Narcosynth – The F1rst Fist (2014)

Nella mia ormai discreta carriera di recensore, ho imparato bene che esistono dischi molto semplici da recepire e da valutare, e ne esistono altri ben più ardui; ho capito inoltre che questa difficoltà può non venire dalla complicatezza della musica in sé, in quanto possono esistere anche lavori semplici dal punto di vista musicale ma comunque di difficile valutazione. The F1rst Fist, EP d’esordio dei molisani Narcosynth è un buon esempio di quest’ultimo caso: nonostante sia un album con tre brevi canzoni relativamente lineari e di facile assorbimento, ho comunque faticato un po’ ad inquadrarlo. Colpa di ciò, oltre al già citato esiguo numero di pezzi, è di quello che probabilmente è anche il principale difetto dell’album: il sound generale non è solo piatto (cosa del resto piuttosto comune nei primi passi musicali di qualunque band), ma anche piuttosto sporco e confusionario, il che non solo stempera molto l’impatto del gruppo ma rende anche difficile carpire tutti i particolari musicali della sua proposta. Nonostante ciò, l’ensemble lascia ugualmente ben sperare, merito di uno stile che seppur non innoverà il mondo del metal è comunque piuttosto personale, un thrash moderno molto venato di groove ma che al tempo stesso non rinuncia alla melodia, sempre ben presente, vero punto di forza del lavoro; è anche grazie a ciò che esso, come vedremo tra pochissimo si rivela nel complesso positivo e promettente.
Un brevissimo intro, poi Highlighted By Dismay si avvia piuttosto serrata e potente, contando subito su un riffage a metà tra thrash e sonorità più moderne, che già inquadra al meglio le coordinate stilistiche su cui il gruppo si muove. Parte da qui una fuga caratterizzata dal ruvido cantato di Giorgio Di Tommaso e da un piglio incalzante che però si arresta in occasione dei prepotenti rallentamenti più groove-oriented che si aprono qua e là, più cadenzati e potenti. Punto di forza della canzone è in ogni caso la buona prestazione di Di Tommaso e di Michele Di Cecco alle chitarre, sia per le ritmiche che, soprattutto, per gli assoli, rapidi ma molto melodici, generatori di un contrasto che risulta però molto piacevole: la prova migliore di ciò è il finale vorticoso e potente, probabilmente il momento migliore di un pezzo che nei propri appena tre minuti riesce comunque a graffiare il giusto. La successiva Demolition Mind parte subito rapida, con un rifferama tagliente e che riesce ad incidere malgrado il suono generale, grazie pure al ritmo insistente impostato da Gianni Tozzi alle pelli. La struttura della song è costituita nella prima metà da un’alternanza tra strofe piuttosto convulse ed estremamente energiche e ritornelli caratterizzati dal contro-coro del bassista Raffaele Ciciola che perdono un po’ di incisività, anche se comunque riescono a risultare piuttosto efficaci dal punto di vista musicale; la seconda parte è invece meno lineare e più cadenzata, presentando un’altra bella parte solistica che si posa su ritmiche spezzettate e dal flavour moderno, una parte avvolgente degna di concludere un altro brano di discreta caratura. Infernal Crown, l’episodio conclusivo del terzetto, si avvia di nuovo piuttosto veloce, anche se stavolta le ritmiche di chitarra sono più melodiche e complesse, puntando di più alla musicalità che alla forza bruta. Siamo però ancora nell’introduzione, perché la traccia vera e propria è più massiccia, grazie anche all’accoppiamento tra riff e lead che genera un effetto piuttosto oscuro e particolare, praticamente indescrivibile a parole; questa norma si alterna con refrain più canonici e diretti, per quanto anche di buona potenza. Nuovamente di valore è inoltre la seconda parte, quella degli assoli, a coronamento del brano che tra i tre del demo spicca maggiormente.
Se come già detto è molto difficile giudicare in maniera equa un gruppo dai nove minuti di disco, cosa resa peraltro più difficile dalla produzione, l’impressione parziale che se ne ricava è comunque abbastanza buona. Mi sento quindi di promuovere i Narcosynth nonostante tutto, anche se un giudizio definitivo sulle loro qualità potrà arrivare solo nei prossimi tempi: attenderò quindi di poter ascoltare qualcosa di nuovo da loro, nella speranza che le sensazioni positive si possano conferare nel migliore dei modi!

Voto: 65/100 (voto massimo per i dischi sotto al quarto d’ora: 75)

Mattia

Tracklist:

  1. Highlighted by Dismay – 02:56 
  2. Demolition Mind – 03:17 
  3. Infernal Crown – 03:25
Durata totale: 09:38
Lineup:

  • Giorgio Di Tommaso – voce e chitarra
  • Michele “Iron Mike” Di Cecco – chitarra
  • Raffaele Ciciola – basso
  • Gianni Tozzi – batteria
Genere: thrash/groove metal

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