Rhapsody of Fire – Dark Wings of Steel (2013)

Sono già passati quasi tre anni dalla separazione fra i Rhapsody of Fire e Luca Turilli, e i frutti di quella netta spaccatura col passato sono apparsi evidenti con l’arrivo, nel novembre del 2013, di Dark Wings of Steel, l’undicesima fatica della band italiana che adesso sembra aver raggiunto una certa stabilità nella line-up. Il primo lavoro della nuova formazione post-Turilli ha visto la luce nel maggio dello scorso anno, con la pubblicazione del cd live Live – From Chaos to Eternity. Ma la vera opera prima è, appunto, il platter che la band ha rilasciato a novembre.

Il disco si apre con l’introduzione di Vis Divina. Il gruppo centra il proprio intento epico, ma il brano si prolunga troppo non appena entra in scena il tema centrale che viene ripreso anche nella prima effettiva song dell’album, ovvero, Rising from Tragic Flames. Nel primo pezzo, si inizia con un riff che suona come da “presentazione ufficiale” di Roberto De Micheli, il chitarrista chiamato a rimpiazzare l’enorme buco lasciato nella band da Turilli. La canzone si snoda abbastanza bene nei suoi sei minuti, che sono un pò la media sulla quale si è sempre assestata in termini di durata una canzone dei Rhapsody. Alla voce Fabio Lione non delude e dimostra le sue grandi doti sin da subito, promettendo qualcosa di buono anche per il resto dell’album. Pezzo riuscito, nessun difetto evidente. I primi intoppi cominciano con l’arrivo del secondo pezzo, Angel of Light. La canzone non è inascoltabile, stiamo pur sempre parlando di pezzi grossi come i Rhapsody. Ma in questo pezzo, la vera impronta del gruppo passa quasi inosservata. Il ritornello è abbastanza semplice ed ha la stessa impostazione di altri pezzi all’interno del disco, cosa che farà aleggiare per un’ora un’aria di monotonia che pesa negativamente, e non poco, in un album di una band del loro calibro. Si arriva al terzo brano, Tears of Pain. Introduzione ritmata con chitarra, batteria, e orchestra che sembrano trovare una grande unità, come del resto appare evidente in tutto il pezzo. La parte sinfonica da questo momento in poi avrà un ruolo sempre più importante nei pezzi che si susseguono all’interno del disco. La song passa senza particolare impegno e si avanza con Fly to Crystal Skies. La prima volta che ho ascoltato il disco, la prima impressione che questo pezzo mi ha dato è stata quella di un pezzo di riempimento, che passa senza troppa attenzione e che addirittura arriva ad annoiare. Il pensiero a quasi un anno dalla pubblicazione è praticamente invariato. Cinque minuti quasi sprecati per i Rhapsody che potevano sicuramente fare molto, ma molto di meglio. Nessuna parte degna di particolare nota, per un pezzo praticamente anonimo che ci fa lentamente scivolare dentro al successivo, My Sacrifice. L’apertura acustica e soffusa fa immediatamente pensare ai Rhapsody della Dark Secret Saga. Ma siamo nel 2013 e dopo il primo minuto ce lo ricorda il fatto che il pezzo cambia e si conforma al nuovo stile della band. Il ritornello, comunque, ha un valore molto emozionale e la vena poetica di Fabio Lione non passa inosservata. Finalmente nell’intermezzo musicale c’è il primo grande scossone della coppia Staropoli – De Micheli. I due dimostrano subito di aver trovato una certa sintonia, e di certo lo stesso tastierista triestino mostra di avere l’esperienza adatta per guidare un gruppo come i Rhapsody, che lui stesso ha fondato. Arriviamo così al sesto pezzo, Silver Lake of Tears. Il pezzo è il primo singolo estratto dall’album, anche se forse non era il più indicato. Buon pezzo, ottima prova alla batteria di Alex Holzwarth, sempre più una certezza all’interno della band insieme al fratello, Oliver, bassista all’interno dei Rhapsody. Il pezzo spicca rispetto agli altri per la velocità tipica di un pezzo power/symphonic, e per la difficile prova vocale di Lione che però sembra ancora abbastanza in forma. Buone notizie, finalmente. Il pezzo che segue è l’inserto tutto italiano che i Rhapsody si concedono sempre nei loro album. Non è Danza di Fuoco e Ghiaccio del grandioso The Frozen Tears of Angels, ma tutto sommato è accettabile. Ancora manca però la vera componente Rhapsody, e rimane soffocata fino all’arrivo di A Tale of Magic. Questo è il vero grande pezzo, la vera “hit”, il vero mini-capolavoro dell’album. L’impostazione e tutta l’architettura della canzone fanno aprire gli occhi a tutti: questo è il pezzo che convince. Ottimo dal primo all’ultimo secondo, non si fa mancare un grande assolo alla chitarra di un De Micheli che ci fa presagire un roseo e convincente futuro per i Rhapsody. E poi anche la parte ritmica sembra non mancare praticamente di nulla. La title-track, Dark Wings of Steel, regge bene l’entusiasmo arrivato all’improvviso con la canzone precedente e si presenta bene in tutte le sue parti. Per chiudere, troviamo Sad Mystic Moon che, in fin dei conti, non ci lascia troppo con l’amaro in bocca. Resta però il rammarico per un album che avrebbe sicuramente potuto dare molto di più, un vero peccato aver perso la fantasia e lo smalto dei tempi d’oro, ma da fan della band, sono sicuro che i Rhapsody troveranno la strada per crescere nuovamente con nuovi lavori, speriamo, sempre più articolati. Però, è inutile negarlo: l’era Turilli per i Rhapsody è finita, e lascia al suo posto una enorme eredità che la nuova formazione non è riuscita a colmare per svariati motivi. I nuovi Rhapsody si presentano con un lavoro poco all’altezza dei predecessori con il chitarrista e fondatore triestino Luca Turilli, e ci lasciano con la speranza di poter trovare finalmente qualcosa di nuovo da raccontare.

Voto: 70/100

Francesco

Tracklist:

  1. Vis Divina – 01:28
  2. Rising from Tragic Flames – 06:16
  3. Angel of Light – 07:06
  4. Tears of Pain – 06:27
  5. Fly to Crystal Skies -05:13
  6. My Sacrifice – 08:06
  7. Silver Lake of Tears – 05:01
  8. Custode di Pace – 05:07
  9. A Tale of Magic – 04:18
  10. Dark Wings of Steel – 05:52
  11. Sad Mystic Moon – 04:37
Durata totale: 59:31

Lineup:

  • Fabio Lione – voce 
  • Roberto De Micheli – chitarra 
  • Alessandro Staropoli – tastiere 
  • Oliver Holzwarth – basso 
  • Alex Holzwarth – batteria
Genere: symphonic power metal
Sottogenere: epic power metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Rhapsody of Fire

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