Seafront Metal Fest part III – live @ Chalet Saxa Beach, Porto Sant’Elpidio (FM) – 24 luglio 2015

Nella mia vita sono da sempre un amante delle bizzarrie e delle stranezze di ogni tipo: ciò si applica, come forse è anche ovvio che sia, anche alla mia passione per il metal. Per esempio, quando sono venuto a conoscenza del fatto che a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, si sarebbe svolta la terza edizione del Seafront Metal Fest, minifestival estremo a ridosso del mare, mi sono convinto quasi subito ad andarci, nonostante la distanza da dove abito sia di ben un’ora. E’ stato proprio il fascino della location uno dei motivi di questa decisione: c’era però anche un fattore legato all’interesse per alcune delle band che avrebbero presenziato all’evento. Col senno di poi (e come vedremo tra poco) ne è valsa la pena: è stata una gran bella serata, in cui mi sono divertito come non mi capitava da un bel pezzo. Merito, tra le varie cose, anche delle attrezzature messe a disposizione dallo Chalet Saxa Beach in cui si è tenuto il concerto, una piattaforma in legno ospitata sulla spiaggia: i gruppi hanno infatti quasi tutti beneficiato di ottimi suoni, e soprattutto il volume era altissimo come sempre deve essere, ma come non è proprio scontato che sia, specie in piccoli concerti all’aperto come questo. 
Goat Vomit Noise
Il compito di aprire la serata è toccato ai blackster anconetani Goat Vomit Noise, band che avevo già avuto l’occasione di vedere al Fuoco Cammina con Me Fest lo scorso settembre. Nonostante da allora sia passato meno di un anno, il gruppo ha però visto un importante cambio di formazione con l’entrata del bassista Agares a trasformare il duo precedente in un trio. La differenza col passato si sente bene: se nell’altra occasione avevo un po’ storto il naso per l’assenza di basse frequenze, il nuovo entrato fornisce al gruppo tutto il groove che gli mancava. Risultato: sin dalle prime note di Need More Ammonition lo Chalet Saxa Beach viene portato in una dimensione oscura e malvagia. Nonostante la musica degli anconetani sia di difficile ascolto, essendo un black metal piuttosto complesso e con influenze a tratti thrash, a tratti death, a tratti punk, la scaletta (incentrata poco sul primo demo GVN2014 e più orientata verso canzoni che comporranno probabilmente il nuovo EP East Coast Annihilation, in uscita a breve) riesce comunque a coinvolgere molto bene; ciò è possibile non solo grazie alla già citata atmosfera oscura, e anche a suoni eccezionalmente nitidi e molto avvolgenti, ma anche a come il gruppo si pone sul palco. Pur non muovendosi molto, con il face panting e la sua immagine malvagia il cantante R.Pest riesce comunque ad avere un ottimo impatto scenico, e anche il nuovo arrivato e il solido batterista Gradig contribuiscono a quest’effetto.  Di fatto, l’unica pecca è stato il poco pubblico che ha assistito alla loro prestazione, come forse è anche normale per un gruppo su sonorità così inaccessibili, ma è un vero peccato: forse sarà la mia particolare affinità verso il black, ma quello dei Goat Vomit Noise è stato il concerto tra i quattro che mi è piaciuto di più!
Scaletta Goat Vomit Noise:
  1. Need More Ammonition
  2. Introspective Deep Dark Devotion
  3. Siphylitic Semen Urn
  4. Terminal Gate of…
  5. … and Now the Vultures
Eliminate
Dopo I Goat Vomit Noise è la volta di un altro gruppo apprezzato al Fuoco Cammina con Me, gli Eliminate di Recanati, che spezzano l’oscurità portata dal gruppo precedente con il loro arzigogolato thrash metal, aggressivo ma comunque meno malvagio e più volto al divertimento. Anche a questo ensemble i mesi passati (che hanno visto anche l’uscita dell’EP Blast of Antares) hanno fatto bene: il cantante Gabriele Bianchelli calca infatti il palco con molta più dimestichezza rispetto allo scorso anno, instaurando un bel dialogo col pubblico (fatto principalmente di bestemmie, ma tant’è), e anche i chitarristi Davide Francesconi e Diego Scutti e il bassista Corrado Saracini si trovano più a loro agio (ma sarà anche perché il “palco” dello Chalet è un po’ più ampio di quello minuscolo del fu Glue Lab). Aggiungendo a questo anche una prestazione ottima, con poche sbavature, e suoni di nuovo precisi e taglienti come rasoi, abbiamo avuto un concerto per descrivere cui “terremotante” è la parola giusta. Certo, poi il loro genere non sarà il massimo dell’originalità, ma comunque è chiaro che la dimensione degli Eliminate è quella live, e così ciò ha avuto poca importanza: l’unica pecca è stata infatti che il pubblico, per quanto più numeroso e più coinvolto, ha comunque scatenato pochissime volte il pogo, che spesso ci sarebbe stato bene. Per il resto, nulla da dire: un concerto molto divertente!

Scaletta Eliminate:
  1. Blast of Antares
  2. Cult of the Tyrants
  3. Thrill of the Pit
  4. Impact Zone
  5. Assassin
  6. F.L.D. (Fast Like Death)
Crepuscolo:
Un nuovo cambio di sonorità ha avuto luogo quando il turno di salire sul palco è toccato ai Crepuscolo, band death metal maceratese di cui qualche settimana fa ho avuto il piacere di recensire il primo full-lenght Revolution Evilution, e che proprio per questo erano la band più aspettavo. Purtroppo, sin da quando il gruppo è entrato in scena sono cominciati alcuni problemi tecnici che hanno funestato il concerto e allungato i tempi tra una canzone e l’altra, costringendo il gruppo anche a tagliare quattro canzoni dalla tracklist. Anche in quanto a suono generale purtroppo i Crepuscolo hanno potuto beneficiare di una qualità sonora inferiore a quella degli altri, con suoni più impastati e grezzi, sia per le prime canzoni in cui si ponevano come trio, sia soprattutto quando il nuovo chitarrista Enzo Ferrara Martini, che ancora non ha avuto il tempo di imparare tutte le canzoni, ha fatto il suo ingresso sul palco: colpa di ciò è forse da addebitarsi non solo ai problemi tecnici ma anche al death metal a metà tra classicismi e melodeath del gruppo, in fondo difficile da gestire. A parte questi problemi però i maceratesi sono stati autori di una prestazione solida e convincente: sia il chitarrista Franz che il chitarrista Mastro Vün ci hanno messo il cuore non lasciandosi abbattere dalle difficoltà; il risultato è stato che, anche nonostante il suo genere cupo, il gruppo si è molto divertito sul palco, si vedeva molto bene. Il pubblico se ne è accorto e ha apprezzato abbastanza, specie in momenti topici del concerto come la potente Revolution Evilution, la melodica The Lyricist o la quadrata e conclusiva Granitic Old School. Menzione d’onore anche per la prestazione molto precisa di tutti i membri dei Crepuscolo e in particolare per il drummer Bill, molto compatto, uno dei particolari più riusciti di un live che nonostante tutti i suoi problemi non mi ha deluso, anzi!
Scaletta Crepuscolo:
  1. Black Winter Storm
  2. Brewing Blood
  3. Revolution Evilution
  4. Diabolic Revenge
  5. The Lyricist
  6. The New Beginning
  7. Granitic Old School
Baphomet’s Blood:
Di solito, nei miei report dal vivo do più importanza ai gruppi headliner rispetto a quelli di spalla, scrivendone più a lungo: sono tuttavia un po’ imbarazzato stavolta, perché sui Baphomet’s Blood c’è veramente poco da dire. Non è solo il fatto che io abbia passato gran parte del loro concerto nel pogo (e senta ancor adesso i dolori – davvero botte da orbi!), ma anche perché il loro speed/thrash metal becero e satanista non ha nessun fronzolo, è semplicemente  energia allo stato puro. E’ del resto questo uno il principale punto di forza del gruppo, sorta di versione più cattiva dei Motörhead (peraltro omaggiati anche nel finale con una roboante cover di Overkill) che dopo un intro sinfonico ha attaccato subito a suonare rapida e potente, in una scaletta fatta quasi tutta di un fiato, con giusto qualche pausa qua e là. Il pubblico presente è stato estremamente coinvolto sin da subito: come accennato un pogo furioso e anche violento (ma mai troppo cattivo, c’è anche da dire) si è scatenato praticamente a ogni canzone, e anche il resto del pubblico è sembrato apprezzare molto la loro performance. Quest’ultima è stata comunque di tutta forza, grazie anche all’ottima prestazione individuale di tutti e quattro i membri del gruppo: in particolare sono da citare il frontman Necrovomiterror, ottimo sia col suo timbro roco che alla chitarra, e il batterista S.R. Bestial Hammer, già sentito con gli Spirale e che conferma le sue ottime qualità anche con un assolo breve ma pieno di groove all’interno della canzone Italian Steel. Il risultato è stato un concerto magari non memorabile dal punto di vista meramente musicale ma assolutamente eccezionale da quello del divertimento: del resto i Baphomet’s Blood non sono un gruppo da ascoltare con la testa, ma sono l’ideale se si vuole passare qualche ora di svago potente e aggressivo!

Scaletta Baphomet’s Blood:
  1. Intro
  2. Satanic Commando
  3. Metal Damnation
  4. Back from the Fire
  5. Baphomet’s Blood
  6. Baphometal
  7. Whiskey Rocker
  8. Satanic Metal Attack
  9. Italian Steel
  10. Burn in Hell
  11. Satanic Beerdriners
  12. Overkill
Quattro gruppi, quattro esperienze diverse, nessuna delusione: questo può essere, in sostanza, il riassunto di questo terzo Seafront Metal Fest. E’ stata insomma una gran bella serata, una delle migliori da quando frequento concerti underground nelle Marche: grazie quindi agli organizzatori che hanno messo in piedi un evento di questo livello, ma anche a tutte le belle persone conosciute o incontrate di nuovo (o con cui semplicemente ho condiviso le spallate!) nella serata, che l’hanno resa ancora migliore. Al prossimo report!
Mattia

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