Rhapsody – Rain of a Thousand Flames (2001)

Può capitare, a volte, che una band possa desiderare di scrivere, tra l’uscita di un disco e l’altra, della musica un po’ differente dai propri canoni. Così è successo ai Rhapsody, che dopo il buon successo riscosso da Dawn of Victory, del 2000, si sono ritrovati a comporre dei pezzi più lunghi e oscuri di quanto fatto di solito. Questi pezzi sarebbero benissimo potuti finire nel dimenticatoio; ma la band capitanata da Luca Turilli, credendo nel valore  di essi, decise comunque di inciderli su disco: nel 2001 esce così questo Rain of a Thousand Flame, che a dispetto di una lunghissima durata per un EP, quarantadue minuti, è comunque da considerarsi tale, in quanto non presenta l’usuale struttura di dieci canzoni, di cui la prima intro e l’ultima suite, che invece caratterizza le altre uscite del gruppo, almeno fino alla conclusione della Emerald Sword Saga col disco successivo.

La openerRain of a Thousand Flames è un breve ma intenso pezzo, in puro stile Rhapsody: power metal sinfonico, epico e velocissimo, complice un Thunderforce (che qui sostituisce l’ufficalmente accreditato Alex Holzwarth) sugli scudi alla batteria, un Fabio Lione in stato di grazia e una band che compie al meglio il suo lavoro, sia in fase di esecuzione che in quello di songwriting. Deadly Omenè un corto intermezzo di pianoforte e orchestra, abbastanza piacevole, che introduce Queen of the Dark Horizons.  Questa è una lunga suite, che inizia con le prime frasi in Italiano del gruppo (se si esclude la brevissima parte della title-track) e poi prosegue rileggendo in chiave metal la colonna sonora del film Phenomena composta dai progressive rockers Goblin. Ma non c’è solo questo, ci sono cori epici e trascinanti, momenti di alto lirismo e altri più eterei e soffusi; su tutto domina la tastiera di Alex Staropoli, qui veramente al top, specie nello stupendo duello finale con la chitarra di Turilli. Sicuramente, questa canzone si rivela l’episodio meglio riuscito dell’intero disco
Eccoci catapultati nella Gothic Saga, una nuova branca dell’epopea della Emerald Sword! Con Tears of a Dying Angel i Rhapsody ci mostrano un altro lato di se stessi, più oscuro e sinfonico, ma non per questo meno aggressivo. Bella la parte centrale, completamente narrata, che genera un flavour epicissimo. La successiva Elnor’s Magic Valley è un altro interludio, questa volta di squisito folk medioevale, veramente molto coinvolgente. In The Poem’s Evil Page il solo suono del pianoforte, con l’accompagnamento della voce di Lione, fa capolino all’inizio, prima che la canzone esploda in un pezzo di classico power sinfonico; e poi il piano ritorna al centro del brano, accompagnato in questo caso dalle tastiere di Staropoli, prima  che una nuova esplosione arrivi a concludere la canzone. Arriviamo così a The Wizard’s Last Rhymes: l’ultimo brano è anche il migliore della saga, a mio avviso, in quanto cita il movimento finale della meravigliosa Sinfonia del Nuovo Mondo di Antonin Dvořák, e si rivela essere un pezzo dannatamente evocativo, potente, degna conclusione di questo EP.
Nonostante la durata e il numero esiguo di canzoni, questo album ha in se eccellenti spunti, e sa come  coinvolgere l’ascoltatore in maniera buona, quando non ottima. Se vi piace il power metal sinfonico, comprate album come Legendary Tales e Power of the Dragonflame; ma evitate di sottovalutare questo EP, che non è comunque poi così peggio dei suddetti capolavori.

Voto: 82/100

Mattia

Tracklist:

  1. Rain of a Thousand Flames . 03:44
  2. Deadly Omen – 01:49
  3. Queen of the Dark Horizons – 13:41
  4. Tears of a Dying Angel – 06:22
  5. Elnor’s Magic Valley – 01:41
  6. The Poem’s Evil Page  – 04:04
  7. The Wizard’s Last Rhymes – 10:32
Durata totale: 41:53
Line-up:
  • Fabio Lione – voce
  • Luca Turilli – chitarra
  • Alex Staropoli – tastiere
  • Alessandro Lotta – basso
  • Thunderforce – batteria
Genere: symphonic/power metal
Sottogenere: epic power metal

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento