Stratovarius – Stratovarius (2005)

Nell’anno 2004, per gli Stratovarius sembrava ormai arrivata la fine: l’anno prima, due colonne del gruppo come il vocalist Timo Kotipelto e il batterista Jörg Michaelavevano abbandonato la band, e il leader Timo Tolkki era stato accoltellato in Spagna, fatto che lo aveva portato in una serissima depressione, e a un lungo ricovero in ospedale. Eppure, dopo questi fatti, il chitarrista aveva trovato nuova forza, e richiamati il drummer e il cantante originari, all’inizio del 2005 aveva annunciato un nuovo album, dal titolo omonimo della band, come a voler indicare un nuovo inizio della band finlandese. Più che un nuovo inizio, comunque, questo disco sembra anzi quasi un triste epitaffio prima della fine, e rimane (per fortuna) un parto unico nella loro lunga carriera.

Si comincia con una tastiera che introduce il singolo Maniac Dance, che poi si sviluppa in un pezzo molto orecchiabile, specie nel ritornello catchy; forse risulta un po’ scontato, ma comunque un buon pezzo. La successiva Fight!!! è invece abbastanza banale, non lascia una traccia nella mente, pur essendo molto melodica e ottimamente suonata da tutta la band, anche se una pecca di una assenza di varietà, specie da parte di Michael, totalmente incolore su questo disco. In Just Carry On, il testo e un’ottima prestazione da parte di tutta la band fa rialzare un disco che fin’ora non ha regalato nemmeno un’emozione forte, pur coinvolgendoci con un’atmosfera abbastanza triste, dovuta probabilmente all’esperienza di depressione di Tolkki. Un’intro di piano e violoncello introduce Back to Madness facendo ben sperare, ma poi la canzone non è nulla di che, i fasti di Episode o Visions sono ben lontani da questo power ben suonato ma anche molto anonimo, nonostante la band abbia tutte le più buone intenzioni. Anche nella succesiva Gypsy in Me l’inizio lascia ben sperare, ma il brano si risolve nuovamente in un nulla di fatto, una canzone tecnicamente impeccabile ma senza passione, senza potenza, senza spunti vincenti.
Götterdämmerung (Zenith Of Power), nonostante sia forse un po’ monotona e un po’ troppo lunga (ma chi scrive non la vede in questo modo) è comunque buona, in virtù di alcune melodie comunque non scontate come spesso erano quelle nei pezzi precedenti, e di un testo storico che si lascia ben apprezzare. Arriviamo così a The Land of Ice and Snow, che insieme alla precedente è, a mio avviso, l’apice del disco, una buona e semplice semi-ballad dal retrogusto vagamente folk con la voce di Kotipelto qui in splendida forma, segno che almeno sui lenti gli Stratovarius ci sanno ancora fare. Purtroppo però si scade ancora nella mediocrità con la seguente Leave the Tribe, un pezzo che se in alcuni frangenti fa ben sperare è comunque della stessa pasta del resto del disco, ossia metal senz’anima, con una buonissima produzione come tutto il disco, ma che non riesce comunque a emozionare davvero. Il finale è affidato a United, un brano che consta purtroppo della solita minestra riscaldata (e anche allungata, in questo caso, durando ben sette minuti) che domina più della metà del disco, nonché un annuncio di unità assai inopportuno da parte di una band che di lì a qualche anno si sfalderà, con lo scioglimento e la seguente reunion senza il mastermind Tolkki.
In conclusione, abbiamo un disco con qualche pezzo buono (che però non fa gridare al miracolo), ma ben lontano da capolavori del gruppo come  Episode o Visions. In virtù di questo, se volete avere una collezione completa di tutti i dischi metal, compresi i peggiori, forse quest’album potrà fare per voi; altrimenti, lasciatelo stare, c’è molto ma molto di meglio nel panorama power europeo.
Voto: 53/100
Mattia
Tracklist:
  1. Maniac Dance – 04:35
  2. Fight!!! – 04:03
  3. Just Carry On – 05:28
  4. Back to Madness – 07:43
  5. Gypsy in Me – 04:28
  6. Götterdämmerung (Zenith Of Power) – 07:13
  7. The Land of Ice and Snow – 03:05
  8. Leave the Tribe – 05:42
  9. United – 07:02
Durata totale: 49:19
Line-up:
  • Timo Kotipelto – voce
  • Timo Tolkki – chitarre
  • Jens Johansson – tastiere
  • Jari Kainulainen – basso
  • Jörg Michael – batteria
Genere: power metal
Sottogenere: melodic power metal

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