Apocalyptica – Plays Metallica by Four Cellos (1996)

Prima o poi, tutti quelli che scrivono su internet, siano semplici blogger, copywriter o recensori, hanno bisogno di una pausa: si tende a non pensarci, ma di fatto scrivere articoli ben argomentati richiede un certo sforzo, e non è facile mantenere tale impegno per un anno intero. Nel fare ciò, la maggior parte delle persone si prende un periodo di riposo in cui non scrive nulla; nello stacanovismo che, modestamente, credo di possedere, è una soluzione che però non mi piace molto. Ecco quindi che il mio riposo me lo prendo con la recensione di un disco di cover un po’ particolari, molto più semplice e veloce da realizzare della media.  Andando con ordine, comunque, io trovo gli Apocalyptica un gruppo molto originale ed apprezzabile: nonostante molti li ascrivano, per la loro particolarità al calderone di fenomeni di baraccone che comprende ensemble discutibili (per non dire di peggio) come ad esempio i Lordi ed i Van Canto, credo che l’act di Helsinki sia valido e coinvolgente, col suo metal senza chitarre e coi soli violoncelli che risulta interessante, oltre che originale. Se questo è lo stile per cui la band  è più conosciuto, ai suoi esordi però ciò che essa suonava non era certo metal, vista l’assenza di percussioni e di qualsiasi elemento elettrico, potendo essere piuttosto considerabile come moderna musica da camera: così, nell’album di cui parliamo qui, il celebre esordio del ’96 Plays Metallica by Four Cellos, l’unica connessione col nostro genere musicale preferito è che i brani sono stati tutti originariamente composti dagli storici thrasher californiani da cui il disco prende nome. Il risultato è un cover album che, come vedremo tra poco, basa tutto sulla sua idea  di fondo, assolutamente rivoluzionaria per l’epoca, ma che non sempre riesce ad essere all’altezza della situazione per qualità.

Credo sia decisamente inutile (oltre che poco in linea con i miei “intenti di riposo”) fare la solita disamina canzone per canzone, in quanto praticamente chiunque legga Heavy Metal Heaven conoscerà (si spera) a memoria le tracce riproposte dai finlandesi, perciò cercherò stavolta di parlare del disco in maniera più generale. Innanzitutto, un fatto un po’ controintuitivo: si potrebbe pensare che le canzoni che vengono più valorizzate all’interno dell’album siano quelle tratte dal “Black Album”, l’ultimo uscito all’epoca in casa Metallica, mentre quelle del periodo thrash, non riuscendo ad essere altrettanto graffianti, ne risentano. Non è così, però: le ben quattro cover di canzoni dell’album nero sono invece al contrario le tracce che meno si fanno apprezzare nell’intero disco, probabilmente per colpa delle loro trame strumentali molto più semplici, il che in questo frangente non viene compensato come nell’album del 1991 dalla potenza delle chitarre. Ecco quindi che la opener Enter Sandman presenta sì il mood un po’ oscuro dell’originale, ma risulta comunque un po’ sottotono (anche per il fatto di esser stata inspiegabilmente tagliata della sua parte centrale); anche Wherever I May Roam soffre dello stesso problema, presentando dei bei momenti darkeggianti ma risultando anche troppo ossessiva e lunga, per non parlare poi di Sad But True, che senza la chitarra del suo riff perde quasi tutto il suo appeal e risulta solo lamentosa, probabilmente il pezzo peggiore dell’intero album (per quanto non sia proprio inascoltabile, c’è da dire). The Unforgiven è invece l’eccezione che conferma la regola: la versione degli Apocalyptica riesce quasi a superare la versione dell’album nero, grazie al suo dualismo tra delicatezza ed intensità ed al suo essere perfettamente arrangiata, tanto da sembrare quasi scritta più per questo tipo di sonorità che per quelle rock/metal dell’originale; il tutto crea probabilmente il pezzo migliore in assoluto dell’album. Anche l’altra semi-ballad qui contenuta, la conclusiva Welcome Home (Sanitarium), si rivela buona, specie nella lenta prima parte; la seconda, seppur godibile, risulta invece un po’ più forzata, specie nei momenti che nella traccia originale erano più movimentati. E’ questa una caratteristica che si ritrova anche nell’altra canzone di Master of Puppets qui presente, nient’altro che l’iconica title-track, piacevole ma nulla più nelle parti più tirate, che sembrano sforzate in qualche modo, mentre la parte centrale più melodica e variabile, col suo feeling quasi barocco, incide invece a meraviglia. Più o meno sugli stessi livelli medi si assestano pure le restanti due canzoni, Harvester of Sorrow e Creeping Death: la prima è già melodica di suo e presenta la stessa carica atmosferica dell’originale, con in più un vago mood orientaleggiante, risultando valida ma forse un po’ troppo lunga, anche per il minutaggio addirittura superiore al brano di …And Justice for All, dovuto alla parte centrale più lenta che in origine; il più famoso singolo di Ride the Lighting viene invece reso più lieve dell’originale, senza che ciò risulti però un difetto, e tagliato per risultare meno ripetitivo,rivelandosi per tutti questi motivi probabilmente il pezzo più valido del disco dopo The Unforgiven, per quanto ovviamente non sia chissà quale capolavoro.
Plays Metallica by Four Cellos è in definitiva un album adatto se lo scopo è passare tre quarti d’ora piacevoli, in special modo se si è anche appassionati di musica classica o da camera, oltre che di metal, ma nulla di più. Se avete la mente sufficientemente aperta da poter apprezzare gli Apocalyptica e la loro diversità, il mio consiglio è allora di recuperare i dischi successivi per primi; solo allora, se sarete ancora curiosi, fate vostro anche il loro esordio.
Voto: 65/100
Mattia
Tracklist:
  1. Enter Sandman – 03:40
  2. Master of Puppets – 07:16
  3. Harvester of Sorrow – 06:14
  4. The Unforgiven – 05:21
  5. Sad but True – 04:48
  6. Creeping Death – 05:06
  7. Wherever I May Roam – 06:08
  8. Welcome Home (Sanitarium) – 05:50

Durata totale: 44:23

Lineup:

  • Antero Manninen – violoncello
  • Max Lilja – violoncello
  • Paavo Lötjönen – violoncello
  • Eicca Toppinen – violoncello

Genere: musica da camera
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale degli Apocalyptica

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