Balance of Terror, Obedience to Dictator, Strider – Hunters of Men (2014)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEHunters of Men (2014) è lo split album tra due band perugine, gli Strider e gli Obedience to Dictator, con l’aggiunta dei francesi Balance of Terror.
GENERE/I
  • BALANCE OF TERROR: un compatto ed efferato brutal death metal con forte ascendente tecnico, ispirato a Suffocation e Cryptopsy.
  • OBEDIENCE TO DICTATOR: un death metal piuttosto tecnico con lievi influenze melodeath e metalcore, debitore di Morbid Angel e Decapitated.
  • STRIDER: un death metal a metà tra Gothenburg sound, death classico svedese e power metal estremo.
PUNTI DI FORZA
  • BALANCE OF TERROR: una gran potenza, tecnica straripante, ottime doti in generale.
  • OBEDIENCE TO DICTATOR: musica come uno schiacciasassi rapido e dritto al punto, una tecnica mai troppo pervadente.
  • STRIDER: un buon impatto, uno stile valido
PUNTI DEBOLI
  • BALANCE OF TERROR:
  • OBEDIENCE TO DICTATOR:
  • STRIDER: un certo senso di incompiutezza.
CANZONI MIGLIORIBalance of Terror – Graveyard Party (ascolta)
CONCLUSIONIHunters of Men è uno split album valido, che mette in evidenza tre ottimi gruppi. 
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
75
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Nonostante mi piaccia molto recensire split album, così da poter descrivere contemporaneamente diverse band e compararle tra loro, di solito qui ad Heavy Metal Heaven non ce ne arrivano molti (per non dire nessuno). E’ quindi con gioia che ho accolto la possibilità di recensire Hunters of Men, datami dagli Obedience to Dictator insieme a quella del loro EP The Greater of Two Evils. In questo split si mettono in mostra, con un pezzo a testa, tre gruppi anche piuttosto diverse tra loro, ma accomunate dal macrogenere a cui il loro sound appartiene, il death metal, e dal loro amore a livello lirico per i tematiche fantascienza (non a caso infatti le canzoni sono divise tra loro da campionamenti da film di tale genere). Senza ulteriore indugio, andiamo dunque ad analizzare nel dettaglio la musica di questi tre gruppi.

I primi della lista sono gli Strider, band del perugino la cui carriera ha mosso i primi passi su lidi power per approdare, recentemente, a sonorità più estreme: la loro Hubris si avvia in maniera particolare, pesante e vagamente oscura ma anche dominata dalle tastiere, facendo quasi pensare a qualcosa di accomunabile a Children Of Bodom e Wintersun. Lo stile della band è però un po’ diverso: la ribassatura delle chitarre, unita alla voce cavernosa e brutale del cantante Tk, li rende più simili a qualcosa a metà tra il classico death svedese e quello della scuola di Gothenburg, per quanto le influenze dei suddetti gruppi siano innegabili, e più in generale il gruppo sia ascrivibile al power estremo. In ogni caso, la struttura della canzone è piuttosto semplice, ed alterna strofe piuttosto rabbiose, in cui le tastiere sono più un tappeto indistinto, ai ritornelli, dominati invece da sonorità melodiche e dai synth, per quanto anche di discreto impatto. Degna di note anche la parte centrale, denotata da ottime trame strumentali, tra le quali spicca la presenza del theremin e l’assolo della tastiera di Napalm; il risultato finale di tutto ciò è una canzone piuttosto semplice ma molto interessante, seppur forse dia un effetto complessivo di “incompiutezza”: probabilmente infatti il brano rende meglio tra altre sue simili, mentre in qualche modo stona accostata ai due pezzi successivi, più classicamente death metal. Uno spezzone preso da “Inception”, film di fantascienza diretto da Christopher Nolan, e poi si cambia radicalmente direzione con Graveyard Party dei Balance of Terror, band francese dedita ad un compatto ed efferato brutal death metal con forte ascendente tecnico, sulla scia di Suffocation e Cryptopsy, che comincia qui subito ad alternare momenti più cadenzati ma caratterizzati da riff taglienti come rasoi e momenti esasperati e rapidissimi, dove sopra alla batteria debordante di Matt ed alle massicce ritmiche di chitarra di Gaz Oil, il cantante Flo Butcher varia da uno scream malvagio al cupo grunt usato anche nei momenti meno pestati. La prima parte della canzone si caratterizza tutta per l’alternanza tra accelerazioni e frenate, rivelandosi eccezionalmente potente, per poi svoltare, facendosi più tecnica e movimentata, cominciando a variare moltissimo la propria formula con cambi di tempo frequenti e tecnica straripante, ma riuscendo ad incidere a meraviglia, vista anche la durata esigua della frazione. Mi dispiace dirlo, visto che con Heavy Metal Heaven voglio valorizzare soprattutto i gruppi italiani, ma questi transalpini ci sanno decisamente fare, ed il loro è il pezzo migliore dello split! Tornando a noi, un altro campionamento, stavolta tratto da “Mars Attacks!” di Tim Burton, e poi è il turno degli Obedience to Dictator, presenti qui con quella Wicked Space Wolves che avevo già apprezzato nella recensione del loro mini: abbiamo perciò un eccellente pezzo di death metal piuttosto tecnico con lievi influenze metalcore e melodic death metal, debitore di Morbid Angel e Decapitated, che può essere visto come la perfetta sintesi hegeliana tra le melodie della opener e la brutalità tecnica del pezzo di mezzo. Abbiamo insomma lo stesso schiacciasassi rapido e dritto al punto, coadiuvato da un eccellente livello tecnico che non diviene però mai pervadente, che ci regala quattro minuti di brutale divertimento e conclude l’EP nella maniera più consona possibile, o almeno lo farebbe, se anche in questo caso dopo qualche minuto di silenzio non avesse posto la traccia nascosta Starwaves, tratta dalla colonna sonora di “Oblivion”, che con le sue sonorità elettroniche e fantascientifiche è la conclusione più adatta possibile per questo split.

Quelli che hanno partecipato a questo split album sono insomma tutti ottimi gruppi, che sicuramente avrei molto piacere a sentire di nuovo, tra non troppo tempo se possibile. Tutti e tre hanno infatti il potenziale per riuscire a divenire importanti: per questo, spero che possano trovare la continuità di lavorare e di progredire ancora sulla strada tracciata da questi pezzi, e nel frattempo auguro loro che ce la possano fare veramente!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Strider – Hubris04:52
2Balance of Terror – Graveyard Party03:55
3Obedience to Dictator – Wicked Space Wolves (extended version)08:35
Durata totale: 17:23
FORMAZIONI DEI GRUPPI
Balance of Terror
Flo Butchervoce
Gaz Oilchitarra
Quentin Guilluybasso
Mattbatteria
Obedience to Dictator
Edoardo Del Principevoce
Marco Gattinichitarra
Fiorenzo Peluccabasso
Mirco Righettibatteria
Gruppo 2
TKvoce
Atoragonchitarra
Lboldrochitarra
Napalmtastiere
Thanatosbasso
Reanimatorbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:gli Obedience to Dictator

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