Kranke’n’Haus – Sanytized (2012)

Noi di Heavy Metal Heaven siamo abbastanza fortunati. Tra le band che ci hanno chiesto una recensione, infatti, non ci sono ancora stati dischi insufficienti, il che è un bene per chi, come noi, vuole valorizzare il metal italiano, certo non affossarlo. Nonostante ciò, però, chi ci hanno contattato si può sempre suddividere tra chi ha buone qualità e basta, e chi invece riesce davvero a stupirci, rivelandosi di valore inaspettatamente alto. A quest’ultima categoria appartiene l’ensemble in questione della recensione, i Kranke’n’Haus, power trio dell’area di Padova formato da musicisti già attivi nella zona (accomunati anche dalle comuni esperienze nell’ambito medico, dalle quali nasce il monicker, storpiatura del termine tedesco per “ospedale”), formatosi nel 2009 con l’unico obiettivo di suonare musica energica e senza fronzoli. Il risultato dei loro sforzi si concretizzò prima nel demo d’esordio, Haben Sie Schmerzen del 2010, mentre due anni più tardi uscì un secondo promo, Sanytized, appunto. In esso la band si produce in un genere definibile per comodità come thrash ‘n’ roll, ma che incorpora in sé diverse influenze, sia più estreme (la band cita Carcass ed Entombed tra le proprie influenze non a caso, visti i vari spunti death che ogni tanto fanno capolino, specie a livello di vocalizzi) sia soprattutto a pescare nel rock classico, nel punk e nell’heavy metal tradizionale, specie se Motörhead-oriented e NWOBHM: il risultato è un genere estremamente particolare, ma che la band sa gestire a dovere, come vedremo tra pochissimo.

L’attacco, con Sanytized, è subito frontale, essendo difatti la opener un esempio perfetto del sound della band: un metal rockeggiante estremamente semplice e senza fronzoli, che punta tutto sul coinvolgere con la sua potenza e la sua energia, cosa che all’ensemble riesce per giunta decisamente bene, c’è da dire. In evidenza qui sono sin da subito le ritmiche, molto potenti ma che non disdegnano aperture melodiche notevoli, a volte più di gusto thrash o punk, in altri momenti più melodiche e rock-oriented; ottima anche la combinazione di voci di Stefano Bissacco e Luigi Dovigo, che alternano growls, spunti punk e un cantato di gusto più genericamente rock. Segue Final Chapter, pezzo più cadenzato e possente, ma comunque lo stesso abbastanza valido, grazie ad un riffage compatto e che si lascia ascoltare con vero piacere: decisamente buona anche la parte solistica centrale, come lo stesso è la breve coda finale, più veloce, per un pezzo che non farà gridare al capolavoro, ma comunque è di qualità decisamente alta. In Rott ‘n’ Roll, che arriva poi, l’anima rock del gruppo è più udibile che altrove, visto anche il feeling si aggressivo ma in questo modo anche giocoso e divertente, ed il riff principale che riecheggia addirittura, lontanamente, degli AC/DC (!). Nonostante ciò, le ritmiche sono pero’ assolutamente pesanti e metalliche (come sottolineano anche le varie sventagliate di doppia cassa che il buon drummer Gianluca Sausa dissemina qua e la). Questo dualismo viene pero’ molto ben gestito dalla band, ed alla fine abbiamo uno degli episodi che in assoluto spiccano di più all’interno del demo, anche e soprattutto dal punto di vista della qualità, ovviamente.

Sociopatic Blues è un pezzo che non disattende le aspettative create dal titolo, possedendo infatti un ritmo, ma anche delle ottime ritmiche, che riecheggiano del blues rock più classico: oltre a ciò però c’è molto altro, c’è un songwriting convincente e dinamico, che sa quando incidere e quando invece puntare su momenti più melodici, vero punto di forza della song e che la rende, per i miei gusti, in assoluto la canzone meglio riuscita del lotto. La successiva Blood è una traccia  inizialmente parecchio aggressiva, che conta su un growl basso ed effettato per divenire più cavernoso su di una base ispirata al thrash moderno, per quanto l’influenza “roll” non sparisca mai, ma anzi resti sempre ben presente lungo tutta la prima frazione: la seconda parte e’ invece più calma e riflessiva, ma risulta comunque della stessa qualità. Tale dualismo si ripresenta poi diverse volte, in un alternanza ben riuscita che la impreziosisce molto, rendendola tra i pezzi migliori dell’intero demo. Con Rape Inside abbiamo ancora una canzone veloce e rabbiosa, che ha proprio nella sua energia il suo punto forte: purtroppo, un ritornello un po’ debole e scialbo la condannano ad essere il peggior pezzo dell’intero demo, salvato però da una composizione attenta ed una parte solistica ottima, facendola essere un pezzo che ha un suo valore, non altissimo ma nemmeno trascurabile. Siamo ora alla closer track, Non C’è Memoria che è anche l’unico brano cantato in Italiano del lotto,  presentando anche un caustico testo di protesta: per il resto, la canzone può contare su un’alternanza tra strofe cupe e molto tese ad un ritornello per nulla non soffuso, ma decisamente più disteso del resto, il quale presenta anche una dose non indifferente di pathos. Bella anche la breve parte centrale, più cadenzata, e buono il componimento in generale, degna  fine, dopotutto, di questo album.

Alla fine dei giochi, credo che tutto si possa dire dei Kranke’n’Haus, tranne che siano poco originali: la particolarità del gruppo è al contrario forte, e questo disco lo dimostra in pieno. Tuttavia, non è solo la novità ad essere il punto di forza, perché anche le idee sono fresche ed efficaci, per quanto semplici, ed alla fine l’album si rivela un buonissimo prodotto, a tratti eccellente. Non so se ciò basterà per fargli avere una carriera che decollerà, in futuro, ma una cosa e’ certa: a me sono davvero piaciuti, e da par mio i miei più sentiti auguri perché la fortuna gli arrida. It’s only rott ‘n’ roll (but I like it)!

Voto: 78/100

Mattia

Tracklist:

  1. Sanityzed – 03:36 
  2. Final Chapter – 03:27 
  3. Rott ‘n’ Roll – 03:33
  4. Sociopatic Blues – 04:49 
  5. Blood – 05:04 
  6. Rape Inside – 02:35 
  7. Non C’è Memoria – 04:14
Durata totale: 27:18
Lineup:
  • Stefano Bissacco – voce e chitarra
  • Luigi Dovigo – voce e basso
  • Gianluca Sausa – batteria
Genere: thrash metal
Sottogenere: thrash ‘n’ roll

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