Domande e Risposte – Witches of Doom

INTRODUZIONE

I romani Witches of Doom sono tra i pochi gruppi che recentemente sono riusciti a colpirmi per personalità e freschezza: il loro gothic doom moderno, semplice e basilare ma anche coinvolgente e molto efficace mi ha infatti intrigato non poco, come ho scritto nella recensione del loro recente esordio Obey, uscita giusto pochi giorni fa. Come passo successivo è stato naturale per me chiedere quindi alla band di prender parte alla nostra rubrica “Domande e Risposte”: a tempo di record ha risposto il chitarrista Federico “Fed” Venditti, a cui senza ulteriore indugio lascio quindi la parola.

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MATTIA LORONI:Come prima cosa, raccontate ai lettori di Heavy Metal Heaven la vostra storia…
FEDERICO VENDITTI:Gli Witches of Doom nascono ufficialmente nel gennaio 2013 con l’arrivo di Danilo (Piludu, n.d.r.) alla voce – anche se il nucleo costituito da me alla chitarra, Jacopo (Cartelli, n.d.r.) al basso e Andrea (Budicin, n.d.r.) alla batteria provava da alcuni mesi.
Nei mesi successivi abbiamo provato i brani finiti sul disco ed iniziato a suonare dal vivo. Nell’arco di pochi mesi già eravamo in studio a registrare il nostro debutto Obey.
L’ultimo tassello e’ stato Eric (Graziano Corrado, n.d.r.) alle tastiere che si e’ unito nelle ultime fasi di registrazione del cd, contribuendo in un paio di tracce.
MATTIA LORONI:Da dove nasce il monicker “Witches of Doom”?
FEDERICO VENDITTI:Witches of Doom era un brano che avevo scritto tempo prima l’inizio del gruppo; in seguito Danilo e Jacopo lo hanno proposto come nome. In realtà io avevo proposto altri nomi, ma alla fine abbiamo scelto WoD perché è anche un nome facile da ricordare.
MATTIA LORONI:Obey è stato pubblicato ormai alcuni mesi fa. Ad oggi, potrete perciò trarne un bilancio: come è stato recepito, dalla critica ma anche dal pubblico?
FEDERICO VENDITTI:Siamo rimasti stupiti dalle recensioni, alcune ottime come la tua, altre discrete ma nel complesso tutte positive nell’insieme. Tutti hanno sottolineato come una cosa buona il nostro mischiare le carte tra vari generi musicali, anche se secondo noi c’e’ un filo conduttore tra goth doom e stoner. Insomma, siamo attratti dal lato oscuro e si sente, credo.
MATTIA LORONI:Personalmente, come scritto nella recensione di Obey, ho trovato piuttosto personale e coinvolgente il vostro genere, una versione modernizzata e piena di influenze del classico gothic doom metal. Come è nato questo vostro particolare stile?
FEDERICO VENDITTI:Guarda, prima di entrare in studio avevamo un sound ancora scarno riconducibile principalmente agli anni 70, poi grazie agli arrangiamenti moderni del nostro produttore Fabio Recchia degli Hombre Lobo Studios, siamo riusciti a plasmare un sound moderno e con tante sfaccettature. Quindi abbiamo riversato nel disco tutto il nostro amore per il goth anni ’80, lo stoner anni ’90 e il doom anni ’70. Credo che siamo riusciti a raggiungere il nostro scopo.
MATTIA LORONI:I brani migliori dell’album secondo me, come ho detto sempre in sede di recensione, sono Needless Needle, Rotten to the Core ed Obey. Avete qualche curiosità o qualche aneddoto da raccontarci su queste tre canzoni?
FEDERICO VENDITTI:Allora, Rotten to the Core è il primo pezzo che abbiamo composto per il disco. Questo brano ha secondo me tante influenze tratte dai Joy Division, specialmente per la linea di basso, molto new wave anni ’80. Needless Needle invece è la traccia che ha subito un mutamento radicale in studio grazie a Fabio. Prima sembrava un brano quasi diverso specialmente per l’intro di tastiere che ricorda molto i Depeche Mode. Tra l’altro questa traccia ha riscosso tanti pareri positivi. Obey invece e’ un pezzo lungo – la nostra The End con le dovute distanze – e molto onirico. Qui siamo riusciti a canalizzare il nostro amore per i Black Sabbath e i Doors. La parte finale con il sitar e’ molto psichedelica.
MATTIA LORONI:Classica domanda da intervista: quali sono le vostre principali influenze?
FEDERICO VENDITTI:Come detto prima abbiamo tantissime influenze, dai The Sisters of Mercy ai Paradise Lost, Moonspell, The Cult, Depeche Mode, The Doors, Type O Negative, ecc. Sarebbe un elenco troppo lungo elencarle tutte. Siamo onnivori e ascoltiamo veramente tutto, ma ci unisce la passione per il lato oscuro della musica.
MATTIA LORONI:Altra domanda solita, almeno per me: vi sono musicisti molto lontani da quello che è il vostro stile ma che amate, o addirittura che riescono ad influenzarvi?
FEDERICO VENDITTI:Mah, un’infinità, abbiamo delle influenze sonore sottotraccia. mi vengono in mente i Faith No More, Porcupine Tree, Dream Theater, Slayer, ecc. Alcune influenze che nel primo album erano nascoste saranno ancora più evidenti nel secondo disco. Abbiamo già composto 7 brani, e credo che per la fine del 2015 saremo in studio di nuovo.
MATTIA LORONI:Nonostante siate una band attiva in fondo da appena un paio d’anni, avete un seguito molto più numeroso, per esempio a livello di contatti Facebook, rispetto a molte altre band esordienti. Qual è secondo voi la ragione di questo successo?
FEDERICO VENDITTI:Mah, credo che abbiamo fatto un buon lavoro di promozione insieme alla nostra etichetta Sliptrick e che il disco sia piaciuto molto.
Riceviamo messaggi da ragazzi che stanno lontanissimi dall’Italia che ci ringraziano per la musica, ecc. Questo ci spinge a concentrarci ancora di più per il nostro secondo disco che deve essere una conferma e se possibile superare quanto già fatto.
Facebook e’ un ottimo strumento per farsi conoscere e tenere informati propri fan. Siamo soddisfatti pienamente dal responso ottenuto.
MATTIA LORONI:Cosa ci riserveranno in futuro gli Witches of Doom?
FEDERICO VENDITTI:Come anticipato stiamo componendo parecchio. Il prossimo disco seguirà una scia più elettronica, credo, dal momento che abbiamo un tastierista in pianta stabile che porta molte idee in seno al gruppo. Per dare un’idea sarà sulla falsariga di Needless Needle.
Inoltre abbiamo pianificato un mini tour nei paesi baltici che avverrà a fine gennaio.
MATTIA LORONI:Il finale è sempre a piacere: a voi concludere quest’intervista come meglio credete…
FEDERICO VENDITTI:Un ringraziamento alla tua bella recensione – veramente minuziosa – e a tutti i tuoi lettori che invitiamo ad ascoltare la nostra musica… doom on!!!
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