Domande e Risposte – Obedience to Dictator

Tra i giovani gruppi che ultimamente mi hanno colpito di più, vi sono certo gli Obedience to Dictator: il loro death metal è piuttosto personale, ed ancor più particolare è l’immaginario fantascientifico dei loro testi, che li inserisce nella categoria di gruppi che mischiano sci-fi e metal in maniera sistematica e compiuta, accanto a Nocturnus, Vektor e pochissimi altri. A metà tra la recensione del loro EP d’esordio, The Greater of Two Evils e quella di uno split album di cui essi fanno parte, presto in arrivo qui su Heavy Metal Heaven, mi è venuto naturale far loro qualche domanda: in breve tempo, mi ha risposto il cantante e band-leader Edoardo Del Principe, a cui quindi lascio la parola.

Come prima cosa, raccontateci la storia della vostra band…

Edoardo Del Principe: diciamo che gli Obedience si sono formati con me e Mirco, il batterista, all’incirca 2 anni fa. Come vero gruppo abbiamo circa un anno di attività, una volta trovata una line up stabile di 4 membri, Fiorenzo Pelucca al basso e Marco Gattini alla chitarra, abbiamo iniziato a comporre materiale nostro e composte le prime canzoni abbiamo fatto il promo.

Che significato ha per voi il monicker “Obedience to Dictator”?
Edoardo: Questo è un nodo importante per noi. Obedience To Dictator non è corretto al 100%, è uno slang giornalistico che omette il “The” presupponendo un soggetto nel discorso. Il nome è a totale intepretazione di chi legge. Obbedienza al dittatore, ai dittatori. Può rappresentare una parodia del nostro stato “democratico” come una dittatura extraterreste. Ognuno ci vede quello ci vuole vedere.

The Greater of Two Evils è stato pubblicato ormai da alcuni mesi, e potrete perciò tracciarne un bilancio: come è stato recepito, dalla critica ma anche dai vostri fan?
Edoardo: Posso dire in modo molto banale che il 33% della critica lo ha elogiato, un’altro 33% lo ha ritenuto un lavoro modesto, ed un 33% lo ha ritenuto insufficiente. Per cui nemmeno noi ci siamo fatti una idea di quale feedback abbia avuto veramente. Siamo consci dei nostri “errori” e che possiamo fare di meglio, ma un promo serve anche per apprendere come si va in uno studio ed un sacco di altre cose. E’ come rivedersi la partita dopo averla giocata e constatare i propri errori con occhi terzi.

La cosa più positiva del promo, come ho notato in sede di recensione, è il vostro stile, un death metal complicato e tecnico, ma comunque anche diretto e potente, che non indugia mai in quegli svolazzi inutili e fini a se stessi che ormai caratterizzano purtroppo gran parte dei gruppi technical e progressive metal attuali. E’ questa una scelta ben precisa che avete fatto sin dall’inizio, oppure questo tipo di sound è venuto alla luce naturalmente?
Edoardo: Questi primi due pezzi sono praticamente un’estensione di canzoni che ho scritto io a cui successivamente Fiorenzo e gli altri hanno dato delle modifiche per renderle più compatte. Nella mia mente c’è sempre stata l’intenzione di mantenere un tasso tecnico di medio livello poiché oggi viene richiesto dal pubblico e questo si riflette sopratutto nelle strutture delle canzoni. Allo stesso tempo però spero sia emersa la componente Hardcore, che non tutti, probabilmente per colpa nostra, sono riusciti a cogliere in modo diretto. Attualmente ritengo che ci siano e siano stati pochissimi gruppi che abbiano unito Hardcore e Death Metal senza fare “Deathcore”, noi ci proviamo. Non siamo un gruppo da virtuosismi, non ci appartiene, non è il nostro fine.

Un’altra cosa che ho sottolineato sempre nella recensione è il suono generale del promo, molto superiore alla media dei soliti demo e decisamente professionale. Avete lavorato molto su questo particolare?
Edoardo: Questo è tutto merito di Stefano Atoragon e del suo studio, la sua grande passione e la sua dedizione al fine di pubblicare un lavoro che abbia una produzione di cui anche lui possa andare fiero.

Classica domanda da intervista: quali sono le vostre principali influenze?
Edoardo: Amiamo il Death Metal dal 1987 al 2014. C’è chi predilige i Cannibal Corpse ed i Morbid Angel, chi i Decapitated e chi i Gojira, ma abbiamo tutti in mente quali siano le finalità del genere, quindi andiamo d’amore e d’accordo.

Altra domanda per me solita: vi sono gruppi o musicisti, che siano metal o meno, lontanissimi dal vostro genere ma che amate, o addirittura che vi influenzano?
Edoardo: Mirco è un gran fan di qualsiasi gruppo dove vi sia un gran batterista, in questo caso i nostri conterranei Fleshgod Apocalypse e Francesco Paoli rappresentano attualmente per lui il top della gamma. Stafano è Old ed Old School, è cresciuto letteralmente insieme al Death Metal floridiano. Io e Marco siamo i più “new age” e la band che forse ha più caratterizzato il nostro tempo in ambito Death sono stati i The Black Dahlia Murder, ma anche The Faceless e Thy Art Is Murder hanno giocato la loro nella nostra forma mentis.

La fantascienza non è un tema molto diffuso nel metal a livello lirico, a parte rare eccezioni, ma per voi è invece la prima ispirazione, tant’è che vi auto-definite “sci-fi death metal”. Da dove nasce questa vostro amore per il genere, e come siete arrivati all’idea di unire questa passione al metal estremo?
Edoardo: Qui parlo a nome personale come cantante e fautore dei testi. La fantascienza è un punto d’ispirazione costante, io sono cresciuto con Mars Attacks e Men In Black, per questo sono stati inclusi stralci dei film nel promo. Amo in modo particolare l’idea di poter accostare sia in modo serio che in modo ironico temi di questo tipo alla musica. In Pillars parlo del Film Oblivion con Tom Cruise dove faccio un parallelo tra le trivelle aliene e le piattaforme petrolifere di oggi. In Wicked invece gioco sul lato più ironico tra Alien, Predator, viaggi nel tempo e Antichi astronauti. Il Metal estremo, secondo me, non si deve prendere mai seriamente, può parlare di cose serie ma senza crederci troppo. Posso affrontare temi politici o ecologico ma se canti in growl non puoi fare quello figo che enuncia trattati socio-politici. Chi ti crede?
Non prendendomi seriamente sono libero tramite i temi Sci-fi di parodiare la realtà con più o meno serietà, se parli di smembramenti o di religione sei molto meno libero. Amo poter scegliere, e la filmografia Sci-Fi da cui attingere è sempre in constante evoluzione!


Cosa ci dobbiamo aspettare in il futuro dagli Obedience to Dictator?

Edoardo: Date e musica. Attualmente siamo rimettendo a posto la Line Up (tanto per cambiare) ma a breve torneremo operativi, abbiamo in cantiere nuova musica che posso anticipare sarà molto più diretta ed In Your Face del promo. Niente Deathcore o cazzate da “BRECCHEDDAUN” o “piri piri” con la chitarra. Vogliamo rendere le nostre composizione ancora più “da Live”.

Il finale è sempre libero: a voi concludere queste “Domande e Risposte” come meglio credete…
Edoardo: GRAZIE di questa intervista, per noi rappresenta un gradino fondamentale riuscire a costruire una fan-base vera, senza comprare like, senza pagare concerti. Vogliamo piacere come tutti i gruppi del mondo ma vogliamo farlo in modo genuino, con sudore e dedizione. Niente stronzate.
Potete seguirci su Facebook https://www.facebook.com/ObedienceToDictator
E supportarci fisicamente nella causa comprando il nostro promo su Bandcamp https://obediencetodictator.bandcamp.com/

Non c’è di che, grazie a voi per la disponibilità ed alla prossima intervista!
Mattia

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