Anthirya – Promo Demo 2012 (2012)

Pensando alla Sicilia dal punto di vista della nostra musica preferita, ciò che per primo viene in mente è la fiorente scena black metal ivi presente: gruppi come Inchiuvatu, 3 e La Caruta di Li Dei sono vere e proprie autorità nella scena tricolore, pur dovendosi limitare all’underground (ma questo è un problema non della regione insulare, bensì dell’Italia intera, io credo). Eppure, sarebbe riduttivo pensare che il metal siciliano si limiti solamente al metallo nero, l’isola ha infatti visto una recente esplosione di gruppi, che coprono praticamente ogni genere; e tra gli act più interessanti in questa nuova ondata, vi sono certamente i palermitani Anthirya. Nati giusto nel marzo del 2011 dalla passione del batterista Orazio Ticali, la band brucia in breve tempo tutte le tappe, pubblicando nemmeno un anno dopo il suo primo demo. In esso, l’ensemble siciliano si produce in cinque pezzi, di cui due interludi e tre veri e propri brani, il cui stile è ben definibile come gothic metal sinfonico di chiara ascendenza power, omaggiante allo stesso modo la scena power melodica finlandese, il metal sinfonico e gruppi gothic più moderni quali After Forever ed Epica. Prima di partire con la disamina delle tracce, una parola sul suono generale del disco: non è poi così pulito ed accurato a dire il vero, ma essendo un demo autoprodotto, e per giunta il primo, questo difetto è ampiamente perdonabile, anche visto che il genere proposto non richiede a tutti i costi potenza o nitidezza ad alte velocità, come potrebbero essere invece stili come heavy o death.
Il sinfonicoIntro che apre le danze si rivela già ottimo, essendo di grande aiuto nel presentare l’atmosfera su cui si muoverà il disco; quindi, comincia Salvation, la prima vera canzone del lotto nonché manifesto del sound della band, power gothic ultrasinfonico che si rifà indubbiamente, come riferimento più vicino, ai Nightwish, ma si sviluppa anche in maniera piuttosto personale, complice la variabilità di situazioni e di atmosfere proposte dall’ottimo songwriting, e soprattutto la voce della cantante Roberta Capitelli, che merita un capitolo a parte. La singer in questione è infatti meno potente di tante sue colleghe del mondo gotico, eppur nel suo caso ciò non costituisce un difetto, al contrario: ella si impegna difatti in un cantato melodioso ed estremamente dolce (specie nei toni medie), pieno di un’immensa carica emotiva, che io trovo personalmente veramente stupendo; un talento immenso, insomma. Bello anche l’assolo condiviso da chitarra e tastiera, che aumenta il valore di un pezzo comunque già buono di per se. Waiting for You… è un altro preludio, questa volta dominato da belle melodie del pianoforte, sostenute dalle orchestrazioni in sottofondo, sulla cui linea si muove inizialmente anche I Find You Again, in principio dolce ballad soffusa e carica di pathos, che poi però si evolve progressivamente in un pezzo più animato e metallico ma sempre pieno di una certa apprezzabilissima tensione romantica, complice anche il riuscito equilibro tra melodicità ed aggressività messo in atto nel bel finale. La successiva Silver Thread parte con rapidità, quasi in stile power finnico, per poi diventare però ben più mutevole, sviluppandosi in una struttura che non è sbagliato definire addirittura progressiva. Il punto di forza sono però le atmosfere, che sono concepite qui in maniera particolarmente valida, e si trasformano spesso, andando dal mood oscuro e quasi melodeath dei momenti più cupi, cantate anche in growl dal validissimo tastierista Leonardo Spanò, fino alle parti più sentite, sottolineate benissimo dalla commovente voce della Capitelli, passando per altre frazioni più particolari, alcune quasi psichedeliche, fino alla meravigliosa sezione centrale, che riecheggia persino il power più evocativo e potente e presenta fraseggi che ricordano addirittura (con mio enorme piacere) i Blind Guardian di A Night at the Opera. In poche parole, seppur di solito non sia uso avvalersi del termine “capolavoro” per un brano di un disco promozionale, ebbene non ho alcun dubbio ad etichettare con questo termine l’episodio in questione, tra le migliori cose da me mai sentite in un demo. Il disco si conclude quindi con una traccia bonus, una versione acustica di I Find You Again, che pur non essendo, nei miei gusti, ottima quanto la versione originale, si lascia comunque ascoltare molto piacevolmente.
Al di là di una produzione come già detto non all’altezza (problema comunque ampiamente risolvibile con un miglior apparato di registrazione), il promo è comunque molto, ben suonato ma soprattutto composto in maniera brillante, con poche ingenuità ed idee molto valide e già mature nonostante la giovane età del collettivo. Un gruppo con un talento del genere (e non mi riferisco solo alla bravissima cantante, che pure è il membro che più spicca, ma all’interezza dell’ensemble) continuando su questa strada in un mondo ideale dovrebbe affermarsi sicuramente anche a livello internazionale. Quindi, nell’attesa (anche ansiosa) di poter ascoltare il loro esordio discografico, che uscirà nei prossimi mesi, non posso che fare, intanto, i miei più sinceri auguri agli Anthirya, sperando che il mio auspicio si avveri davvero, e che la fortuna possa premiare questi cinque ragazzi siciliani.
Voto: 78/100
Mattia
Tracklist:
  1. Intro – 1:26
  2. Salvation – 05:07
  3. Waiting for You… – 02:26
  4. I Find You Again – 04:44
  5. Silver Thread – 07:36
  6. I Find You Again (acoustic version) – 04:10 
Durata totale: 25:29
Lineup:
  • Roberta Capitelli – voce
  • Emanuele “Izzy” Bonura – chitarra
  • Leonardo Spanò – tastiere, voce (harsh)
  • Ruggero Cino – basso
  • Orazio Ticali – batteria
Genere: symphonic gothic/power metal

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2 risposte

  1. Unknown ha detto:

    Mattia, sei per caso un amico di qualche membro di questo gruppo? No perchè il tuo entusiasmo è eccessivo, davvero. Ho ascoltato il promo per intero e: la cantante ha una voce alla lunga fastidiosa all' orecchio e certe volte stona. La tastiera è onnipresente e trasforma le canzoni metal, se così si puó definire, in cori chiericali o evangelistici. I riff di chitarra sono carini, almeno quelli, ma forse un pò troppo banali perchè si riesce benissimo a immaginare quale accordo ci sia dopo un certuno e azzeccando. Salvation è forse la più carina, anche se non entusiasma. I find you again la trovo una cosa deprimente, sembra di ascoltare una canzoncina di Dolcenera, inoltre l' intro ti entra in testa e non ti esce più da quanto è fastidioso.

  2. Mattia Loroni ha detto:

    Non sono amico di nessuno, mi è semplicemente piaciuto il demo… questione di gusti, io credo 🙂 .

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