Domande e Risposte – Embryo

“Atmospheric death metal”: è questa la definizione che si potrebbe adattare bene ai milanesi Embryo. Quello da loro intrapreso nell’omonimo album, recensito qualche mese fa su Heavy Metal Heaven, è infatti un genere a metà tra death e metalcore che punta molto sulla ricerca del giusto feeling, ma senza tralasciare l’impatto. Vista l’originalità, ma anche la validità complessiva di questa proposta, mi è venuto naturale far loro qualche domanda nell’ambito della solita rubrica “Domande e Risposte”: per i lombardi mi ha risposto Eugenio Sambasile, chitarrista, fondatore e leader della band, a cui lascio quindi la parola.
Per prima cosa, racconta per favore ai lettori di Heavy Metal Heaven la storia del gruppo…
Eugenio Sambasile: Gli Embryo si formano nel 2000, in quel periodo non eravamo molto ambiziosi, venivamo tutti da altre band ed eravamo poco più che ventenni.
Nei primi anni abbiamo registrato un paio di demo, ma è nel 2005 che prende forma il progetto, durante la stesura del nostro primo disco “Chaotic Age”.
Col passare degli anni la line up è cambiata parecchio, io e Roberto (Pasolini, cantante della band,n.d.r.) siamo gli unici reduci della prima formazione.
“No God Slave” , registrato nel 2009 e pubblicato nel 2010, è il disco della svolta, durante la composizione dei pezzi abbiamo capito che quello era il nostro stile, la direzione da seguire, la nostra identità.
Purtroppo i continui cambi di line up non ci hanno permesso di promuovere a pieno quel disco, siamo rimasti senza batterista fin da subito e quindi è stato impossibile per noi andare in tour o promuovere i brani dal vivo… credo che sia stato il periodo più buio della band, avevamo in mano un ottimo prodotto, ben recensito e ben accolto dal pubblico, ma non siamo riusciti a suonare molto dal vivo, è stato quasi frustrante…
La stesura dei brani del nuovo disco è iniziata nel 2012, ma avendo ancora qualche problema di lineup, è nel 2014 che siamo tornati in studio per registrare “Embryo”.
Finalmente la situazione ora è molto positiva, la formazione della band è stabile, stiamo suonando molto dal vivo ed a breve partiremo per la seconda parte del tour europeo, che ci vedrà impegnati con Nile e Suffocation. 

“Embryo” è un nome un po’ particolare, forse anche per una band death metal. Ti va di spiegare la sua origine?
Eugenio: Un embrione è una forma di vita non ancora sviluppata, ed è ciò in cui più ci siamo identificati nel momento in cui abbiamo cominciato a far della musica originale.
Ci è sembrato appropriato alla nostra voglia di sperimentare. Ci è piaciuto da subito e abbiamo deciso che quello sarebbe stato il nostro nome. Embryo.

Il vostro album omonimo è uscito ormai da qualche mese, e ormai potrai tracciarne un bilancio. Come è stato accolto, dalla critica e dai vostri fan?
Eugenio: Durante la registrazione di “Embryo” eravamo elettrizzati, lo abbiamo visto prendere forma, sapevamo di registrare un ottimo album ed eravamo molto orgogliosi del risultato.
Critica e fan sono andati ben oltre le nostre aspettative, nonostante la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro non ci aspettavamo un tale successo, le recensioni sono state per la maggior parte molto positive, ed i fan sono meravigliosi, ci accolgono sempre più numerosi e la prima tiratura del CD è praticamente esaurita… direi che il bilancio è decisamente positivo.

Death metal, metalcore, symphonic, industrial, melodeath: sono tante le anime dello stile che mettete in mostra in Embryo. Come è nato questo connubio così pieno di sfaccettature?
Eugenio: “Embryo” è il disco che più ci rappresenta, ho lavorato sodo alla composizione dei brani senza lasciare nulla al caso.

Racchiudere tutte queste sfaccettature in un unico filone non è stato semplice, abbiamo lavorato molto in fase di arrangiamento, quando si hanno molte influenze musicali l’errore più grande è quello di fare una frittata di generi senza un senso logico.
La scelta dei suoni è stata la chiave, il sound è fondamentale, e, dopo molte sperimentazioni abbiamo raggiunto l’obbiettivo.

Un’altra cosa che spicca molto nell’album è la potenza non solo a livello musicale ma anche nell’ambito delle atmosfere, che sono a mio avviso il vostro punto di forza assoluto. Avete lavorato molto su questo particolare?
Eugenio: Esatto, le atmosfere sono il nostro punto di forza, il merito di tutto ciò è di Simone (Solla, tastierista della band, n.d.r.), durante la composizione solitamente lavoro da solo ai brani, e quando questi sono finiti e con una linea di batteria, il progetto passa in mano a Simone, è lui che da la vera identità ai brani, può renderli cupi, tetri o creare scenari apocalittici.
Credo che sotto questo punto di vista sia un piccolo genio, ed il cuore della band.

Domanda classica: quali sono le vostre principali influenze?
Eugenio: Presi singolarmente le influenze di ognuno di noi sono davvero molte, ma diciamo che l’orientamento della band è verso Meshuggah, Fear Factory e Strapping Young Lad…

Altra domanda canonica, per me: vi sono musicisti anche parecchio lontani dalle vostre coordinate stilistiche ma che amate, o addirittura che vi influenzano?
Eugenio: Assolutamente sì, amo tutta la musica ben fatta, indipendentemente dal genere.

Per la mia esperienza, il death metal è un genere che solo negli ultimi anni ha cominciato a far presa sui fan in Italia: prima sembra che ci fosse poco spazio per le band che affrontavano questo stile e in generale pochissimo seguito. Come la vedi tu, che col gruppo sei sulle scene da ormai quindici anni?
Eugenio: Il death metal fortunatamente non ha mai avuto un picco di interesse particolare, come il folk o il power, sotto un certo punto di vista è un bene.
Molti generi nascono e muoiono nel giro di due o tre anni, credo che ci siano band che raggiungono una certa visibilità per poi non suscitare più alcun interesse perché il genere non è più di moda o non tira più la massa.
Verso la fine degli anni novanta il death melodico forse ha avvicinato più persone al genere estremo, ma solitamente chi segue il death metal difficilmente si stufa del genere o volta bandiera alle mode del momento…
In Italia la scena estrema non è mai stata molto interessante, è solo negli ultimi anni che ci sono state band che hanno attirato attenzione sul genere estremo.
Fleshgod Apocalypse e Hour of Penance in primis, grazie a loro anche i fan provenenti da altri paesi hanno avuto un occhio di riguardo verso le band italiane, e questo ha favorito molte band interessanti. 

Quali sono i piani futuri degli Embryo?
Eugenio: A Settembre torneremo in tour in Europa, questa volta con Nile e Suffocation, probabilmente fisseremo ancora alcuni live prima della fine del 2015, e nel 2016 cominceremo a lavorare alla stesura di un nuovo disco…
Abbiamo grandi idee per un nuovo album… credo che sarà una gran bella sorpresa per tutti.

L’ultima risposta è sempre libera: a te il compito di terminare come vuoi quest’intervista…
Eugenio: Prima di tutto ringrazio te, lo staff e tutti i lettori di Heavy Metal Heaven per l’interesse ed il tempo dedicato agli Embryo, ringrazio tutte le persone che ci seguono e ci supportano.
Approfitto di questo ultimo spazio per ricordare a tutti che saremo in Italia a Settembre per due tappe del tour Europeo con Nile e Suffocation, il 22 Settembre al Cycle di Firenze ed il 23 Settembre al Colony di Brescia, non mancate!

Intervista a cura di Mattia

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