Un concerto agrodolce

Inizialmente questo articolo doveva essere un live report del concerto a cui ho assistito ieri sera, ma si è trasformato invece nel primo articolo della serie “opinioni”, che già da tempo stavo pensando di inserire, per rendere il blog meno freddo e apersonale con le riflessioni dei suoi collaboratori sul mondo del metal o su fatti particolari accaduto in esso. Ecco dunque la mia prima riflessione.

Ieri sera ho assistito ad un mini-festival musicale, il Sound Park Festival di Marina di Montemarciano, neanche del tutto metal per la verità, in cui si esibivano quattro gruppi: oltre a I Compagni di Baal, che come avrete capito sto seguendo moltissimo, e ai Gunfire, che non conoscevo molto ma so che sono un gruppo di punta del metal classico, c’erano due band a me sconosciute: i Soulweeper, una band psychobilly con influenze metal, e i No Glasses On, una band che pur essendo stata presentata come “alternative, si è prodotta in realtà solamente in canzoni punk rock, alcune delle quali cover. Quest’ultimo gruppo, il primo della scaletta, non mi è affatto piaciuto, devo ammettere: al di là del fatto che il punk non mi piace, la tecnica era piuttosto scarsa anche se comparata a quella normale del punk, e il gruppo ha comunicato davvero poco, a livello di grinta e di affiatamento (la band era infatti al primo concerto in assoluto, a quanto ho capito). Dopo di loro hanno suonato I Compagni, che non mi hanno mai deluso, in sede live, ma che ieri sera avevano una marcia in più, e hanno offerto una prova a dir poco esaltante. Di seguito è stato il turno dei Soulweeper: lo psychobilly non è un genere nelle mie cordfe, ma il gruppo lo ha ben suonato mettendoci grinta e passione, e alla fine posso dire che non mi siano dispiaciuti. Alla fine è toccato agli headliner, ovviamente i Gunfire: ed anche se non conoscevo la maggior parte delle loro canzoni (purtroppo il loro unico full lenght, Thunder of War, ancora mi manca), comunque mi sono esaltato nuovamente, il loro heavy/power metal, pur non essendo niente di innovativo, è veramente molto coinvolgente e divertente. Quindi, riepilogando, i Gunfire e I Compagni di Baal sono stati fantastici, ed anche i Soulweeper hanno fatto la loro parte, se non li ho apprezzati in pieno è solo perché, come già detto, non amo molto il genere da loro proposto: nel complesso bel concerto, insomma.

Questa è stata la parte buona del concerto di ieri, e se era solo per questa parte, il presente articolo sarebbe stato solo un live report normale. Invece non c’è solo questo, c’è anche un lato negativo. Sono rimasto sconcertato moltissimo, fino alla più profonda indignazione, dal comportamento del pubblico di questo Sound Park. In teoria, ad un concerto, il pubblico arriva piano piano: alcuni non amano ascoltare i gruppi spalla, preferiscono concentrarsi solo sugli headliner. Questa volta invece è successo quasi il contrario: i No Glasses On, l’unico che ha suonato oggettivamente male, e che ho trovato veramente brutto, ha avuto un pubblico enorme, l’area del concerto, seppur non troppo grande era piena di gente, ci saranno state, ad occhio, cinquecento persone: poi, il pubblico ha cominciato pian piano a scemare. Ora, posso capire che per I Compagni di Baal, semisconosciuti al primo disco, ci sia stato poco pubblico: ma di sicuro, per la loro proposta musicale, meritavano certo più gente dello scalcinato gruppo che li ha preceduti, e il fatto che così non sia stato è stato il piccolo scandalo di ieri. Si, ho detto piccolo: ce ne è stato uno molto più grande, perché quando i Gunfire hanno suonato, c’erano ancor meno persone che con I Compagni, forse venti in tutto (me compreso); e per una band che gira dagli anni ’80 e che in ambito heavy metal classico è probabilmente la più famosa uscite dalle Marche (i pesaresi Death SS li battono in fama, ma non sono propriamente classic metal, secondo me), è veramente un’onta suonare davanti a così poca gente. Insomma, ne sono stato amareggiato io da spettatore, figurarsi i membri della band! Ecco, per me questo è un’assurdità totale.

Da questa storia comunque mi sono domandato: come è possibile che il metal classico sia così bistrattato in Italia? Eppure abbiamo avuto band di tutto rispetto, come è possibile che non abbiano oggi lo stesso riconoscimento? Certo, i Gunfire, come i vari Strana Officina, Sabotage, Vanexa, Axton, Skanners, Dark Quarterer (giusto per citare i primi che mi vengono in mente, ce ne sono molti altri), forse non saranno al livello di Judas Priest, Iron Maiden, Saxon, Accept, Riot e Manilla Road: ma a parte che questi sono gruppi mostruosi, quelli italiani comunque non sfigurano nei loro confronti, al contrario hanno prodotto (e continuano a produrre) dell’ottima musica. Perché dunque sono così sottovalutati? Non riesco a trovare nessuna risposta. Io sono nato nel 1988, avevo due anni quando gli anni ’80 sono finiti, eppure darei tutto quello che ho per poterli vivere, per potermi godere la NWOBHM e l’heavy metal classico dei bei tempi, sia quello estero che quello della nostra bella scena nazionale (e poi, anche se non c’entra,vedere nascere il thrash e il doom e poi il power, il prog e i generi estremi); sarebbe il massimo della vita per me! Perché dunque il metal classico non piace a nessuno? A me non sembra musica datata, non mi sembra musica brutta, non mi sembra proprio che abbia difetti, è semplicemente musica semplice e godibile (e che ci vuole, anche se adoro gruppi di altri generi, magari anche progressivi o estremi, spesso mi piace anche sentire gruppi del buon vecchio metal classico), quindi davvero non riesco a capire come sia possibile che un gruppo schifoso punk che non sa suonare nemmeno il proprio genere abbia un grosso successo e un gruppo onesto, valido strumentalmente e musicalmente, che mette in scena un concerto estremamente coinvolgente, debba suonare davanti a venti persone. E’ veramente inconcepibile, non riesco a spiegarmelo, ma la cosa mi scandalizza profondamente. Spero solo, concludendo, in una rinascita dell’interesse della gente verso il metal in Italia, grazie anche a gruppi freschi e pieni di idee come i già citati I Compagni di Baal; ma, vista questa desolante situazione, la vedo abbastanza dura e deprimente, un futuro nero.
Mattia

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