Saxon – Crusader (1984)

1983: da casa Saxon usciva Power & The Glory, un disco in qualche maniera controverso: se in un certo qual modo era la naturale continuazione della carriera del gruppo di Wheels Of Steel e Strong Arm of the Law, dall’altra alcune canzoni segnavano un certo ammorbidimento dei suoni, primi sintomi di una svolta nella carriera del gruppo. La tendenza si confermò quando, l’anno dopo, uscì il nuovo album, Crusader, in cui si assiste evidentemente a questo grande cambiamento nel sound della band.
L’iniziale The Crusader Prelude è un’intro con i suoni di una grande battaglia e delle cariche di cavalleria echeggiano immerse nel vento; a ruota segue un ricercato arpeggio acustico, che preannuncia il successivo scoppio della title track. Crusader è un pezzo dannatamente epico, molto melodico in certi frangenti, ma con un ritornello potentissimo, da urlare al cielo; la parte centrale è più lenta, ma la frase “Let battle commence” prelude ad un grandioso assolo, prima che si riprenda con un ritornello ancora più evocativo, cantato magistralmente da Bill Byford. Nel complesso, la canzone, oltre a essere la migliore del disco, ricalca quanto di più epico del disco precedente. La successiva A Little Bit of What You Fancy ha dalla sua un riff piuttosto interessante e un ritornello molto catchy, anche se da qui si comincia a vedere come lo stile della band sia cambiato, dalla NWOBHM suonata fino a Power & The Glory all’hard ‘n’ heavy chiaramente ispirato all’hair metal che in quegli anni cominciava a spopolare oltreoceano. Con la seguente Sailing To America si va ancora di più sul melodioso, per una canzone con echi AOR e pop rock, specie nelle strofe, ma che si lascia ascoltare con piacere.
Set Me Freeè una buona cover degli Sweet, energica al punto giusto, che mette in evidenza la sezione ritmica del duo Dawson/Glockler, oltre che il pregevole lavoro delle chitarre ritmiche. Si prosegue poi con Just Let Me Rock, che è un anthem hard rock con lunghe parti acustiche, che fanno risaltare ancora di più il ritornello, il quale è così più efficace. La seguente Bad Boys (Like to Rock ‘n’ Roll) è un altro pezzo molto hard rockeggiante, che però non riesce a incidere particolarmente, peccando di una certa ripetitività rispetto a quanto espresso in precedenza. Arriva il turno di Do It All For You che per fortuna fa risollevare il destino del disco, essendo una semi-ballad strappalacrime in puro stile AOR, che riesce a emozionare al punto giusto. La successiva Rock City consta ancora di hard ‘n’ heavy melodico, ma anche ben riuscito in questo frangente, complici i cori che accompagnano la voce di Byford e i dei riff molto validi. Il disco si chiude in bellezza con Run for Your Lives, un pezzo ancora hard rock ai limiti del pop, ma nel quale la classe innata della band e dei trascinanti cori da stadio compensano la mancanza di potenza, facendo chiudere nel migliore dei modi un disco discreto.
Di lì a poco, i Saxon avrebbero abbandonato definitivamente l’heavy metal per un genere più commerciale, come tante altre band prima e dopo di loro ( Accept, Judas Priest e W.A.S.P. su tutti), fino ad arrivare all’AOR di Destiny, prima della rinascita nel 1991 con Solid Ball of Rock. Di conseguenza, quest’album non è all’altezza dei suoi predecessori; ma nemmeno mi sento di bocciarlo in toto, essendo comunque un platter che ha degli ottimi spunti. In virtù di ciò, se amate l’hard rock e non siete schizzinosi, questo disco saprà fare la vostra felicità; se invece vi piace solo il metal propriamente detto, non concentratevi su di esso, anche se la title-track vi saprà comunque donare preziose emozioni.
Voto: 78/100
Mattia
Tracklist:
  1. The Crusader Prelude – 01:07
  2. Crusader – 06:34
  3. A Little Bit of What You Fancy – 03:51
  4. Sailing to America – 05:05
  5. Set Me Free – 03:14
  6. Just Let Me Rock – 04:12
  7. Bad Boys (Like to Rock ‘n’ Roll) – 03:25
  8. Do It All for You – 04:45
  9. Rock City – 03:16
  10. Run for Your Lives – 03:51
Durata totale: 39:20
Line-up:
  • Biff Byford – voce
  • Graham Oliver – chitarre
  • Paul Quinn – chitarre
  • Steve Dawson – basso
  • Nigel Glockler – batteria
Genere: hard rock/heavy metal

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