Samson – Head On (1980)

Molti ricordano i Samson in quanto prima band a ospitare un giovane cantante di nome Bruce Bruce, che diventerà famoso col suo vero nome, Bruce Dickinson, dal 1982, anno in cui entrerà in quello che è ora (anche per merito suo) il gruppo più famoso di tutto l’heavy metal, gli Iron Maiden. Ma il gruppo londinese, capeggiato dal chitarrista Paul Samson, non è stato solo un trampolino di lancio per il notissimo frontman, al contrario: sono stati uno dei primi mover della nascente NWOBHM, nonché un gruppo tra i più importanti di tutto il movimento. Dopo l’esordio, Survivors, uscito un anno prima, nel 1980 il gruppo pubblica il suo secondo full-lenght, Head On, il primo con Bruce Bruce alla voce (dopo che nel primo disco Samson si era sobbarcato anche il compito di stare dietro al microfono).

La opener Hard Times è un pezzo molto hard rockeggiante, a cominciare dal ritornello, ma che riesce comunque, nelle strofe, ad essere anche potente, nonostante una produzione approssimativa (ma vintage e quindi fascinosa) che non valorizza propriamente la potenza della band. La successiva Take It Like a Man è un gran bel brano NWOBHM, semplice semplice ma molto efficace, che ha i suoi picchi nelle belle melodie scanzonate, nella chitarra di Samson e nella voce di Dickinson, lievemente diversa (più giovanile ed acuta) da quella che sfodererà due anni dopo alla sua entrata nei Maiden. A mio avviso questo episodio rappresenta l’apice del disco. Rispetto ai brani precedenti, più classicamente heavy metal, Vice Versa è più strana, presentando delle parti oscure e in qualche modo psichedeliche, accompagnate dalla chitarra acustica e dal basso di Chris Aylmer, ma non sfigura pur nella sua peculiarità. Buona anche la parte centrale, più canonica e potente. Un altro riff vagamente hard rockeggiante e un ritornello molto particolare, corale e melodioso, sono i punti di forza di Manwatcher, che pur non spiccando si lascia ascoltare con piacere. Too Close to Rock è un mid-tempo scandito dal campanaccio di Thunderstick, che esplode in occasione dei ritornelli e della parte finale, capaci di far muovere le teste

Thunderburst inizia in maniera acustica, e poi ricalca (o meglio anticipa) la melodia di The Ides of March degli Iron Maiden, seppur in maniera più evocativa e lenta (mentre quella dei Maiden è più veloce e carica); il motivo di questa particolarità è che Thunderstick aveva militato nei Maiden all’inizio della sua storia, e il tema musicale è stato poi utilizzato dai due gruppi indipendentemente, a distanza di un anno l’uno dall’altro. Arriviamo ad Hammerhead, che ha come frecce al proprio arco un riff stupendo, e la parte ritmica si evidenzia per la sua bontà; bello anche il testo “vichingo”, che all’epoca era tutt’altro che un cliché. La seguente Hunted è un brano a tratti intimista e “lento” nelle strofe, ma che in occasione dei ritornelli e del bellissimo assolo si carica di un’energia puramente metallica, risultando tra gli episodi più riusciti dell’intero platter. Take Me to Your Leader è un in bilico tra hard rock, heavy metal e anche qualche lieve influenza punk, e si rivela un altro pezzo che comunque si fa ben apprezzare, se non altro per gli acuti di Dickinson. La chiusura, almeno nel disco originale, è affidata a Walking Out On You, il cui l’intro pieno di effetti è un preambolo che anticipa bene un pezzo balzano, in cui le potenti frasi chitarristiche di Samson convivono con attimi più riflessivi e calmi, e ad altri momenti che si possono descrivere solo come “bislacchi”, ma che hanno una certa magia di fondo, e non stancano.

La versione in mio possesso presenta due bonus track inedite. La prima, Angel with a Machine Gun è un ottimo pezzo heavy metal da strada, potente e semplice, ma anche pieno di carica, che si rivela proprio ben riuscito. L’ultima canzone effettiva del disco, Kingsway Jam, è, come dice il nome stesso, una jam improvvisata in sala di registrazione, che parte veloce e finisce lenta; non aggiunge nulla al valore del disco, ma è comunque un ottimo ascolto, e si rivela un finale azzeccato.

Concludendo, abbiamo qui un disco più che onesto, fotografia perfetta di una band affiatata e tutt’altro che di secondo livello. Saprà fare la felicità di chi ama l’heavy metal più classico e incontaminato, e in special modo la NWOBHM, quindi dategli una chance, vedrete che vi ripagherà.

Voto: 87/100
Un nuovo anno,  una nuova recensione… voglio in effetti dedicare questa recensione all’anno nuovo, nel quale speriamo che Heavy Metal Heaven cresca sempre più.
Mattia
Tracklist:
  1. Hard Times – 04:42
  2. Take It Like a Man – 04:09
  3. Vice Versa- 04:44
  4. Manwatcher – 03:36
  5. Too Close to Rock – 03:35
  6. Thunderbust – 02:06
  7. Hammerhead – 03:39
  8. Hunted – 02:59
  9. Take Me to Your Leader – 03:48
  10. Walking Out on You – 06:35
  11. Angel with a Machine Gun – 2:54
  12. Kingsway Jam – 09:51
Durata totale: 52:45
Line-up:
  • Bruce Bruce – voce
  • Paul Samson – chitarra
  • Chris Aylmer – basso
  • Thunderstick – batteria
Genere: heavy metal
Sottogeneri: NWOBHM

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