Chiral, Eternal Spell, Nebel über den Urnenfeldern – Sed Auiis (2015)

All’interno della musica metal, due sono gli approcci che i gruppi adottano, per quanto riguarda la distribuzione delle loro uscite nel tempo: c’è chi centellina i propri album, facendo passare molti mesi o anche anni tra l’uno e l’altro, e chi invece è sempre in movimento, incidendo un prodotto dietro l’altro. Ci sono casi, in quest’ultima categoria, in cui i gruppi in questione lo fanno quasi per inerzia, senza una vera ispirazione; almeno a quanto ho potuto sentire, non è però questo il caso del progetto Chiral. One-man band dell’omonimo musicista, nei circa due anni di attività ha sfornato qualcosa come sette uscite (!), molte delle quali di valore: l’ultima in ordine di tempo, se si eccettua il singolo digitale My Temple of Desolation (e in attesa del full-lenght Night Sky, in uscita a metà settembre), è l’album condiviso Sed Auiis, inciso con Nebel über den Urnenfeldern ed Eternal Spell, e pubblicato a marzo dall’etichetta albionica SixSixSix Music. Questo nuovo split, che arriva a giusto qualche mese dall’altro Where Mountains Pierce the Nightsky (recensito poco tempo fa su Heavy Metal Heaven, per la precisione qui), si rivela abbastanza diverso dal predecessore: colpa soprattutto delle band coinvolte, che come vedremo tra un attimo sono più eterogenee che in passato.

Il compito di aprire lo split album è del progetto Nebel über den Urnenfeldern, one-man band del tedesco C., musicista già attivo nell’underground black metal del suo paese.  Il suo si rivela essere un black molto d’atmosfera e diffuso, che punta su una malvagità eterea; per fare ciò, il suono è arricchito da passaggi di lieve folk e da qualche influenza post, ma senza spostarsi troppo verso il post-black vero e proprio. C’è anche da dire, dall’altra parte, che la sua frazione pecca molto dal punto di vista della produzione, che è molto sporca, privo di mordente, e valorizza poco la sua musica: un sound altrettanto grezzo ma più focalizzato sarebbe stata preferibile. I giochi cominciano con Asche über dem Leidensweg: introdotto dai suoni di un falò e da una lontana chitarra acustica, molto echeggiata, il tutto esplode quindi come un espanso pezzo black che, a qualche frazione più lenta, accompagnata a tratti anche da tastiere che gli danno una parvenza sinfonica, alterna lunghe fughe non troppo estreme ma comunque veloci e vorticose. La struttura è molto variegata, e passa da momenti più pestati e aggressivi ad altri più melodici e trattenuti, anche  se quasi tutte queste sterzate sembrano avere cognizione di causa. C’è spazio in tutto ciò anche per placidi stacchi di chitarra folk, malinconici e che ricordano da lontano gli Ulver, dando il giusto respiro a un episodio molto lungo (quasi sette minuti) e tortuoso, ma che nonostante alcuni passaggi a vuoto nel complesso coinvolge discretamente. Giunge quindi Ein Riss im Ewigen Kreis, brano più calmo del precedente, che sin dall’attacco scorre contenuto e cadenzato, con un riffage black molto diffuso su cui si posa lo scream estremo di C., unico elemento feroce di un avvio altrimenti molto melodico e triste, e che a tratti stacca anche l’elettricità per altri brevi momenti acustici. Solo verso metà il brano si anima di più, con i ritmi di batteria che salgono leggermente e la chitarra che si fa più pesante, ma comunque significa poco: abbiamo ancora un pezzo molto atmosferico e dal mood infelice. Nella progressione che comincia da qui, c’è qualche momento meno piacevole, ma non è abbastanza per rovinare un evoluzione che porta la canzone a irrobustirsi sempre di più, finché non esplode pieno di oscurità e malvagità. Giunto a questo apice, la musica torna lentamente a calmarsi, con l’apparizione di chitarre pulite che infine mettono la parola fine alla parte di Nebel über den Urnenfeldern, ancora un po’ immatura ma che lascia comunque ben sperare per il futuro.

E’ quindi la volta della sezione di Eternal Spell, un’altra one-man band, proveniente dal Cile e nata per volere di Tons, seppur con l’aiuto esterno del batterista Jabalio. La differenza con gli altri due gruppi non si limita solo alla geografia, ma è profondissima anche a livello di musica: il suo stile è infatti difficile persino da definirsi del tutto black, essendo infatti molto più spostato verso le origini heavy/speed del genere, influenzato quindi da nomi come Venom, primi Sodom, Hellhammer e Bathory. Quando infatti in scena arriva Black Mysticism (traccia che con l’altra costituisce anche il demo omonimo del gruppo), cambia totalmente le sonorità dello split: abbiamo infatti un pezzo di rozzo e ignorante speed metal oscuro e reso più malato dai vocalizzi di Tons, puliti ma sguaiatissimi, che si sviluppa su una classica forma-canzone. Strofe dirette e ritornelli leggermente più oscuri, ma tutti con lo stesso tagliente riffage di base, si alternano più volte, separati giusto da una parte centrale con un assolo rapido e thrashy. Il tutto non è da buttare ma comunque risulta un po’ banale, e incide poco: colpa in parte anche del sound generale, che nemmeno in questo frangente è proprio il massimo. Segue quindi Forces of Occult, brano dal riffage un po’ più cupo e black-oriented, che regge ancora tutte le strofe, carine anche se dopo un po’ stufano, al contrario dei discreti momenti leggermente più punk che le separano; va un po’ meglio anche con i passaggi più rallentati e oscuri che appaiono di tanto in tanto. In virtù di ciò, tra i due pezzi degli Eternal Spell di Sed Auiis questo è il migliore, seppur nel complesso anche qui valgano i difetti suddetti. Il risultato finale, un po’ per colpa delle composizione, un po’ per lo stile anacronistico, ingenuo e poco originale, è che il secondo terzo dello split non risulti scadente ma appena sufficiente, nonché il meno bello qui dentro.

Arrivati a questo punto, è il turno della già citata one-man band nostrana, quella di Chiral e del suo progetto omonimo. Sin dalle prime note, il suo è un black metal più feroce e con meno tastiere di quanto sentito in Where Mountains Pierce the Nightsky, seppur rimanga ben presente l’intento atmosferico: il risultato finale sembra una versione più espansa e puramente black dei migliori Dissection. Al contrario dei precedenti, Chiral si presenta con un solo pezzo (seppur diviso in due metà, per accodarsi agli altri due act), intitolato Queste Voci Ch’Eclissano la Luce. Con l’avvio della prima parte, torniamo all’oscurità che era mancata con il gruppo precedente: dopo un’introduzione lenta e lugubre, piena di effetti e di cori, si parte in una fuga potente in blast beat, sul cui sottofondo ancora sintetico si staglia del labirintico e oscuro black metal, dall’appeal decisamente classico, con in più lo scream alto e strozzato dello stesso Chiral. In questa norma si apre di tanto in tanto qualche momento più lento, ma è più un’eccezione che una regola: questo primo brano è infatti molto d’impatto, di certo il momento più intenso di tutto Sed Auiis. Dopo un po’, però, le aperture si fanno più lunghe e soffuse, e anche il black metal diventa più melodico: è il preludio all’arrivo in scena della seconda parte, che vira prepotentemente su sonorità atmosferiche. Dopo un breve momento di suoni ambientali e di vaghi effetti, parte infatti una canzone lenta e piena di oscure melodie, date principalmente dalle trame della chitarra di Chiral, estremamente melodiche ma che sprigionano un’intensità fortissima, nera eppure in qualche modo profonda, infelice. Qualche piccolo stacco più d’atmosfera e l’ingresso in scena dello scream non cambiano di molto le carte in tavola: la traccia fluisce avvolgente, evolvendosi con lentezza verso territori leggermente più labirintici e vorticosi, con il ritorno in scena anche del blast beat, ma senza mai abbandonare la sua identità, che rimane forte e splendida. I sette minuti di durata di questa seconda parte volano in un lampo, e terminano in una breve coda di ambient minimale, degna chiusura di un pezzo complessivamente ottimo, che rappresenta di sicuro la parte migliore dello split.

Insomma, abbiamo un album con una prestazione ottima (Chiral) e una senza infamia e senza lode (Eternal Spell): il voto perciò è più o meno in mezzo a questi due estremi, molto vicino peraltro al valore del terzo gruppo (Nebel über den Urnenfeldern). A prescindere dal numero che c’è in fondo alla recensione, però, Sed Auiis è un prodotto piacevole il giusto e che sa quali tasti toccare in un ascoltatore black metal: se quindi amate il genere metallico più oscuro in assoluto, è bene che su questo split almeno un pensierino lo facciate!

Voto: 73/100

Mattia

Tracklist:

  1. Nebel über den Urnenfeldern – Asche über dem Leidensweg – 07:55
  2. Nebel über den Urnenfeldern – Ein Riss im Ewigen Kreis – 07:11
  3. Eternal Spell – Black Mysticism – 03:14
  4. Eternal Spell – Forces of Occult – 04:55
  5. Chiral – Queste Voci Ch’Eclissano la Luce I – 04:44
  6. Chiral – Queste Voci Ch’Eclissano la Luce II – 07:15

Durata totale: 35:14

Lineup:
Chiral:

  • Chiral – voce, tutti gli strumenti
Eternal Spell:
  • Tons – voce, chitarra, basso
  • Jabalio – batteria (guest)
Nebel über den Urnenfeldern:
  • C. – voce, tutti gli strumenti
Generi: black metal (Chiral,  Nebel über den Urnenfeldern), black/heavy metal (Eternal Spell)
Sottogeneri: atmospheric black metal (Chiral, Nebel über den Urnenfeldern), speed black metal (Eternal Spell)

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