Dark Sight – Unmasked (2013)

Il thrash metal progressivo è un genere più arduo da trovare di quanto sembri, dato che molte band che vengono definite (o si autodefiniscono) appartenenti ad esso in realtà non lo sono: una parte di essi suona infatti un thrash sì ad alto coefficiente di tecnicismi, ma in cui mancano del tutto le atmosfere che definiscono il prog anche più della mera tecnica strumentale; dall’altro lato, vi sono altri gruppi con suoni sì progressive, ma la cui altra componente del suono ha molto poco di thrash e molto più di heavy classico e di speed, potendo apparire infatti come una versione più complessa e profonda di Exciter ed Agent Steel. Nonostante ciò, tuttavia, esistono anche band effettivamente progressive thrash, e quella trattata da questa recensione è proprio una di esse: stiamo parlando dei giovanissimi Dark Sight. Il gruppo nasce nel 2010 a Santeramo in Colle (Bari), e due anni dopo arriva a pubblicare il proprio primo demo, Desire. Il 2013 è il turno di un altro disco promozionale, Unmasked: in esso, la band si produce in uno stile la cui componente maggioritaria è un progressive non troppo intricato, e che preferisce render più articolata la forma canzone che prodursi in un eccessivo numero di tecnicismi e di cambi tempo, potendo rifarsi ai Fates Warning e ai Queensrÿche di Empire; dall’altra parte, però, gran parte dei brani contano anche su di un riffage tagliente e rapido, thrash in piena regola, insomma, influenzato da nomi come Overkill, Death Angel ma soprattutto Megadeth, visto che il cantante Giancarlo Fiorentino (anche alla chitarra ritmica, per giunta) ha un timbro vocale molto simile a quello di Dave Mustaine, per quanto si riveli molto più versatile di quest’ultimo, riuscendo ad adattarsi bene ai vari cambi di atmosfera e di ritmo frequenti nel sound del gruppo. Prima di cominciare,  una parola anche per il sound del disco: non è accuratissimo, con i suoni delle chitarre che risultano molto secchi, ed incidono meno di quanto potrebbero, e più in generale con un mixing che evidenzia troppo la voce e poco le suddette sei corde; nonostante ciò, tuttavia, gli strumenti sono ben distinti e, e tutto sommato, per essere un demo, la produzione è più che accettabile.

Dopo un rapido intro affidato alla batteria dell’ottimo Giuseppe Calabrese, parte la opener Unreal, la quale può contare su un riffage in continua evoluzione, specie dal punto di vista ritmico, che già identifica bene l’essenza del disco: abbiamo infatti il già citato contrasto tra le forti influenze di thrash classico e la maggior parte delle atmosfere, decisamente progressive, nell’originale ibrido che caratterizza la band. La canzone prosegue quindi per un buon tratto sulla stessa falsariga, piena di variazione eppure in qualche modo anche con una certa linearità, con le rapide ed energiche strofe che si alternano ai bei ritornelli, carichi ed urlati, passando per i bridge, strani e cantati in falsetto; giunge poi un interludio pieno di intrecci musicali molto potente, la quale confluisce in una seconda metà meno aggressiva (per quanto a tratti appaia un controcanto addirittura in growl) e dal bel mood più intimista ed intenso , prima dell’apparizione del finale, ancora strumentale e pesante, a sigillare un episodio già di qualità più che buona. La seguente The Answer è introdotta da un lungo preludio gestito della chitarra acustica, ma poi esplode in tutta la sua carica: abbiamo così un pezzo potente che può contare su un riffage vorticoso ed intricato, iol quale accompagna le strofe, potenti e thrashy (per quanto non manchi mai una certa intensità sentimentale anche piuttosto presente, e mai in secondo piano), mentre l’accoppiata bridge-ritornello è più melodica e orientata ad un pathos intenso e sentimentale. Degno di nota anche lo stacco strumentale centrale, inizialmente guidato dal basso di Valerio Andrisani, poi dominato dagli assoli di chitarra, il tutto ben dosato e scritto ottimamente, a valorizzare una canzone che pur essendo piuttosto lunga (quasi sei minuti e mezzo) in qualche modo risulta sempre interessante. La prima parte di Out, che giunge poi, è piuttosto pesante e rapida, e va subito al punto, con le potenti  e semplici strofe che si alternano velocissimamente ai chorus, strani e sbilenchi, in un’unione comunque appassionante, e che si ripete per qualche minuto; successivamente, si avvia una frazione dalle sonorità più melodiche, in cui domina spesso la chitarra solista di Nico Lassandro, autore di buonissimi fraseggi, e che presenta un ottimo mood, incalzante ed intenso dal punto di vista del feeling. La sezione conclusiva è invece più strana, in parte thrash e pestata, in parte con un atmosfera più oscura e particolare, ma il risultato non cambia: abbiamo comunque un altro brano di fattura più che buona. Siamo alla fine del demo: a chiuderlo, giunge Dots (Make Your Life Counts), il quale si rivela il pezzo più potente dell’album: il suo attacco è difatti subito frontale, e la prima parte risulta la più canonicamente thrash dell’intero lotto, grazie anche ad una struttura piuttosto lineare, che ha dei cambi di ritmo i quali però non interrompono quasi mai la linea melodica; non si possono poi non citare le ritmiche, molto buone un po’ ovunque e che diventano formidabili, con la loro energia da pogo furioso, quando accompagnano i refrain dai cori di chiara reminescenza Anthrax. La parte centrale è invece più particolare, essendo lenta, del tutto strumentale e decisamente coinvolgente, col suo mood vagamente nostalgico, e spezza il tutto prima che un nuovo ritornello, ancora più potente, torni a chiudere il pezzo migliore del demo, e quest’ultimo con esso.
Abbiamo insomma un demo con poche ingenuità e molta sostanza, testimone di una buona prova di forza da parte di una band che se ancora ha qualche angolo da smussare, sembra comunque già  avere le idee ben chiare, e possiede anche i mezzi tecnici per arrivare a piena maturazione in tempi brevi. Per questo, oltre che per la proposta piuttosto personale, mi sento di promuovere i Dark Sight in maniera convinta, nella speranza che continuino su questa strada, e producano in futuro qualcosa di ancora migliore di questo Unmasked.
Voto: 77/100 (massimo per i demo: 80)
Mattia
Tracklist:
  1. Unreal – 05:48
  2. The Answer – 06:22
  3. Out – 04:31
  4. Dots (Make Your Life Count) – 05:55
Durata totale: 22:36
Lineup:

  • Giancarlo Fiorentino – voce e chitarra ritmica
  • Nico Lassandro – chitarra solista
  • Valerio Andrisani – basso
  • Giuseppe Calabrese – batteria
Genere: progressive/thrash metal

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