Acid Ocean – Acid Ocean (2012)

Seppur le band che ci hanno richiesto una recensione siano oramai in numero discreto, ciò è qualcosa di recente. Fino ad autunno inoltrato 2012 difatti nessuno ci aveva mai contattato; poi, a fine novembre, mi arriva una mail, nella quale mi si propone il primo gruppo. La proposta è subito particolare: non recensire un cd, bensì un quarantacinque giri, esordio discografico della band, uscito nel solo formato vinile. Nonostante io sia lusingato dall’interesse, dopo alcune discussioni decido di declinare la richiesta, in favore di un altra soluzione: la band pubblicherà probabilmente un EP in cd nel corso dell’anno successivo (che allora era proprio il 2013), e visto che gli spazi nella scaletta sono limitati, meglio recensire direttamente quello. Il resto è storia recente:  dopo aver creato le “recensioni del giovedì”, qualche mese fa ho contattato di nuovo il gruppo: mi è stato così detto che il progetto dell’EP era tramontato, in favore di alcuni singoli digitali; ho deciso così, di comune accordo, di rispolverare il sette pollici e, dopo tanto tempo, finalmente recensirlo in uno dei nuovi spazi. L’ensemble in questione erano gli Acid Ocean: nati addirittura oltre 10 anni fa, nel 2002, e poi messi in pausa per un decennio a causa degli impegni dei membri, si riformano giusto l’anno scorso, per registrare un po’ del tanto materiale composto agli esordi. Il risultato è appunto l’EP omonimo (anche se ufficiosamente è intitolato pure 7’’, semplicemente, fatto che si riflette anche nella cover art): in esso, il gruppo si produce in uno sludge metal moderno e dalle vaghe reminiscenze groove metal, le quali in certi casi sfiorano l’alternative, ma senza mai varcarne la linea; il tutto è coronato da una produzione scarna e grezza, ma comunque pulita e che lascia il proprio spazio ad ogni strumento, cosa non da sottovalutare, specie avendo sonorità del genere.
La opener Apathetic può contare su di un buona potenza e, nonostante la velocità non sia delle più estreme, risulta anche molto energica e ritmata, grazie anche all’ottimo riffage, molto incisivo e pesante, il quale riesce a coinvolgere a dovere. Si evidenziano subito le caratteristiche principali della band: la voce di Fabio Serafini (qui anche alla chitarra e al basso, mentre solo le pelli sono affidate a Luca Caserini), urlata e filtrata da un effetto per la chitarra(!), i riff, sludge ma con qualche influenza anche più doom classico a tratti, e la sezione ritmica mai banale, sempre in movimento. Bella la parte centrale, più soffusa e psichedelica, con un che di oscuro nelle atmosfere, come degna di nota è anche la sezione conclusiva, molto potente ed in qualche modo malvagia ed aggressiva, finale azzeccato per un pezzo di alta qualità. Diatom, che segue, è un brano apparentemente più composto e calmo del precedente, ma può comunque beneficiare di una buona forza, data soprattutto dai potenti e bassi riff, eccezionali per efficacia, nonché di di una sezione ritmica ancor più interessante che in passato, certo altro punto di forza assoluto; il tutto si sviluppa in maniera sempre coerente con se stessa ma anche varia, con accelerazioni e parti più lente e riflessive ad alternarsi ed il riffage che si trasforma e varia molto, generando così una canzone senza un momento uguale ad un altro, e per questo estremamente interessante in ogni suo momento, mai noiosa. Conclude una parte lentissima, puro sludge dei più ossessivi, ed il miglior episodio qui dentro è compiuto, terminando l’ottimo uno-due di tracce che poi è il platter in sostanza.
Tra le mani abbiamo, insomma, un esordio coi fiocchi, ben suonato e con buone idee, che rasenta quasi la perfezione nella sua categoria (ricordiamo che gli album sotto al quarto d’ora sul nostro sito hanno un voto massimo pari a 75). Gli Acid Ocean si rivelano così un gruppo con delle ottime potenzialità, potenzialità che se saranno sfruttate a dovere, in futuro, potranno condurli anche molto lontano; ed io, dal mio canto, spero che per l’ensemble così sarà davvero. I miei più sinceri auguri!
Voto: 74/100

Mattia

Tracklist:
  1. Apathetic – 03:34
  2. Diatom  – 04:45
Durata totale: 07:39
Lineup:

  • Fabio Serafini – voce, chitarra, basso
  • Luca Caserini – batteria
Genere: doom metal
Sottogenere: sludge metal

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