Domande e Risposte – Fog

Tra i gruppi il cui stile si rifà fortemente ai classici del passato, ce ne sono di due tipi: quelli che non hanno nulla da dire, sono derivativi e basta, e quelli che invece riescono lo stesso a convincere, pur senza innovazioni. I Fog da La Spezia appartengono per fortuna alla seconda categoria: il sound che intraprendono nel loro esordio sulla lunga distanza Mors Atra (recensito qualche mese fa) è infatti un death metal piuttosto classico, ma che non sembra certo copiato da qualche nome storico. Vista la bontà di quell’album, è stato naturale per me richiedere ai liguri di partecipare alla rubrica Domande e Risposte: si è prestato il cantante William Perfigli, a cui lascio quindi la parola.

Come prima cosa, raccontaci la storia della tua band…
William Perfigli: Ciao a tutti, nel raccontarvi la storia dei Fog bisogna scavare ben nel passato, bisogna andare nel 1997 quando un gruppo di amici decisero di mettere insieme una band, ovviamente tutti alle prime armi, e piano piano ne è venuto fuori il progetto Fog.  Ci sono state due ere per i Fog: la prima, quella “leggera” e la seconda più “pesante” dove l’unione dei membri di varie band amiche si sono uniti per formare una cosa più concreta che è quello che potete vedere e ascoltare adesso, frutto di anni di concerti nei posti peggiori della città, in condizioni assurde che hanno portato alla maturità di adesso.

Il vostro primo full-lenght Mors Atra è uscito ormai da diversi mesi: puoi trarre un bilancio su come è stato accolto, dalla critica ma anche dai fan del genere?
William: Mors Atra nasce dal lungo lavoro fatto negli ultimi anni e coronato in quello che potete ascoltare nell’album.
Alla gente, ascoltando i commenti, penso proprio che il disco sia piaciuto, ovvio che comunque la cosa sia molto soggettiva e che tra le varie recensioni ne abbiamo ricevute tante molto positive ma anche qualcuna diciamo “nella norma” dalla quale però dobbiamo trarre le cose positive per crescere ancora.
La cosa che a noi fa piacere è che durante i live, sia nella nostra zona, dove comunque giochiamo in casa e ci conoscono di più, che fuori, la gente risponda presente sia come affluenza che come partecipazione, che poi è la cosa che per qualsiasi musicista conta, ovvero trasmettere qualcosa e ricevere consensi.

La cosa che mi è piaciuta di più dell’album, come ho scritto anche nella recensione, è che riuscite a essere influenzati sia dal death svedese che da quello americano, e pur inserendo nel vostro stile elementi melodeath e moderni riuscite a essere comunque death classico al cento percento. E’ uno stile che avete esplicitamente ricercato oppure vi è venuto fuori naturalmente?
William: Il nostro album “Mors Atra” è il perfetto equilibrio delle nostre menti e dei diversi generi musicali che solitamente ascoltiamo, attraverso i nove brani è possibile rilevare la brutalità del death metal, melodie sinistre black metal, un po’ di thrash riffing e idee progressive metal. Il nostro sound è quello che caratterizza un death metal vecchia scuola, influenzato da Obituary, Morbid Angel, Krisiun con un approccio moderno e diverse contaminazioni di Behemoth, Vader e più… la title track “Mors Atra” contiene, a nostro avviso, tutte queste caratteristiche.

Un altro dettaglio che colpisce è la professionalità che ammanta tutto Mors Atra, dalla produzione all’artwork, passando per le foto promozionali e così via. Avete lavorato molto per realizzare un prodotto così curato?
William: Mors Atra è il nostro orgoglio, qualcosa come una corona sulla nostra vita di musicisti e anche per questo motivo abbiamo deciso di affidare le registrazioni a Freddy Delirio (Death SS, H.A.R.E.M.) e al suo “FP recording studio”.  La nostra scelta è stata perfetta e il suono è una bomba! Le sessioni di registrazione sono durate un paio di settimane nell’estate del 2014 e l’album ha visto la luce a Marzo 2015, dopo pochi mesi di ricerca di un contratto con l’etichetta giusta. Speriamo davvero che possa suonare in migliaia di casse e sfondarle!
Come ogni cosa anche il nostro artwork nasce da una singola idea, sviluppata poi nel corso delle settimane , attingendo dalle immagini create nei testi. In Mors Atra è piuttosto palese, l’altare di San Pietro, cuore pulsante del cancro cattolico, visto come enorme tana di un aracnide invisibile.

Il pezzo che spicca di più nel vostro album è la title-track Mors Atra: un brano così lungo è infatti, se non un inedito, almeno una rarità per quanto riguarda il death metal classico. Hai qualche aneddoto da raccontarci su di esso?
William: Mors Atra è stata una scommessa forse per tutti noi ma narra la storia della peste nera in Europa che ha sterminato moltissime persone, ovviamente tutto visto in chiave Fog, infatti ci sono diverse parti della canzone fino ad arrivare all’ultimo riff, che per noi significa “la morte” dopo tutte le sofferenze della gente cantate e suonate in precedenza.

Una domanda classica: quali sono le vostre principali influenze?
William: Ognuno di noi è storia a se musicalmente parlando, uniamo diversi stili musicali  che possono andare dal heavy metal , al thrash metal passando per il prog /power e per concludere al brutal… tutte influenze di noi singoli che comunque uniamo nella composizione dei brani.

Siete nati nel 1997 ma avete esordito sulla lunga distanza solo nel 2015, proprio con Mors Atra: è una cosa che vi accomuna a tantissimi altri gruppi death metal italiani, che sono nati negli anni novanta o persino prima, ma non sono riusciti a incidere il primo full-lenght che in tempi recenti. Qual è la causa di questo fatto secondo te?
William: Come ho scritto nella prima risposta la nostra storia si divide in due ere in cui nella prima sono usciti due DEMO nel vero senso della parola ma che comunque ci han fatto crescere, nella seconda dove oramai “eravamo grandi” l’esperienza e il diverso modo di pensare han fatto si di partire con il PROMO  “Chaos Regnat”  per arrivare a “Mors Atra”, appunto, nostra consacrazione e motivo di orgoglio. Nel mentre mettici cambi di line-up, nuovi arrivi nelle rispettive famiglie (sia io che Cristiano, batterista; siamo orgogliosi papà di due piccoli metallari)… tutto accumulato per trovare dove siamo stati nei periodi cupi della nostra piccola storia.

Cosa si devono aspettare dai Fog i fan per il futuro?
William: Noi, come moltissimi altri, non avendo fini economici ma del tutto artistici, cercheremo di portare la nostra musica e le nostre sonorità il più possibile in giro in Italia e si spera anche fuori visto e considerati che il disco suona forte… ma dal vivo suoniamo ancora di più!!! 

L’ultima risposta è sempre a piacere: a voi l’onere di concludere quest’intervista come meglio preferite…
William: Vorrei ringraziarvi ancora per l’intervista e cogliere l’occasione per segnalare i nostri canali di contatto:  
www.facebook.com/FOG.deathmetal 
www.enterthefog.com 
Il nostro merchandise comprende magliette di Mors Atra di  tutte le taglie (girlies comprese), adesivi, polsini elastici e le ultime t-shirt con il vecchio logo e, naturalmente, il nostro cd in formato jewel-box. Basta inviare un’email all’indirizzo info@enterthefog.com!
Seguiteci dal vivo, il vero valore di una band si vede sul palco!

Intervista a cura di Mattia

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