Domande e Risposte – Anthirya

Come annunciato nell’editoriale di ieri, ci saranno alcune novità per Heavy Metal Heaven, nell’anno in corso, e questa è proprio una di esse. Infatti, da oggi in poi vi sarà questa nuova rubrica, una specie di sezione interviste in cui porrò domande ai piccoli gruppi italiani meritevoli e sconosciuti che recensisco, in modo da aiutarli a promuoversi nel difficile mondo della musica; per questo ovviamente qui non vedrete intervistati i Judas Priest o band di fama simile, bensì solo gruppi sconosciuti che meritano più fama di quella che hanno. Detto questo, lascio la parola alla prima “Domande e risposte” vera e propria, che riguarda gli Anthirya, gruppo power/gothic metal che ho recensito il mese scorso. La band siciliana ha deciso di rispondere in maniera collettiva e compatta alle mie domande, e le risposte sono perciò piuttosto brevi; ma  nonostante ciò, alcune di esse risultano comunque molto interessanti. Lasciamo perciò direttamente la parola ai diretti interessati.
Volete innanzitutto raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la vostra storia, e presentare i membri della vostra band?
Certo, con piacere! Gli Anthirya nascono nel Marzo del 2011, dall’idea di Horace Ticali (batterista) di formare un gruppo con l’intenzione di conquistare un desiderato successo nello scenario del gothic metal palermitano e non. I primi ad essere convocati sono stati Leonardo Spanò alle tastiere e Roberta Capitelli alla voce, che dopo tanta attesa di entrare a far parte di una gothic band accettano fortemente la proposta, sposando con entusiasmo il progetto. Nel loro percorso la band ha subito vari cambiamenti di formazione riguardo basso e chitarra, fino a raggiungere quella definitiva ed attuale con l’ingresso di Ruggero Cino al basso ed Emanuele “Izzy” Bonura (Trinakrius, Crimson Wind) alla chitarra. L’obiettivo principale è quello di proporre un gothic metal che racchiuda in sé le differenti caratteristiche e il sound che contraddistinguono i principali gruppi gothic a livello internazionale, quali Epica, Nightwish, Within Temptation, After Forever, cercando quindi di far emergere l’innovativo, nonché sperimentale sound degli Anthirya!
Da dove proviene il vostro monicker “Anthirya”, se vi va di rivelarcelo?
Il nome Anthirya non ha alcun significato, è uscito fuori, dopo un’attenta riflessione tra Leon e Horace. Cercavamo un monicker che ci rispecchiasse non nel significato ma nella sua struttura ed immagine estetica, un’unica parola che fosse d’impatto per chi la leggesse. Trovata una prima bozza del nome è stata apportata qualche modifica riguardo alcune lettere, personalizzando il nome con elementi appartenenti al mondo dark/gotico, al fine di rendere il suono e la sua immagine dello stile a cui apparteniamo, e così nasce “Anthirya”.
Nonostante la voce della vostra cantante sia ciò che si fa notare di più in assoluto nella vostra musica (ed io credo a ragione, visto il suo talento), comunque anche il contributo degli altri vostri strumentisti è fondamentale. Com’è quindi l’affiatamento tra i membri della band della band?
 Innanzi tutto c’è da fare una premessa: prima di raggiungere questa formazione, e di conseguenza questo sound, abbiamo faticato parecchio, ma possiamo dire che adesso siamo un gruppo molto affiatato, viaggiamo sulla stessa linea di idee e mettere insieme il tutto non è poi così difficile. Ruggero Cino è fondamentalmente un bassista prog, mentre Emanuele “Izzy” Bonura suona la chitarra in stile thrash metal, e nonostante ognuno di noi abbia il proprio stile abbiamo sviluppato la capacità di ricavarne un sound che ci soddisfi parecchio a livello personale e che sia inerente allo stile della band. E’ divertente vedere e sentire quanto tutto questo possa far parte di un unico genere che penso renda il sound di ogni gruppo qualcosa di unico.
Come ho scritto anche nella vostra recensione, il pezzo che spicca di gran lunga è Silver Thread. Potete raccontarci qualcosa sul pezzo, magari qualche aneddoto?
Questo pezzo è più “vecchio” di quello che sembra.  E’ un brano che il tastierista Leonardo Spanò iniziò a comporre circa 3 anni fa, prima della nascita degli Anthirya, quando suonava in un altro gruppo. Il brano non è stato ben apprezzato dal resto dei componenti della sua vecchia band che anzi tentarono di stravolgere il tutto apportando delle modifiche che celavano la vera essenza del “filo d’argento”. Il gruppo in seguito si sciolse, e proprio perché credeva fortemente in questo brano, circa un anno dopo, Leonardo lo propose agli Anthirya, e grazie alla straordinaria collaborazione del batterista Horace Ticali, e di tutto il resto della band, la vecchia traccia di circa 2 minuti è stata rielaborata, composta e studiata nei minimi dettagli, fino alla realizzazione di questo brano che racchiude in sé orchestrazioni, ritmi ben saldati e cori clericali. Il risultato finale è stato quello che abbiamo sempre sperato e desiderato per questa “vecchia” canzone, che chissà come si sarebbe evoluta se quel gruppo non si fosse mai sciolto. Una curiosità: i cori in latino presenti quasi a metà della canzone sono estratti dalla poesia “Carpe Diem” del poeta Orazio!
Il vostro esordio discografico ufficiale, a quanto ho letto, sarà pronto per il prossimo febbraio. Ci potete dare qualche anticipazione su come sarà?
Possiamo dire che quest’album si caratterizzerà molto per le sue orchestrazioni e per la potenza che accompagnerà il tutto. Un altro aspetto fondamentale comprende sicuramente la parte melodica, la sinfonia intrecciata a parti che spaziano dal death al thrash metal, i cori, le linee vocali molto orecchiabili, in cui Roberta Capitelli confermerà ancor di più il suo grande talento. È un album ben studiato per comporre il quale abbiamo speso intere giornate e nottate, cercando di mettere in luce anche l’aspetto tecnico di ognuno di noi. Siamo molto contenti del nostro lavoro e aspetteremo con ansia il parere di chi lo ascolterà!
Domanda in parte ovvia, che si chiede in ogni intervista: quali sono le vostre principali influenze?
 Penso che ascoltando le nostre canzoni si possa capire facilmente che gruppi come Epica, Nightwish e via dicendo siano i nostri “modelli” da seguire, ma ovviamente tutto questo è solo un incentivo. Nel compositivo diamo sfogo a tutta la nostra fantasia andando anche fuori dagli schemi, se così si può dire. Prendiamo spunto anche da gruppi come i Children of Bodom, Trivium, In Flames eccetera. Possiamo dire che siamo un gruppo di larghe vedute e cerchiamo di sfumare il nostro sound mantenendoci comunque sullo stile originale della band. Pensiamo che solo così si possa essere unici e non “fotocopie” di gruppi già esistenti.
Altra domanda più o meno sulla stessa linea della precedente: vi sono generi o gruppi che amate, o anche che vi influenzano, stilisticamente molto lontani da ciò che suonate?
Certamente! Ognuno di noi nella vita di tutti i giorni ascolta un po’ di tutto, dalla musica italiana, al jazz e persino al dubstep! È ovvio che poi tutto quello che ci emoziona cerchiamo anche inconsciamente di inserirlo nei nostri lavori!
Il gothic metal in Italia non sembra essere molto amato, seppur il Bel Paese abbia prodotto dei gruppi d’eccellenza in questo genere. Per quale motivo, secondo voi? E la situazione è realmente questa, oppure a livello più underground il genere è più popolare di quanto sembri?
 Pensiamo che non si debba fare di tutta l’erba un fascio. Pensiamo che l’Italia, al di là del periodo difficile che sta attraversando, non sia ancora pronta al 100% per accogliere generi che non siano la solita “cantilena”. Devo dire però che una cosa che non ci aspettavamo, è stata il fatto che in molti paesini della Sicilia siamo stati richiesti a gran voce. Quindi alla fine è più una questione soggettiva e di apertura mentale che una questione geografica.
Com’è, in generale, la scena metal in Sicilia? E c’è la possibilità di promuoversi per un gruppo del nostro genere preferito, nella vostra regione?
 Negli ultimi anni si sono formate molte band metal, molte delle quali davvero in gamba. A Palermo questo genere è molto apprezzato dai giovani, ma al di fuori di questa fascia d’età si fa fatica ad apprezzarlo, a parte qualche caso raro. Purtroppo a Palermo non sono molti i locali che fanno esibire le band dal vivo, e se lo permettono i musicisti si ritrovano a suonare senza alcuna retribuzione, solamente per puro divertimento e passione. La situazione è ben diversa nelle parti di Sciacca, Trapani o Catania, come dicevo prima specialmente nei paesini limitrofi. Purtroppo dobbiamo ammetterlo, in Sicilia la vita è dura per questo genere di musica.
L’intervista è ormai agli sgoccioli, a voi la possibilità di concluderla come volete…
 Ci siamo divertiti e abbiamo risposto con piacere alle tue domande. C’è chi ci descrive come sognatori o come bambini che ancora credono alle favole. Noi siamo convinti che volere è potere, e gente come voi ci conferma questo. La musica, qualunque essa sia, è qualcosa che ti esce dal cuore, è un arte nobile e pensiamo che questo basti per far scuotere le menti della gente, o almeno è quello che ci auguriamo! Grazie ancora per l’attenzione che ci avete riservato, speriamo di incuriosirvi ancora di più con l’uscita del nostro primo album! Un abbraccio dagli AnthiryA!
Ed io, da par mio, ringrazio con calore il gruppo per queste ultime belle parole spese verso di me e verso Heavy Metal Heaven. Alla prossima intervista!
Mattia

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento