Metallo Nostrum – live @ Blaster Music Pub, Monsano (AN) – 7 dicembre 2013

Sarò sicuramente di parte, ma credo che l’Italiano sia tra le lingue più belle e musicali del mondo; nonostante ciò, tuttavia (e, forse, proprio per questo motivo), è anche una lingua molto difficile da gestire, se si vogliono comporre testi efficaci e con la giusta metrica. Moltissime band del bel paese preferiscono perciò cantare in inglese, lingua molto più facile da usare per le liriche, tuttavia alcuni hanno il coraggio di cimentarsi con il nostro idioma. La pagina facebook Metallo Nostrum nasce allo scopo di mettere in contatto tutte queste band, nonché di creare eventi che le riuniscano: l’ultimo di questi è avvenuto lo scorso sette dicembre al Blaster Music Pub di Monsano, un luogo di ritrovo ben noto agli amanti del rock e del metal dell’anconetano, e che ha visto come protagonisti i Ciementificio, i Koza Noztra e gli headliner Kurnalcool. C’è da dire che forse il tema della serata, quello appunto del metal cantato in italiano, era forse un po’ improprio, e poteva essere anche essere impostato diversamente: oltre al fatto che comunque le tre band scelte sono note per il loro oscillare tra il serio ed il demenziale, comunque i Kurnalcool, non cantano in italiano, bensì in dialetto. Poco male, comunque: come vedremo tra poco la serata è ben riuscita, sia dal punto di vista musicale che da quella della presenza di pubblico. Prima di cominciare, una nota la merita anche la location: la sala concerti del Blaster ha infatti qualche difetto, per quanto riguarda l’acustica, fatto forse anche dovuto al palco piuttosto basso, e quindi i suoni di tutte le band ne hanno risentito; tuttavia, tali problemi non sono poi così gravi (ho visto locali con acustiche ben peggiori), e così i concerti non sono stati inficiati troppo.

Ciementificio:
L’onere di aprire la serata è andato ai pescaresi Ciementificio: giusto un’ora e mezza dopo l’orario prestabilito (non sia mai che dalle nostre parti i concerti comincino in orario!) sono saliti sul palco ed hanno subito attaccato a suonare, davanti ad una folla non piccolissima, ma nemmeno così grande. Colpa di ciò potrebbe anche essere del genere proposto dalla band: al contrario delle altre due, che suonavano un heavy bene o male melodico, il loro era un thrash metal con influenze death, il che li rendeva di certo la band meno accessibile della serata. Poco male, comunque, l’ensemble ci mette cuore e passione, dimostrando un buon tiro ed anche un bagaglio tecnico non indifferente, proponendosi così in una prestazione con pochi errori e parecchio divertimento, anche grazie a canzoni graffianti e dai testi demenziali, e alle spassose scenette che punteggiavano le pause. Dall’altra parte, il principale difetto della loro prestazione è stato il suono, specie per quanto riguardava le chitarre: non era pessimo, ma a tratti tendeva ad impastarsi, specie nei momenti più rapidi ed aggressivi, seppur ciò non sia stato un problema così imponente, tutto sommato, grazie anche al fatto che i pescaresi hanno beneficiato dei volumi più alti della serata. Il breve set, che privilegia l’ultimo album del gruppo, Marcia Marcia, scorre rapidamente, ed alla fine dei giochi abbiamo avuto un concerto magari non eccezionale, ma comunque molto intrattenente. Un ringraziamento speciale, ad ogni modo, va ai membri della band, con cui ho avuto l’occasione di scambiare qualche divertente battuta dopo il concerto!

Scaletta Ciementificio:
1. Tafferugli
2. Pogo alla Volta
3. Marcia Marcia
4. La Valle dei Morti
5. Tronista Sei il Primo della Lista
6. Macedonia di Interiora Bovine
7. I Love You Thrash Metal
8. Zom-B
9. La Luce Sotto

Koza Noztra:
I secondi a calcare la scena sono stati i Koza Noztra, provenienti addirittura da Milano, e che propongono l’offerta più “seria” della serata: mentre le altre due band erano più smaccatamente demenziali, difatti, l’heavy metal solido e con influenze punk del gruppo meneghino è a tratti anche serio, denunciando anche dei problemi sociali in alcuni brani, mentre anche le canzoni più “divertenti” sono comunque più impregnate di humour nero rispetto agli altri. Ad ogni modo, la band si presenta sul palco con dei costumi di scena, ogni membro a ricoprire il ruolo che il proprio nome di battaglia suggerisce: ecco quindi che il drummer Il Trafficante, il bassista Calibro 9 ed il chitarrista Recupero Crediti sono tutti vestiti come dei galoppini della mafia, mentre Il Diacono è più elegante: il vero uomo immagine della band, nonché mattatore assoluto dell’ensemble, è però il singer L’Onorevole, impeccabile in giacca e cravatta, che riesce ad intrattenere molto bene nonostante lo scarso movimento consentitogli dal palco. Le canzoni si susseguono, con la band che le esegue praticamente senza errori e con una verve ed una carica impressionanti, una vera e propria macchina da guerra, alternando molto bene pezzi più rapidi e rabbiosi e brani più distesi; dal canto suo il pubblico, più numeroso di quello dei Ciementificio, sembra ben apprezzare, e non solo. Più volte, difatti, viene richiesta la hit con cui la band è più famosa, la blasfema Piovono Bestemmie, tant’è che la band alla fine salta la prevista Necessità Cannibale per accontentare gli spettatori. Un paio di canzoni dopo (con anche una comparsata dell’ospite Max Vortex dei Kurnalcool come batterista, per l’ultimo brano), il concerto finisce, ma rimane una bella impressione: anche col senno di poi, quella dei Koza Noztra è stata, infatti, senza alcun dubbio la prestazione più solida e potente della serata, addirittura entusiasmante, tanto che, subito dopo la sua fine, sono andato di corsa a comprare il loro album omonimo!

Scaletta Koza Noztra:
1. Prefazione – Propaganda (intro)
2. Non Sono Cazzi Miei
3. Cosche Italiane
4. Cronaca Nera
5. Soluzione Finale
6. Minkia Dura
7. Sciacalli
8. Cemento Armato
9. Hercules
10. Piovono Bestemmie
11. Me Ne Fotto
12. L’Angelo Vendicatore

Kurnalcool:
Gli headliner della sera sono i Kurnalcool, gruppo tanto famoso nelle Marche e dintorni quanto sconosciuto altrove, visto che come già detto, cantano in dialetto anconitano, e sono invece scarsamente intellegibili da chi non parla questo idioma. Ad ogni modo, la band sale sul palco al gran completo, e l’impatto già così è importante: per quanto il doppio batterista sia praticamente inutile, il tandem delle pelli Max Vortex e J.J. Guasto scenicamente funziona bene, e lo stesso vale per il tandem vocale formato dall’imponente John Big George ed il “ramonesiano” Ricky Tiger Bigwhite. La scaletta si snoda tra canzoni tratte dall’ultimo disco, del 2010 (come per esempio Reperibilità o anche Kurnakkiò, song a me non nota ma che ho cantato comunque, essendo la cover di TV War degli Accept con un nuovo testo) ed i grandi classici della band (Acqua e Limò, Kupralcool, Tu Madre, E.I.D.), alcuni dei quali risalenti addirittura agli inizi della band, negli anni ’80, il tutto all’insegna del “vì metal” che la band afferma sia il suo genere (prendendo spunto dal fatto che la maggior parte delle loro canzoni parlano del consumo del “vì”, ossia del vino), e che nei fatti è un heavy metal con puntate nello speed molto divertente. Il pubblico, dal canto suo, sembra apprezzare moltissimo: il pogo parte spesso, e la sala concerto del Blaster è stracolma, con molta più gente rispetto ai gruppi precedenti ed una partecipazione certo maggiore, con le canzoni del gruppo che sembrano essere ben note a tutti (compreso, oltre ovviamente al sottoscritto, anche Recupero Crediti dei Koza Noztra, che sale addirittura sul palco per cantare una canzone). C’è anche da dire, tuttavia, che forse la prestazione della band è la meno precisa della serata, ed i suoni non perfetti (per esempio nelle chitarre soliste, a tratti addirittura poco udibili) certo non aiutano; poco male, comunque, perché lo show è stato lo stesso spassoso, pur nella sua lunghezza, ed ha concesso anche dei picchi assoluti di divertimento, come nell’intensa Vì Roscio de Morro, nell’irriverente Volemo Andà al Festivalbar o nella dissacrante Porta na Donna. Alla fine quindi, lo show, pur con tutti tutte le sue piccole e grandi imprecisioni, non si è rivelato affatto male, ed ha chiuso una bella serata in maniera decisamente adatta.

Scaletta Kurnalcool:
1. Tanto Poi Ce Guardamo
2. Kurnakkiò
3. Nonna D’Acqua
4. Svìnavyl
5. Acqua e Limò
6. Volemo andà al Festivalbar
7. Day Vì After
8. Reperibilità
9. E.I.D.
10. Fuckin Beverò
11. Stazzi de Qua Bevi de La
12. Kupralcool
13. Tu Madre
14. Un’Unica Fede
15. Vì Roscio de Morro
16. Porta Na Donna
17. Viè a Beve El Vì
18. Skioppa Nì Co

Tirando le somme, la serata dello scorso sabato, nonostante i suddetti difetti, è comunque riuscita molto bene, e certo mi ha fatto piacere aver partecipato. Tutto qui, null’altro da dire, se non che voglio ringraziare tutte le band presenti per lo spettacolo che hanno saputo dare. Al prossimo live report!
Mattia

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