Rods To Hell (Helldorado Reprise) – 04:14
Durata totale: 41:52
Line-up:
  • Blackie Lawless – voce e chitarra
  • Chris Holmes – chitarra
  • Mike Duda – basso
  • Stet Howland – batteria
Genere: hard rock

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