Domande e Risposte – Verde Lauro

INTRODUZIONE

Tra i dischi che mi hanno incuriosito nella prima metà di quest’anno, Son Animali al Mondo dei Verde Lauro merita un posto d’onore: se di album progressive e power sinfonico ne escono a centinaia ogni anno, è però più unico che raro trovarne uno dedicato tutto all’opera di un poeta come Francesco Petrarca. Proprio la curiosità, associata però anche all’ottimo valore della proposta, è il motivo per cui ho chiesto a Fabrizio Sassi, la mente dietro a questo vero e proprio supergruppo, di rispondere ad alcune domande. Senza ulteriori indugi, lascio perciò spazio alle risposte del cantante ticinese.

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MATTIA LORONI:Per cominciare con l’intervista, puoi raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la storia dei Verde Lauro?
FABRIZIO SASSI:Verde Lauro è un progetto che nasce alcuni anni fa. Ho contatto alcuni miei miti della scena metal italiana per concretizzare un’ idea che avevo in testa da diversi anni. Insieme abbiamo musicato alcuni testi del Petrarca (1304-1374)…
MATTIA LORONI:Come è nata l’idea di mettere in musica i sonetti di Petrarca?
FABRIZIO SASSI:Più che un’ idea è stata una necessità! Li ho riscoperti e fra le righe ho trovato molto di quello che avrei voluto scrivere io… scritto molto meglio.
Sto preparando un racconto che spero di far uscire per fine anno, lì cercherò di rispondere un po’ più nel dettaglio… vi terrò aggiornati…
MATTIA LORONI:Son Animali al Mondo è uscito ormai da alcuni mesi. Quali sono stati i riscontri, dal punto di vista delle vendite ma anche da quello della critica?
FABRIZIO SASSI:Il cd fisico è in vendita esclusivamente sul nostro sito. Ricevo diverse mail con l’ordine ed è un piacere poter scambiare anche qualche parola con chi lo compra. Posso dire che sono soddisfatto di come stanno andando le cose. Per quanto riguarda la critica ho notato una cosa: Il disco o piace tanto o rimane nell’indifferenza. Non ho letto fino ad ora la via di mezzo.
MATTIA LORONI:La cosa che più ho apprezzato nell’album è il fatto che in ogni canzone la poesia originale del Canzoniere è ben supportato da musica che evoca le stesse sensazioni, a livello di atmosfera. E’ stato lungo il lavoro per conciliare così bene parole e musica?
FABRIZIO SASSI:Il lavoro è durato circa 10 anni. Il disco vero e proprio è stato arrangiato e registrato in due anni ma la ricerca delle melodie e delle atmosfere è qualcosa che porto avanti da tanto tempo. Non ho scelto 17 brani per realizzare il disco… Sono 17 brani che negli anni ho sentito miei e ho voluto cantare a modo mio. Alcuni sono stati scritti poi lasciati li a “riposare”, poi ripresi… Ad ogni modo il testo e il suo significato sono stati sempre al primo posto. Sono contento che questo emerga…
MATTIA LORONI:Le due canzoni che spiccano di più nel disco, come sottolineato anche da voi che ne avete inciso delle versioni sinfoniche, sono Zephiro Torna e Passa la Nave: hai qualche aneddoto da raccontarmi su questi due pezzi?
FABRIZIO SASSI:Si, qualcosa a proposito dei due brani te lo posso raccontare. Cosi mi faccio qualche nemico.
Le due versioni che senti appartengono ad un periodo particolare del mio “portare in giro il Petrarca” e cioè a quando me ne andavo solo soletto con le basi in stile karaoke. Questi due brani li ho portati anche in televisione ( e qui veniamo al punto) e mi hanno permesso di arrivare in finale ad un talent. So che questa parola per diversi appassionati di Metal è come la criptonite per Superman…. Quindi mi fermo. Ad ogni modo sono anche i brani che contengono le mie melodie preferite.
MATTIA LORONI:Domanda classica da intervista: quali sono le tue principali influenze musicali?
FABRIZIO SASSI:Io ascolto e ho sempre ascoltato power metal ma amo molto la musica leggera italiana ed in particolare (anzi solo) i Big del passato. Mango, Baglioni, Cocciante, ecc…
MATTIA LORONI:Altra domanda solita per me: vi sono musicisti lontani dal power/progressive metal sinfonico ma che ami, o addirittura che ti influenzano?
FABRIZIO SASSI:Si, come ti dicevo poco fa, amo diverse generi anche molto differenti fra loro. Potrei farti molti nomi della scena rock ma voglio allontanarmi ancora un po’ dal metal… ad esempio amo moltissimo il Rondò Veneziano o le musiche del Maestro Morricone.
MATTIA LORONI:Paradossalmente, nonostante la sua gloriosa storia l’Italia è un paese in cui la cultura di ogni tipo è bistrattata, e so per esperienza che il “metallaro medio” non fa eccezione. E’ difficile quindi per i Verde Lauro riuscire ad attrarre pubblico, oppure nonostante l’impegnativo background letterario la tua band riesce a coinvolgere i fan?
FABRIZIO SASSI:Diverse persone (i fan dobbiamo ancora guadagnarceli) si sono avvicinate ai nostri brani grazie alla musica. Alcuni brani “hanno senso” e sono “piacevoli” solo se conosci/capisci il testo, altri invece sono belli a prescindere (lo penso io). Ad esempio “Passa la nave” ha una bella melodia e può piacere al di là del significato… un po’ come succede con certe canzoni inglesi (anzi, in alcuni casi è meglio non capire cosa dicono). Certo, se riesci a seguire il significato del testo tutto acquista più fascino e capisci che niente è messo a caso (come dicevi tu prima). Io spero sempre che chi si avvicina ai nostri brani per la musica poi vada a scoprire cosa cantiamo…
MATTIA LORONI:Cosa dobbiamo aspettarci dal progetto Verde Lauro in futuro?
FABRIZIO SASSI:Stiamo preparando alcuni brani nuovi e cercando di portare il nostro spettacolo dal vivo. Vediamo cosa si riesce a fare.
MATTIA LORONI:L’ultima risposta è sempre a piacere: a te l’onere di concludere l’intervista come meglio credi…
FABRIZIO SASSI:Vorrei segnalare il nostro sito.
È il punto di partenza per trovare i nostri video e anche alcuni brani che abbiamo condiviso in rete.
Grazie mille per lo spazio!
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