Headbanging for Moon Bear – live @ Reasonanz club – 26 Gennaio 2013

Nonostante noi metal lovers siamo spesso fraintesi, venendo spesso bollati come persone insensibili o addirittura aggressive, ciò nei fatti si rivela quasi sempre un pregiudizio anche piuttosto stupido, visto che spesso i metallari si rivelano le persone migliori che ci siano, capaci come sono di atti disinteressati. E’ il caso del concerto di beneficenza avvenuto lo scorso ventisei Gennaio a Jesi, nel club Reasonanz,

La locandina dell’evento

 per assistere al quale si doveva versare un piccolissimo contributo in favore di una causa animalista. Apro una piccola parentesi su di essa: l’orso della luna, o orso tibetano, è una specie che abita in estremo oriente a rischio di estinzione, e che purtroppo la brutalità umana non ha risparmiato, palesandosi in questo caso in una maniera particolarmente orrenda. Infatti, esistono degli allevamenti in cui questi poveri animali sono tenuti in gabbie strettissime, in cui non possono neanche muoversi; e, cosa tremenda a dir poco, hanno un tubo inserito nel loro ventre che estrae continuamente la loro bile (sostanza importante per la medicina tradizionale cinese) il quale causa spesso infezioni e malattie, in un ambiente peraltro malsano come quello di queste “fabbriche”: più che allevamenti, insomma, dei veri e propri campi di concentramento per orsi in cui essi vengono utilizzati come oggetti da sfruttare, neanche fossero fonti da cui estrarre quella sostanza. E’ un vera e propria tortura, qualcosa di disumano, per contrastare cui sono nate moltissime associazioni di protesta (tra cui vi è quella che patrocinava l’evento, l’Animal Asian Foundation, sponsorizzata dall’associazione vegana Gruppo Artisti Veg).

Tornando a noi, essendo da sempre dalla parte degli animali, ho pensato di assistere al concerto, in modo da aiutare, per quanto possa nel mio piccolo, la causa, ma sono anche andato grazie all’invito dei Necandi Homines, che mi è stato fatto dopo la recensione di pochi giorni fa: perciò devo ringraziare il gruppo ed in particolare il chitarrista Apsychos, con cui ho avuto modo di chiacchierare un po’; parimenti, ringrazio anche gli altri due gruppi, Nacom e Vortice Cremisi, oltre che per lo spettacolo anche per la disponibilità nel mandarmi le scalette, rendendo questo report completo al 100%. Prima di raccontare le prestazioni dei singoli gruppi, devo premettere una cosa: tutte e tre le band hanno avuto dei suoni un po’ impastati, soprattutto per le chitarre, e credo che ciò sia dovuto all’insonorizzazione stessa del locale: ma nonostante ciò, lo spettacolo non ne ha risentito poi così tanto, alla fine.

Necandi Homines
Il turno di aprire la serata è toccato ai Necandi Homines, che come saprà chi ha letto Heavy Metal Heaven  almeno nelle ultime settimane sono un gruppo black/doom metal dalle atmosfere molto oscure e chiuse in se stesse proprio di Jesi. I loro suoni sono stati i peggiori tra le tre band, con batteria e basso a sovrastare voce e chitarra, le quali a tratti si confondevano pure fino quasi a risultare inudibili; tralasciando il sound, però, la prestazione del gruppo personalmente non mi è dispiaciuta, il quartetto si muove bene sul palco ed ha l’attitudine giusta per il proprio lento genere, oltre a risultare quasi sempre precisa nel non accelerare (merito che va al bravo batterista Lorkhan); inoltre, alla prova dei fatti, il nuovo cantante Nightform D. non ha fatto rimpiangere Inverted (il singer presente nel demo), avendo una voce magari più classicamente black ma che mi è piaciuta molto, essendo efferata al punto giusto. Nel complesso, bella prestazione, in cui hanno spiccato, oltre ovviamente ai pezzi del demo, la conclusiva Glory, che mi ha molto ben impressionato e mi fa ben sperare per la prossima incisione del gruppo (che, mi è stato riferito da Apsychos stesso, dovrebbe avvenire entro l’anno). Quindi, in conclusione, buona prestazione da parte di questo giovane gruppo, che però personalmente aspetto di sentire di nuovo con suoni migliori!

Scaletta Necandi Homines:

  1. The Faceless Sculpture
  2. If There’s No One Light
  3. Last Hour of an Endless Life
  4. Outo of Space and Time
  5. The Fifth Dimension
  6. Desolation of the Ocean after the Storm
  7. Glory
Nacom
I secondi a suonare sono stati i Nacom, gruppo progressive/melodic death metal anch’esso di casa a Jesi, che conoscevo di nome (essendo anche abbastanza famosi, tanto che vi era un bel po’ di pubblico ad assistere alla loro prestazione) ma non avevo avuto ancora occasione di ascoltare. Il genere proposto dal gruppo, comunque, è di quelli dei più difficili da apprezzare se non si conoscono già da prima le canzoni, vista la complessità delle trame strumentali ed i frequenti cambi di ritmo, ma alla fine anche essi non hanno sfigurato, in virtù di una buona carica generale. Ad essersi fatto notare sono stati, oltre a Lorenzo Marcelloni, solista molto bravo sulla sua sette corde (già comparso un paio di anni fa in queste pagine, suonando anche con i folkster Ethereal Faun) e al preciso batterista Alessandro Recchia, è stato il duo Leonardo Corinaldesi-Pietro Bucari: oltre all’indubbia bravura nei rispettivi ambiti (specie Corinaldesi, dotato di una tecnica eccezionale nei due tipi di cantato estremo), tra una canzone e l’altra si sono prodotti in alcune divertenti scenette, e l’atmosfera ne ha giovato. Visti anche i suoni, non perfetti ma almeno efficaci, la prestazione della band è stata quindi convincente, e dopo di essa attendo di poter sentire la band sul suo esordio, in uscita quest’anno.

Scaletta Nacom:

  1. Intro – Echoes of Void
  2. Alone
  3. The Curse
  4. The Traitor
  5. In the Night
  6. Nothing Inside
  7. Ritual
  8. Only in Memories
  9. Affliction
  10. Mystical Temple of Pain

Vortice Cremisi:
Dopo queste due giovani formazioni, arriva poi il turno dei veterani Vortice Cremisi, probabilmente il primo gruppo in assoluto a proporre, nelle Marche, il genere stoner rock/metal, essendo attivi addirittura dal 1992; oltre a questo, poi, il gruppo è degno protagonista ed headliner della serata anche per il proprio professarsi orgogliosamente animalista e vegano (in tal senso va anche la loro Real Men, canzone contro la caccia). Comunque sia, il power trio è salito convintissimo e carico sul palco, e nonostante dei problemi tecnici col microfono del cantante Giovanni “John Crimson” Cifaldi, che in pratica ha reso le prime due canzoni strumentali, nonché i soliti suoni parecchio impastati, si è prodotto in una grande prestazione. Da batterista, non posso poi non citare il grande Massimo “Max Vortex” Di Prenda, il quale ha un groove pazzesco ed una grande fantasia compositiva che si esplica in delle ritmiche molto articolate e piene di particolari, nonché una tecnica ottima e varia (mai sentito nessuno, a proposito, metter un ritmo bossa nova sotto ad una parte psychedelic rock) ed una presenza scenica fantastica per la quale, vi giuro, non riuscivo a staccare quasi gli occhi da lui. Il lungo concerto a base di stoner metal molto rock e molto psichedelico, in cui la band ha mescolato pezzi vecchi ed altri inediti, è stato molto convincente, ed alla fine mi sono sentito quasi in dovere di acquistare l’unico cd della band (uscito ormai undici anni fa), ricevendo tra l’altro anche il ringraziamento dello stesso gruppo, di sicuro decisamente ammirevole non solo musicalmente ma anche per umiltà.
Scaletta Vortice Cremisi:

  1. No Welfare 
  2. Good Action
  3. Real Men
  4. Hate Song
  5. Shadows
  6. Instigator
  7. The Call of Life
  8. Mr Delta Plane
  9. Crimson Vortex
Risultato finale: un gran divertimento, a coronare una serie di concerti di cui neanche uno mi ha lasciato con l’amaro in bocca, mentre ognuno mi ha sicuramente intrattenuto bene. Che dire, di concerti così ce ne dovrebbero essere molti di più, ed io spero di poterne vedere ancora in futuro, magari con una di queste tre band protagoniste!

Report a cura di Mattia

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2 risposte

  1. Unknown ha detto:

    Un paio di precisazioni:- la serata è stata organizzata dal GAV (Gruppo Artisti Veg –  www.gruppoartistiveg.org),  che poi ha donatol'intero ricavato, all'Animals Asia.- Giovanni dei Vortice Cremisi è vegano, non vegetariano. Cmq grazie mille. 🙂

  2. Mattia Loroni ha detto:

    Grazie a te, ho aggiornato le informazioni portandole a quelle più corrette. Ciao!

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