Megadeth – So Far, So Good…. So What? (1988)

1988, un anno topico per molte band del thrash: i Metallica pubblicarono il loro album più complesso, …And Justice For All, uscita alla quale sembrano rispondere gli Anthrax con il thrash intimista di State Of Euphoria; gli Slayer, dal canto loro, non stavano certo a guardare, ma tornavano sul mercato con il controverso South Of Heaven. Non c’erano però solo i Big Four: i Testament diffondevano nei negozi quel capolavoro assoluto che risponde al nome di The New Order, mentre gli Exodus se ne uscivano con un altro grandioso disco, Fabulous Disaster. Potevano quindi, in un anno così importante, mancare i Megadeth di Dave Mustaine? Ovviamente no, ed infatti, dopo il successo del precedente Peace Sells… But Who’s Buying di due anni prima, e il solito, ennesimo, cambio di formazione (al posto di Chris Poland entrò alle sei corde Jeff Young, mentreGar Samuelson fu sostituito dal suo tecnico della batteria, Chuck Behler; unica conferma, David Ellefson al basso), registrarono un nuovo album, So Far, So Good… So What, appunto.
L’inizio di Into the Lungs of Hell sembra innocuo, ma presto questa strumentale scatta diventando roboante, una miscela vincente di potenza, velocità e precisione, che fin da subito mette in chiaro di che pasta sia fatto quest’album. La successiva Set the World Afire è il tipico pezzo megadethiano, che si sviluppa complesso, tecnico e impenetrabile ai primi ascolti, ma si rivela comunque un grandissimo brano, che culmina nell’apocalittico ritornello. In grande spolvero anche la parte solistica, che qua da il meglio di se. Segue Anarchy in the U.K., la quale è la cover in chiave metal del classico punk firmato Sex Pistols (anche se chi scrive trova la versione dei ‘deth molto migliore dell’originale), e si rivela una scheggia di thrash divertente e semplice, utile a stemperare l’atmosfera cupa del disco prima di riprendere a fare sul serio. Si ricomincia dunque daMary Jane, un pezzo nuovamente complesso e tecnico, con le chitarre incalzanti che disegnano un’atmosfera particolarmente tetra. Ottimo il finale in accelerando, che contribuisce a renderla l’ennesimo episodio ben riuscito di questo platter. Arriva poi il turno di 502, una speed song che si rivela clamorosa addirittura, grazie a chitarre ritmiche intricatissime e vorticose nel ritornello che creano un pezzo cui ben si concilia con il testo, il quale parla di folli corse automobilistiche sulle strade della California.
Una parte iniziale introspettiva introduce In My Darkest Hour, poi la canzone progredisce in un pezzo lento ma anche molto coinvolgente, con un Mustaine alla voce mai così sofferto, che crea un mood cupo, decisamente adatto vista la dedica della canzone al da poco scomparso Cliff Burton, l’unico dei Metallica con cui Dave andava d’accordo. Poi, a metà canzone, si svolta, la velocità irrompe con furia quasi punk, e si scapoccia un po’ su dei grandissimi assoli, prima che la chitarra torni a scandire l’iniziale arpeggio semiacustico. Con Liar arriviamo alla canzone più cattiva dell’album, e probabilmente una delle più cattive di sempre del gruppo losangelino, con un acido Mustaine a cantare, su un riff quasi malefico, un testo fatto in gran parte di insulti, rivolti a Chris Poland, che secondo la storia ufficiale gli avrebbe rubato delle chitarre per comprarsi della droga. La segue a ruota Hook in Mouth, con il ritmo veloce impostato dalla sezione ritmica Ellefson/Behler (ottima qui come nel resto del disco.) che lascia poi spazio a un brano molto rapido che a tratti però rallenta, e che si fa ricordare anche per il testo, duramente critico contro la politica della P.M.R.C. di quei tempi, specie nel ritornello dove le lettere della parola Freedom, “libertà”, vengono scandite ad una ad una, ad invocare la libertà di espressione messa a dura prova da quell’istituzione, in quei tempi.
So Far, So Good… So What? è, in virtù di quanto appena espresso, un album validissimo, un po’ corto forse, ma comunque capolavoro quasi perfetto, con dei picchi di assoluta eccellenza. Quindi, acquisto straconsigliato da parte di qualsiasi fan della band di Mustaine, o anche solo del thrash più tecnico e complesso.
Voto: 99/100
Mattia
Tracklist:
  1. Into the Lungs of Hell – 03:29
  2. Set the World Afire – 05:49
  3. Anarchy in the U.K. – 03:01
  4. Mary Jane – 04:25
  5. 502 – 03:28
  6. In My Darkest Hour – 06:17
  7. Liar – 03:21
  8. Hook in Mouth – 04:40
Durata totale: 34:30
Line-up:
  • Dave Mustaine – voce, chitarra
  • Jeff Young – chitarra
  • David Ellefson – basso
  • Chuck Behler – batteria
Genere: thrash metal

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