Domande e Risposte – Narrenschiff

Come ho sottolineato più volte nelle mie recensioni, la scena marchigiana di musica psych/stoner/doom è una delle più vive d’Italia. Non solo le sue uscite sono mediamente di alta qualità, ma anche il numero di band è relativamente elevato, e continua a crescere. Tra gli ultimi a vedere la luce ci sono i Narrenschiff, senigallesi usciti quest’anno con il loro esordio sulla lunga distanza, Of Trees and Demons, un album ancora un po’ acerbo ma comunque divertente, come ho scritto nella recensione di qualche tempo fa. Per questo, ci ho tenuto a coinvolgere la band anche nella rubrica “Domande e Risposte”: ai Narrenschiff, che rispondono compatti, va quindi ora la parola.

Come prima cosa, raccontateci la storia del vostro gruppo.
Narrenschiff: Nasciamo come trio ad inizio 2010, con una prima formazione di due chitarre (Riccardo e Mattia) ed una batteria (Gerson). Dopo la produzione dei primi brani prettamente strumentali abbiamo sentito l’esigenza di orientarci verso una formazione più classica, lasciando quindi a Riccardo il ruolo di bassista e cantante.
Questi primi lavori erano sempre contraddistinti dall’unione della “pesantezza” dello stoner allo psych più derivativo, arrivando anche a collaborare con il didgeridooista Francesco Lilli.
Ci sentiamo sempre in un percorso di evoluzione, non disdegnando però i vecchi stilemi del genere e cercando di arricchirli con altre influenze per quanto possibile.

Cosa significa il monicker “Narrenschiff”?
Narrenschiff: Il Narrenschiff, letteralmente “Nave dei folli”, è al tempo stesso una creazione letteraria tedesca ed un oggetto reale; nel Medioevo, soprattutto in Germania, prima dell’istituzione dei manicomi gli individui socialmente scomodi venivano imbarcati in questi vascelli e lasciati alla deriva.
E’ da questo concetto che siamo partiti per la stesura dei testi. Abbiamo tracciato quello che secondo noi è il viaggio di questi “folli” sia in senso fisico che metaforico.

Il vostro esordio sulla lunga distanza Of Trees and Demons è uscito ormai da diversi mesi: potete perciò trarne un bilancio, sia per quanto riguarda il pubblico che per i giudizi dei critici?
Narrenschiff: Quello che ci ha fatto più piacere è stato ricevere una risposta molto positiva dal pubblico,  sia italiano che estero, riscontrando un ottimo apprezzamento soprattutto in quest’ultimo caso (la maggior parte delle vendite è avvenuta infatti fuori dai confini nazionali). Noi suoniamo per passione e perche ci diverte farlo, sapere che ci sono persone che hanno apprezzato, e anche molto a loro dire, la nostra musica per noi significa moltissimo.
Inoltre anche la risposta della stampa è stata complessivamente molto positiva, anche se non sono mancate recensioni dall’impronta più critica. In ogni caso teniamo conto di ogni critica e cerchiamo di farne tesoro per i nostri prossimi lavori. Secondo noi in “Of Trees and Demons” si può sentire la differenza a livello compositivo tra pezzi che abbiamo composto agli esordi e pezzi più recenti.

La cosa che più si nota all’interno del disco è un buon equilibrio tra la componente psichedelica e la potenza della vostra musica. Avete lavorato molto per raggiungere questo bilanciamento oppure vi è venuto in maniera naturale?
Narrenschiff: Lo sviluppo della nostra musica è avvenuto per la maggior parte in modo naturale.
Ci ritrovavamo a suonare per lunghi periodi, il più delle volte improvvisando e miscelando con naturalezza la durezza dello stoner/doom con parti più lisergiche.
Spesso è da queste lunghe sessioni di improvvisazione che nascono i nostri pezzi.
Non vogliamo rimanere ancorati a qualcosa di statico, ci piace sperimentare e come già accennato prima ci sentiamo in crescita a livello compositivo. 

Un’altra cosa palese in Of Trees and Demons è il vostro attaccamento alla fantascienza, che riecheggia sia nei titoli e nei vostri testi che negli spezzoni da vecchi film che aprono molte delle canzoni. Da scrittore e appassionato del genere, non posso che chiedervi: dove nasce questa passione?

Narrenschiff: La nostra passione per la fantascienza risale all’adolescenza e non ci ha mai abbandonato.
Ognuno dei film da noi citati all’interno dell’album (Blade Runner, Dune, L’invasione degli Ultracorpi, Godzilla), oltre che essere delle colonne portanti della fantascienza e non, rispecchiano perfettamente il concept dell’album.
Ci siamo ritrovati spesso a passare delle serate insieme in compagnia di birra e film, magari dopo le prove…
Si potrebbe quasi dire che sono entrati nel processo compositivo, a loro modo.

Domanda classica da intervista: quali sono le vostre principali influenze?
Narrenschiff: Come crediamo la maggior parte delle band stoner, il nostro iniziale punto di riferimento sono stati i Kyuss.
Da lì abbiamo poi ampliato le nostre conoscenze, passando anche a gruppi più doom (Electric Wizard, Sleep) e psichedelici.
Durante il processo di creazione abbiamo però sempre cercato di portare qualcosa di nostro ai generi sopra citati, personalizzandoli il più possibile.
Non vogliamo rimanere ancorati a nulla ma ci piace pensare di poter maturare ed evolvere proprio come i passeggeri del Narrenschiff.

Altra domanda che chiedo sempre: ci sono gruppi che amate, o addirittura che riescono a influenzarvi, che però suonano un genere molto distante dal vostro?
Narrenschiff: Nonostante il tanto tempo passato insieme a suonare e la passione comune per lo stoner/doom/psych, i nostri gusti musicali spesso risultano molto diversi.
Per fare un esempio, Mattia è un amante della scena grindcore e al tempo stesso del prog rock anni 60/70, mentre Gerson è un appassionato di elettronica e rock di stampo italiano (vedasi Verdena). Riccardo invece è orientato molto sulla scena hardcore e post-core, con gruppi come Neurosis e Converge, oltre a gruppi più “soft” del calibro di Low, Shearwater ecc…

Da vostro corregionale, seguo da un po’ di tempo la scena psichedelica e doom metal marchigiana, e trovo che sia molto sviluppata sia per quantità che per qualità di gruppi presenti. Come la vedete voi, che potete osservare la scena dal suo interno?
Narrenschiff: Il movimento psych marchigiano è molto prolifico e di ottima qualità. Ne sono la prova band come Palmer Generator, Vortice Cremisi, Orange Blossom Jam e numerosi altri.
Da qualche anno per motivi di studio/lavoro ci siamo tutti e tre spostati dalle Marche, quindi purtroppo la stiamo vivendo poco. Ma anche suonando insieme con queste band ci rendiamo conto della quantità di buona musica che si può trovare nell’underground marchigiano, più in generale italiano, e ne siamo estremamente felici. In aggiunta a ciò, siamo estremamente soddisfati ed orgogliosi di farne parte.

Cosa prevedete per il futuro dei Narrenschiff?
Narrenschiff: Per il futuro non abbiamo progetti in particolare. Come già detto in precedenza in questa intervista, suoniamo perche ci piace quello che facciamo, ci piace suonare e vogliamo sicuramente continuare e magari produrre anche qualcos’altro nei prossimi anni. Ora purtroppo la nostra posizione geografica non favorisce il processo dato che facciamo le prove nelle Marche ma siamo sparsi tra il Nord Italia e la Svizzera. Comunque appena possiamo ci troviamo e suoniamo. Abbiamo già tanto materiale nuovo su cui lavorare, ci manca solo il tempo. In ogni caso una cosa è certa…avrete ancora nostre notizie!

Il finale è sempre a piacere: a voi il privilegio di concludere questa intervista come meglio credete.
Narrenschiff: Vi ringraziamo per lo spazio che ci avete dato! E’ una cosa molto importante e di cui hanno veramente bisogno le band emergenti, inoltre è uno spazio dove raccontarsi un po’ di più, e riuscire a far passare qualche idea in più alla base della nostra musica e ispirazione.
Venite a vederci dal vivo se volete fare un viaggio a bordo della Nave dei Folli!

Intervista a cura di Mattia

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