Domande e Risposte – Eyelessight

INTRODUZIONE

Poco tempo fa, su Heavy Metal Heaven, usciva la recensione del primo demo degli Eyelessight, in cui la band mostrava un notevole depressive black metal con elementi post-rock. A distanza di giusto qualche settimana, è ora giunto il momento per il gruppo di rispondere brevemente ad alcune domande: a prendersi l’onere è il cantante e bassista ky, a cui senza ulteriori preamboli lascio la parola.

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MATTIA LORONI:Per cominciare, raccontate la vostra storia…
KY:Durante la seconda metà degli anni 2000 abbiamo suonato in vari gruppi, black metal e non, nelle zone tra Pescara, Vasto e Chieti. Io e Kjiel suonavamo in un altro gruppo prima, lei e HK hanno suonato nei Black Faith, io e Agatunet abbiamo suonato per un breve periodo negli Hibernus. Per una serie di motivi ci siamo ritrovati nel Novembre 2011 a provare insieme e sono venuti fuori quasi subito i primi pezzi, che poi abbiamo registrato nel demo.
MATTIA LORONI:Come è nato il monicker Eyelessight?
KY:Il nome è nato da un’idea di Kjiel e HK, ci piaceva il suono ed il senso che dava a ciò che facevamo: un guardare oltre, non con gli occhi ma con la mente, riflettendo e cercando ciò che non si vede per portarlo alla luce.
MATTIA LORONI:La prima cosa che si nota, nel vostro sound, è la voce, veramente straziante e capace di dare angoscia, nonché adattissima alla vostra proposta. Il gruppo è stato pensato sin dall’inizio con questo tipo di cantato, oppure l’abbandono dello scream tipico del black è avvenuto in seguito?
KY:Non sono mai stato in grado di fare lo scream black metal, ma in realtà non mi interessa fare qualcosa che ha già fatto qualcun’altro. È il mio modo di esprimermi e non curo troppo l’estetica quanto la coerenza con ciò che deve trasmettere.
MATTIA LORONI:Le sonorità che proponete, nel demo i-i, per quanto siano estremamente oscure e depressive, a me come detto in sede di recensione sono sembrate in qualche modo anche calde ed accoglienti, al contrario della freddezza tipica del black metal. E’ un particolare studiato, oppure è stato un caso?
KY:Le sonorità che proponete, nel demo i-i, per quanto siano estremamente oscure e depressive, a me come detto in sede di recensione sono sembrate in qualche modo anche calde ed accoglienti, al contrario della freddezza tipica del black metal. E’ un particolare studiato, oppure è stato un caso?
MATTIA LORONI:Da dove traete l’ispirazione per la vostra musica? Mi riferisco in particolare alle atmosfere, così depresse e disperate che avete (ma potete parlare anche dell’ispirazione per i vostri testi, per quanto, sapendo quanto nel vostro ambito essi possano anche essere molto personali, potete anche glissare su quest’ultimo punto).
KY:Lo scopo è quello di esprimere la negatività che abbiamo dentro per poterla esorcizzare. È un modo per materializzare, conoscere e combattere ciò che ci blocca, le nostre ansie, paure, nostalgie, rimorsi, rimpianti, i danni che ci portiamo dietro attraverso i ricordi… I testi infatti parlano di questo, e sono completamente incentrati su ciò che sentiamo nei momenti negativi che viviamo quotidianamente.
MATTIA LORONI:Domanda scontatissima: quali sono i gruppi che vi influenzano maggiormente?
KY:Non posso rispondere, io ascolto tutta la musica e non mi sono mai soffermato a fare una lista, anche perché sarebbe sempre crescente, lunghissima e dispersiva…
MATTIA LORONI:Vi sono, invece, artisti o gruppi, metal o meno che siano, lontani anni luce dal vostro sound, ma che gradite molto, oppure che addirittura vi influenzano?
KY:Per me tantissimi. Sono troppi. Forse sono pochi quelli metal…
MATTIA LORONI:Il vostro demo è stato ristampato in più formati da varie etichette, e la vostra pagina Facebook ha parecchi fan, specie in relazione a quanto sia impenetrabile il vostro genere: qual è il segreto dietro a questo successo?
KY:Abbiamo rotto le palle al mondo intero. La legge dei grandi numeri credo…
MATTIA LORONI:Cosa riserverà, nei vostri programmi, il futuro agli Eyelessight?
KY:Stiamo registrando un album, 5 pezzi nuovi e Dolorestatico riregistrata da zero. Proviamo abbastanza, e vorremmo poter trovare qualche situazione live dove portare i pezzi, ma chiaramente la cosa oscilla tra il difficilissimo e l’impossibile. Nonostante ciò abbiamo fatto un paio di date e quindi forse ci ricapiterà. Vedremo… L’obbiettivo è continuare a suonare e a comporre pezzi nuovi.
MATTIA LORONI:L’ultima domanda è sempre libera: a voi l’onere di concludere l’intervista.
KY:Grazie mille per questa intervista, me l’aspettavo più scontata. Meno male…
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