Domande e Risposte – Stream of Passion

Questa intervista a Marcela Bovio degli Stream of Passion è andata in onda su Voce Hard Rock, sabato 23 Maggio alle ore 17:00 su Radio 100 Passi, web-radio indipendente. Il nostro programma va in onda ogni sabato alle 17:00 e insieme a una trentina di altri programmi (musicali e non) mandiamo avanti la Radio con tanta passione. Radio 100 Passi ripercorre le orme di Peppino Impastato, che con la sua “Radio Aut” negli anni ’70 non si è fatto intimorire dal clima mafioso che imperava nel suo paese, Cinisi (da dove trasmettiamo), e con coraggio denunciava e sbeffeggiava in diretta radio i vili atti dei mafiosi che, infastiditi da questo comportamento scomodo, lo fecero assassinare la notte del 9 Maggio 1978. Attraverso il nostro programma su Heavy Metal e derivati, diamo una mano a rendere sempre migliore Radio 100 Passi, che in questi tempi sta aumentando in ascolti e visualizzazioni sui social. E’ possibile riascoltare la puntata in podcast a questo indirizzo.

Ciao Marcela, e benvenuta su Voce Hard Rock! Siamo in diretta e abbiamo qualche minuto per parlare insieme. Innanzitutto, come stai?
Marcela Bovio: Tutto bene, e tu? 
Tutto okay! Bene, adesso avrei qualche domanda per te. Come mai il nome della vostra band è “Stream of Passion”?
Marcela: E’ un piccolo passaggio del testo di un pezzo del nostro primo album, “Passion”. Abbiamo pensato che potesse adattarsi alla band per via del nostro grande entusiasmo per la musica e per l’energia che mettiamo nelle nostre canzoni.
Puoi dirci qualcosa riguardo alla storia della band? Quando e come è nata, e cosa facevate all’inizio?
Marcela: Tutto è cominciato quando ho preso parte ad una rock opera di Arjen Lucassen, il leader degli Ayreon, con il ruolo della moglie. Quando ho registrato in studio quella parte nel 2004, tutto è andato per il meglio e dopo l’uscita dell’album mi ha proposto di scrivere un album insieme, che divenne poi il primo album degli Stream Of Passion, “Embrace The Storm”. Ora abbiamo nuovi ragazzi nella band e abbiamo fatto diversi album ma questo è come tutto è cominciato.
Il vostro ultimo lavoro, “A War Of Our Own” è stato davvero forte. Come hanno reagito i fan e la critica?

Marcela: Non abbiamo avuto altro che responsi positivi, sia dai fan che dalla critica, il che ci ha resi molto felici perché di solito capita che una delle due parti resti insoddisfatta.
Ho notato che in questo album avete dedicato una cura particolare alla parte sinfonica. Con il cambio di etichetta, il vostro sound è cambiato?
Marcela: Sì, in questo ultimo disco abbiamo avuto molta più serenità per scrivere i pezzi come volevamo che fossero e questo si nota in molti arrangiamenti che abbiamo costruito.
“A War Of Our Own” è stato prodotto con un progetto di crowdfounding su IndieGogo, puoi dirci com’è andata la campagna di raccolta fondi e che risultati avete raggiunto?
Marcela: E’ stato fantastico ! Avevamo l’obiettivo di raggiungere 25,000 euro per produrre e vendere l’album, ma in due settimane è stato raggiunto e superato, e la cifra finale è stata di 44,000 euro. Eravamo contentissimi che i fan ci rivolessero così tanto in studio.
Le canzoni dell’album sono legate da qualcosa che hanno in comune?
Marcela: Sì, il filo conduttore che lega le varie canzoni è il conflitto in diverse forme, le diverse battaglie che ognuno di noi attraversa. Ci sono canzoni che parlano di noi, di quello a cui andiamo incontro come band indipendente, pezzi che raccontano della situazione in Messico, la mia patria, dove le guerre causate dalla droga hanno creato dei conflitti sociali molto problematici, ma anche pezzi che parlano delle battaglie personali che ognuno di noi affronta, anche contro diverse malattie. Quindi credo che il conflitto in tutte le sue varie forme sia il legame delle canzoni di questo album.
Ora devo farti una domanda tipica di un’intervista: Hai delle influenze dal mondo metal e dalla musica in generale?
Marcela: Beh, amo ascoltare molti tipi di musica differenti, dal metal comunque le band che ascolto maggiormente sono In Flames, Opeth, My Dying Bride, Textures, Tesseract, ma come detto ascolto anche cose diverse e quindi gruppi come Muse e Leprous, di cui ho acquistato l’ultimo lavoro.
E queste influenze hanno condizionato la tua scelta sul genere da suonare?
Marcela: Sì perché più musica ascolto e più sono ispirata, quindi cerco di prendere elementi utili da tutta questa musica e riassemblarli nelle cose che scrivo con la band.
Un’ultima domanda: Avete progetti per il futuro con la band?
Marcela: Certamente! Abbiamo un tour programmato per tutta l’Olanda e probabilmente lo allargheremo anche all’Europa e non vediamo l’ora che cominci!
Ok Marcela, grazie mille per questa intervista!
Marcela: Grazie a voi!

Intervista a cura di Francesco

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