I Miti Eterni – Demo I (2013)

Se si pensa alla one-man band di un chitarrista solista, la prima cosa che viene in mente è certo lo shred, il genere che prevede dischi strumentali di canzoni tutte rette da assoli rapidissimi e tecnici; eppure, non tutti i “gruppi” solisti sono così, ed un esempio è proprio quello in questione della recensione, I Miti Eterni. Il progetto viene fondato da Bruno Masulli, cantante e chitarrista napoletano molto attivo in vari gruppi della sua zona, addirittura nel 2004, ma gli altri impegni del musicista fanno si che i lavori procedano a rilento: il primo prodotto, Demo I, viene così pubblicato soltanto nel 2013. In esso non c’è assolutamente nulla che possa ricordare i lavori solisti di chitarristi come per esempio Steve Vai o Marty Friedman, ed in effetti lo scopo del progetto di Masulli è lontano anni luce da quello della norma shred: con questo progetto, il chitarrista intende infatti dare nuova vita ai miti e alle leggende dell’età antica, e nello specifico dei poemi omerici. Per fare questo, il sound scelto per fare da fulcro si divide tra una forte componente di doom potente ed epico di band come Solstice e Candlemass e molti fraseggi ispirati al power metal, specialmente quello più classico (citerei Blind Guardian e Rage), in un’unione che si potrebbe ben descrivere come una versione power dei nostrani Doomsword. Su questa base, si appoggia la voce, che più che cantato definirei narrazione, visto che spesso l’italiano usato è antico, e ci sono citazioni letterarie di interi brani dell’Iliade: per questo, credo che Masulli, pur non essendo certo il tipico cantante power, con la buona versatilità e l’ottima capacità di interpretazione delle varie parti su cui può contare sia molto più adatto di qualsiasi screamer alla particolare proposta del gruppo. Prima di cominciare la disamina dei due brani di questo breve demo, una parola anche alla produzione: non è proprio accuratissima, i suoni non sono perfetti, ma comunque è tutto sommato più che decente, dato che ogni strumento è ben udibile e le chitarre riescono ad essere anche piuttosto incisive.
Un lungo intro lieve e senza ritmiche, con solo un lieve tappeto di chitarra sotto agli eterei cori ed alla narrazione, poi parte la opener vera e propria, Crise ed Agamennone, un lento mid tempo cadenzato e marziale, con i riff bassi e molto doom-oriented che risultano a tratti anche aggressivi, per quanto alcuni fraseggi mostrino pure un’identità piuttosto power, in una fusione che genera un’ottima atmosfera epica. La struttura di questa sezione è molto lineare, mentre a variare parecchio è il cantato: il testo narra infatti del rifiuto di Agamennone di consegnare a Crise, sacerdote di Apollo, la figlia Criseide, imprigionata, e la parte vocale di conseguenza presenta una prima metà più urlata a rappresentare lo spregio del re acheo nei confronti del troiano, ed una seconda più salmodiante, a riprendere l’invocazione di questi della sventura sui greci rivolta al suo dio. Questa sezione cantata si alterna con diverse buone parti soliste, le quali aiutano ancora di più la traccia ad essere di qualità. La successiva Ettore (parte I) descrive uno dei duelli più appassionanti dell’intera Iliade, quello tra il principe troiano Ettore ed il guerriero acheo Aiace Telamonio, e l’atmosfera non può che risentirne: la canzone infatti è inizialmente più incalzante e rapida, nonché power-oriented, ma che non smarrisce il feeling battagliero della precedente, presentandolo anzi in maniera ancor più intensa, grazie anche a dei frequenti cori. La traccia poi si evolve, coi riff che si fanno più ponderati, ed il ritmo che scende e ci conduce, attraverso vari passaggi, alla parte centrale, per gran parte strumentale (anche se a tratti appare la voce, o anche dei suoni di battaglia) e dalle trame sempre piuttosto buone, su cui spicca l’assolo, decisamente ottimo; questa frazione lascia poi spazio alla parte finale, simile a quella iniziale ma anch’essa senza cantato, la quale dopo un altro assolo ottimo conclude la canzone, ed il disco con essa.
Abbiamo un buon demo, insomma, il cui unico “difetto” (anche se poi tale non è) è la sensazione di incompletezza, essendo le due canzoni solo una piccola parte del concept album completo già pianificato (e che a quanto ne so, è in fase di preparazione proprio in questi mesi). In ogni caso, se sulla lunga distanza Bruno Masulli riuscirà a mantenere l’originalità e la qualità contenuta in questo Demo I, son sicuro che esso sarà un disco interessantissimo; e, da par mio, non vedo l’ora di ascoltarlo al più presto possibile.
Voto: 73/100 (voto massimo per dischi sotto il quarto d’ora: 75)
Mattia
Tracklist:
  1. Crise e Agamennone – 05:10 
  2. Ettore (Parte I) – 05:19
Durata totale: 10:29
Lineup:
  • Bruno Masulli – voce, chitarra, basso
  • Marcello D’Anna – drum programming (guest)
Genere: power/doom metal
Sottogenere: epic power metal

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