Necandi Homines – Necandi Homines (2012)

Quando si pensa al black metal, il primo scenario che balza subito alla mente sono foreste nordiche innevate e gelide, immerse nella sempiterna notte invernale; nonostante ciò, tuttavia, valide band di questo genere musicale si possono trovare ovunque, anche in luoghi più familiari e meno fuori dalla nostra esperienza. E’ il caso dei Necandi Homines, che sono di base a Jesi, poco lontano da dove abito, e devo dire che scoprirli mi causò anche un po’ di stupore: essendo infatti il nostro entroterra tanto bigotto ed arretrato (ma purtroppo credo che sia una caratteristica di tutta l’Italia centro-meridionale), tanto che la pur fiorente scena regionale più volte descritta si concentra per la stragrande maggioranza sull’urbanizzata costa e nella nostra provincia in particolare nel capoluogo, dubitavo alquanto della presenza di ensemble metal estremo; ed invece, sono stato (piacevolmente) smentito. Chiusa questa parentesi, comunque, il gruppo in questione nasce nel 2007, e dopo cinque anni passati ad affinare l’intesa, lo scorso ottobre pubblica il primo demo omonimo, composto da sole tre tracce. Il genere proposto dal quartetto nei tredici minuti di questo disco è un black metal lento e atmosferico, influenzato da nomi quali Bathory, Burzum e Judas Iscariot, ma con in più un’importante componente doom, che a detta del gruppo stesso serve per rendere il sound più potente dal punto di vista delle atmosfere e del feeling. Una parola anche per il suono: è decisamente poco accurato, come spesso succede nel genere, ma in questo caso ciò è un po’  penalizzante, secondo me: se infatti per il black può andar bene, i riff doom ne escono però molto smorzati con il mood conseguente ne perde un po’, nonostante la band riesca comunque a conservarlo bene.

La opener If There’s No One Light comincia soffusa e quasi funerea, con un cupo arpeggio che poi però lascia subito spazio ad un rifferama black metal lento e dai forti echi bathoryani con in più notevoli iniezioni doom, le quali conferiscono al tutto un carico ancor maggiore di atmosfere maestose e decisamente fascinose nella loro soffocante oscurità; altra caratteristica degna di nota è poi la voce dell’ormai dimissionario frontman Inverted, che al contrario della maggior parte dei vocalist tipici del black non è uno scream efferato bensì un cantato più basso e maligno, che assomiglia quasi ad un growl. Nonostante l’accelerazione centrale, il brano mantiene sempre il proprio feeling lugubre, risultando probabilmente sin da subito il migliore del lotto. Last Hour of an Endless Life, che arriva subito dopo, è un altro pezzo molto atmosferico, che comincia con una parte di doppia cassa del batterista Lorkhan per poi però confluire in una frazione arpeggiata e molto buia: quindi, parti potenti e ferali, black al 100% si alternano con quelle più melodiche e sentite in una mescolanza piuttosto riuscita, per un altro pezzo ad ogni modo più che discreto. Introdotta ancora una volta da un cupo (ed anche valido) arpeggio, la conclusiva Out of Space and Time si rivela infine un episodio infelice (dal punto di vista dell’atmosfera, non certo della qualità) con un riffage dalle sonorità che riportano alla mente addirittura il primissimo death-doom (quello di act quali Winter ed Unholy), in cui il lento riff ma soprattutto il bellissimo mood sconfortato e quasi triste, i quali sicuramente sono il punto di forza assoluto sia di questo buon demo che del pezzo che lo conclude, disegnano uno scenario cupo e malinconico, che riesce a risultare comunque incisivo dal punto di vista del feeling.
Nonostante i suoi difetti (su tutti la produzione, come già detto), questo demo ha comunque i suoi punti di interesse, come alcune ottime idee musicali ed il songwriting, magari ancora con ampi margini di crescita ma già discretamente valido. Se il gruppo saprà continuare dritta per la propria strada, mantenendo intatte le atmosfere che evoca e magari migliorando pure il proprio impatto con una produzione almeno più efficace, secondo me potrà incidere anche ottimi dischi in futuro; ed io auguro ai miei “vicini” che davvero così possa essere.
Voto: 71/100
Mattia
Tracklist:
  1. If There’s No One Light – 04:46
  2. Last Hour of an Endless Life – 04:10
  3. Out of Space and Time – 04:24
Durata totale: 13:20
Lineup:
  • Inverted – voce
  • Apsychos – chitarre
  • Vixen – basso
  • Lorkhan – batteria
Genere: black/doom metal

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