Crimson Chariot – Crimson Chariot EP (2014)

I lettori che seguono Heavy Metal Heaven da più tempo si ricorderanno forse dei miei corregionali prog/doomster I Compagni di Baal: il loro esordio omonimo è stato per me una delle più belle rivelazioni del 2012, come ho anche scritto nella ormai lontanissima recensione di quell’album. Purtroppo, però, il gruppo non è riuscito in seguito a sfruttare la bontà del proprio lavoro: giusto l’anno successivo, si divideva infatti dal cantante Luca Finaurini per poi cambiare monicker in Capabrò nel 2014, una decisione indicativa della volontà di abbandonare il metal in favore di sonorità più alla moda. Dall’altra parte almeno l’ex singer è rimasto nell’orbita della scena doom marchigiana, come dimostra l’album che analizziamo oggi, l’omonimo mini album digitale con cui la sua nuova band, i Crimson Chariot, ha esordito alla fine dello scorso anno. Pur essendo alla lontana imparentato col genere del vecchio ensemble del frontman (il che è anche ovvio, dopotutto), le tre tracce dell’album presentano uno stile che se ne distacca sensibilmente, in particolare per la quasi assenza di influssi progressive e per essere più tradizionalista, nonostante le vaghe influenze da generi metal più moderni ed estremi: il risultato è un heavy/doom metal a tratti anche piuttosto tecnico e complesso ma comunque che cerca come prima cosa l’impatto, sia musicalmente che per atmosfere, spesso piuttosto solenni ed evocative, anche se senza toccare vertici da epic propriamente detto. Il tutto è inoltre aiutato da una personalità discreta, anche se dall’altra parte la band ancora deve un po’ crescere e non è esente da una lieve immaturità di fondo, che sembra peraltro assolutamente risolvibile col tempo. Prima di cominciare la disamina, una parola anche per il sound generale di Crimson Chariot EP, che si presenta grezzo e caratterizzato da suoni secchi e compressi; tuttavia, essendo la prima prova autoprodotta della band non è affatto male, anche grazie ad una nitidezza e ad una pulizia che aiutano a non penalizzare particolarmente la resa del disco.

La opener Crimson Wheels inizia col riff semplice della chitarra di Alex Matulina che già anticipa l’essenza più heavy che doom del brano, subito seguito dall’urlo di Finaurini che dimostra da subito la sua potenza vocale; questa frazione prosegue per un po’, per poi entrare nel vivo con una strofa preoccupata, incalzante e dall’appeal molto classico; i pezzo confluisce poi, attraverso un passaggio strano, addirittura caratterizzato dal blast-beat di Diego Cavaliere, al ritornello, maestoso e potente. Ottimo in ogni caso il songwriting, che rende meno lineare la struttura inserendo tante piccole variazioni musicali, specie a livello ritmico; dall’altra parte della medaglia, ciò ogni tanto rende il tutto un po’ disorganico, ma è un difetto non troppo invadente  di una traccia che seppur inferiore alle altre due è comunque piuttosto piacevole. La successiva The Climb si rivela più lenta e volta alla creazione di un mood oscuro e strisciante, sin dal lugubre esordio della sezione ritmica, che preannuncia al meglio le ritmiche puramente doom dominanti per lunghi tratti e che vengono ammainate solo coi ritornelli; questi, dopo un breve bridge più veloce e vorticoso, rendono la composizione più aperta, rivelandosi però anche epici e dannatamente esplosivi, grazie anche alla prestazione di Finaurini, la cui melodia vocale si lascia cantare molto bene. La struttura è inoltre piuttosto lineare, seppur valorizzata da alcuni passaggi molto ben riusciti, come il lento ma immaginifico assolo di Matulina al centro oppure il cadenzato finale: il risultato di tutto ciò è il brano probabilmente migliore dell’intero EP, un ottimo esempio del genere dei Crimson Chariot. A chiusura del terzetto è posta Decimation, la cui introduzione dominata dal basso di Roberto De Palma e dalla chitarra di Matulina evoca un certo pathos e può far pensare quasi ad una ballad. La song vera e propria tuttavia deflagra ripetendo  lo stesso tema malinconico ma stavolta con verve heavy/doom, per una prima frazione lenta e diretta, che punta tutto sulla potenza e sulla sua epicità, piuttosto spinta in questo frangente. Il pezzo si divide tra questa falsariga ed i chorus, che pur essendo anche più doom del resto sono invece rapidi e convulsi, quasi martellanti a causa anche dell’ossessivo cantato di Finaurini. Degno di nota anche il bell’assolo di Matulina, unica variazione dell’episodio che per il resto presenta una classica forma canzone, ma che nonostante questa semplicità riesce comunque ad incidere molto bene, chiudendo a dovere l’EP.

Crimson Chariot è alla fine dei giochi un disco non esente da alcuni difetti ma comunque convincente, espressione di un quartetto affiatato che deve soltanto affrontare la maturazione fisiologica di ogni band per poter arrivare a livelli più che buoni. Aspetto quindi con trepidazione la loro prossima prova, nella speranza che questa mia previsione si riveli azzeccata come già è stato altre volte in passato!

Voto: 75/100 (voto massimo per gli EP: 80)

Mattia

Tracklist:

  1. Crimson Wheels – 05:18
  2. The Climb – 05:48
  3. Decimation – 05:15
Durata totale: 16:21
Lineup:
  • Luca Finaurini – voce
  • Alex Matulina – chitarra
  • Roberto De Palma – basso
  • Diego Cavaliere – batteria
Genere: heavy/doom metal

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