Domande e Risposte – Zombie Scars

Dopo la recensione dell’esordio di alcuni mesi fa, ed il live report qualche settimana più tardi, ora per i groove metallers Zombie Scars è arrivato il momento di rispondere ad alcune domande per Heavy Metal Heaven. A nome del gruppo, risponde il batterista Marco Milloni, a cui senza ulteriori esitazioni lascio la parola.

Il vostro esordio discografico, Revenant, è uscito ormai quasi undici mesi fa. Che riscontri ne avete avuto, a livello di recensioni ma anche di vendite?
Marco Milloni: Revenant è il nostro primo vero lavoro, che comunque era stato preceduto da un demo di 4 pezzi distribuito gratuitamente in rete, dal titolo “Spirits”. Per esso, abbiamo ricevuto tutte recensioni positive, sia in Italia che all’estero. Per le vendite, riusciamo a vendere bene durante le serate che facciamo in giro e qualcuno ce lo richiede anche contattandoci online o scaricando – ascoltando la nostra musica su internet.

Ovunque io abbia letto, affermate di essere un gruppo thrash metal; tuttavia, io ritengo che il vostro genere sia molto meglio descrivibile come groove metal (che pure molti considerano come un sottogenere del thrash e non un genere a se stante), come detto anche in sede di recensione.  Che ne pensate?
MM: All’interno della band tutti suoniamo ed ascoltiamo metal, rock e hard rock da anni. Quando abbiamo formato il gruppo quello che è venuto fuori naturalmente è quello che si può ascoltare su Revenant, cioè heavy metal il senso lato; dentro ci sono varie influenze, classic metal, thrash 80’s e nuovo, hard rock. Ci interessa inoltre la varietà, quindi canzoni anche molto distanti tra loro per ritmiche, arrangiamenti, eccetera.

Sempre parlando del vostro stile: da dove viene l’idea di immettere in un genere solitamente molto duro ed aggressivo come il vostro una notevole dose di melodia (il che è anche il vostro punto di forza, io penso)?
MM: Come ti dicevo prima, attraverso la varietà e la melodia cerchiamo di dare ad ogni canzone qualcosa di caratteristico che possa essere ricordato. Ad esempio un pezzo è veloce, un altro ha quel ritornello così, un altro ha una ritmica groove, eccetera, in modo che dopo un nostro show la gente non dica la solita frase “Si ok,ma non mi ricordo nemmeno una canzone !”, ma che invece venga colpito dalle caratteristiche che mettiamo nelle composizioni.

Nel booklet del vostro disco sono assenti i testi: potete rivelarci, perciò, di cosa parlate nelle vostre canzoni, e più in generale quali argomenti ispirano le vostre liriche?
MM: Nel booklet abbiamo inserito solo brevi passaggi dei testi, quelli più rappresentativi, in modo da fare una cosa meno classica. I testi sono incentrati su tematiche horror con riferimenti alla letteratura e al cinema. Questa è stata la scelta per questa prima produzione, nel prossimo cd invece verranno affrontati altri argomenti.

Domanda classicissima da intervista: quali sono le vostre principali influenze?
MM: In parte  questa risposta l’abbiamo già data prima; comunque, per citare alcune band potremmo dire Slayer, Pantera, Testament, Motorhead, Black Sabbath e Black Label Society.

Proseguendo sulla linea della questione precedente: vi sono gruppi o generi, metal o meno che siano, che amate o che vi influenzano, i quali però sono molto lontani dal genere che suonate?
MM: Io ascolto molto progressive rock anni 70, rock classico dei ’60 ed anche musica elettronica, ma non sono punti di riferimento per la band, li ascolto per mio diletto. Anche il resto della band, pur ascoltando in gran parte rock apprezza anche altro, ad esempio i cantautori italiani.

Com’è la scena metal dalle vostre parti? Ve lo chiedo sia dal punto di vista della qualità delle band, che per quello del numero dei fan…
MM: Siamo molto soddisfatti della scena dalla nostre parti (zone Perugia ed Arezzo), ci sono molte band che propongono metal di vari tipi, e anche la scena rock è prolifica. Per farti qualche nome, quelli che hanno riscosso più successo sono i Fleshgod Apocalypse ormai riconosciuti a livello mondiale, ma ci sono anche gli SRL, Subliminal Crusher, Pollution, Exawatt, Il Bacio della Medusa. I locali per suonare non mancano e noi ci suoniamo spesso; comunque, capitano anche date fuori zona.

Cosa ci sarà nel futuro per gli Zombie Scars? E in questo momento, state ancora promuovendo il vostro album o avete già iniziato a pensare al successore?
MM: Stiamo concludendo il nostro secondo album, che uscirà per la Unlimited Records sia su CD che in digitale questa estate. Saranno 10 tracce molto più veloci e violente del precedente lavoro…preparatevi !

L’ultima domanda è libera: potete dire ciò che volete per concludere questo articolo, perciò a voi la parola.
MM: La domanda potrebbe essere: “Programmi per il futuro”? Oltre al nuovo album, questa estate, saremo impegnati anche sul fronte live, infatti saremo headliner ad una delle serate dell’Antifestival a Cannaiola (PG) e parteciperemo al Burning Ruins Metal Fest a Terni, condividendo il palco con altre band tra le quali Eyeconoclast e The Modern Age Slavery. Faremo in più anche un release party in una location ancora da confermare, in compagnia di altre band.
Grazie per l’intervista, e HORNS UP a tutti !!!

Ed io ringrazio voi, Zombie Scars, e vi do’ appuntamento alla prossima intervista!
Mattia

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