Domande e Risposte – Eyelessight

Poco tempo fa, su Heavy Metal Heaven, usciva la recensione del primo demo degli Eyelessight, in cui la band mostrava un notevole depressive black metal con elementi post rock. A distanza di giusto qualche settimana, è ora giunto il momento per il gruppo di rispondere brevemente ad alcune domande: a prendersi l’onere è il cantante e bassista ky, a cui senza ulteriori preamboli lascio la parola.

Per cominciare, raccontate la vostra storia…
Durante la seconda metà degli anni 2000 abbiamo suonato in vari gruppi, black metal e non, nelle zone tra Pescara, Vasto e Chieti. Io e Kjiel suonavamo in un altro gruppo prima, lei e HK hanno suonato nei Black Faith, io e Agatunet abbiamo suonato per un breve periodo negli Hibernus. Per una serie di motivi ci siamo ritrovati nel Novembre 2011 a provare insieme e sono venuti fuori quasi subito i primi pezzi, che poi abbiamo registrato nel demo.

Come è nato il monicker Eyelessight?
Il nome è nato da un’idea di Kjiel e HK, ci piaceva il suono ed il senso che dava a ciò che facevamo: un guardare oltre, non con gli occhi ma con la mente, riflettendo e cercando ciò che non si vede per portarlo alla luce.

La prima cosa che si nota, nel vostro sound, è la voce, veramente straziante e capace di dare angoscia, nonché adattissima alla vostra proposta. Il gruppo è stato pensato sin dall’inizio con questo tipo di cantato, oppure l’abbandono dello scream tipico del black è avvenuto in seguito?
Non sono mai stato in grado di fare lo scream black metal, ma in realtà non mi interessa fare qualcosa che ha già fatto qualcun’altro. È il mio modo di esprimermi e non curo troppo l’estetica quanto la coerenza con ciò che deve trasmettere.

Le sonorità che proponete, nel demo i-i, per quanto siano estremamente oscure e depressive, a me come detto in sede di recensione sono sembrate in qualche modo anche calde ed accoglienti, al contrario della freddezza tipica del black metal. E’ un particolare studiato, oppure è stato un caso?
Non è un caso, in realtà sia per un fatto di gusto che di “utilità”: ci teniamo a creare qualcosa che sia vivo ed espressivo, per poter dare una resa “realistica” di ciò che facciamo. Alla fine siamo persone, è inutile fingere di essere dei sassi se vogliamo trasmettere qualcosa.

Da dove traete l’ispirazione per la vostra musica? Mi riferisco in particolare alle atmosfere, così depresse e disperate che avete (ma potete parlare anche dell’ispirazione per i vostri testi, per quanto, sapendo quanto nel vostro ambito essi possano anche essere molto personali, potete anche glissare su quest’ultimo punto).
Lo scopo è quello di esprimere la negatività che abbiamo dentro per poterla esorcizzare. È un modo per materializzare, conoscere e combattere ciò che ci blocca, le nostre ansie, paure, nostalgie, rimorsi, rimpianti, i danni che ci portiamo dietro attraverso i ricordi… I testi infatti parlano di questo, e sono completamente incentrati su ciò che sentiamo nei momenti negativi che viviamo quotidianamente.

Domanda scontatissima: quali sono i gruppi che vi influenzano maggiormente?
Non posso rispondere, io ascolto tutta la musica e non mi sono mai soffermato a fare una lista, anche perché sarebbe sempre crescente, lunghissima e dispersiva…

Vi sono, invece, artisti o gruppi, metal o meno che siano, lontani anni luce dal vostro sound, ma che gradite molto, oppure che addirittura vi influenzano?
Per me tantissimi. Sono troppi. Forse sono pochi quelli metal…

Il vostro demo è stato ristampato in più formati da varie etichette, e la vostra pagina facebook ha parecchi fan, specie in relazione a quanto sia impenetrabile il vostro genere: qual è il segreto dietro a questo successo?
Abbiamo rotto le palle al mondo intero. La legge dei grandi numeri credo…

Cosa riserverà, nei vostri programmi, il futuro agli Eyelessight?
Stiamo registrando un album, 5 pezzi nuovi e Dolorestatico riregistrata da zero. Proviamo abbastanza, e vorremmo poter trovare qualche situazione live dove portare i pezzi, ma chiaramente la cosa oscilla tra il difficilissimo e l’impossibile. Nonostante ciò abbiamo fatto un paio di date e quindi forse ci ricapiterà. Vedremo.. L’obbiettivo è continuare a suonare e a comporre pezzi nuovi.

L’ultima domanda è sempre libera: a voi l’onere di concludere l’intervista.
Grazie mille per questa intervista, me l’aspettavo più scontata. Meno male…
Grazie a voi per tutto, Eyelessight, ed alla prossima intervista!

Mattia

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