Domande e Risposte – Night Gaunt

Se in Italia vengono pubblicati quasi ogni giorno dischi di valore, molti meno sono quelli che riescono a spingersi oltre, fino al livello di capolavoro assoluto. Seppur sia molto difficile riuscire a produrre un masterpiece, i doomster romani Night Gaunt ce l’hanno fatta al primo colpo: il loro esordio omonimo, uscito autoprodotto nel 2014 e poi su CD nel 2015 grazie a Bloodrock Records, è infatti uno splendido esempio di doom metal, tra i migliori che abbia sentito all’interno del genere negli ultimi anni. E’ per questo che mi è venuto spontaneo chiedere al gruppo capitolino di partecipare ai dieci classici punti della rubrica “Domande e Risposte”: hanno risposto in ordine sparso tre dei quattro membri, Gc (voce e chitarra), Araas (basso) e Zenn (chitarra). Lascio quindi a loro la parola.

Come prima cosa, potete raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la vostra storia?
Gc: Ciao! I Night Gaunt nascono nell’autunno del 2013 dalle ceneri degli Hypnos, band di breve durata da cui venivamo io ed Araas. Dopo alcuni concerti nella capitale, nell’aprile 2014 registriamo il primo full lenght. Da allora abbiamo espanso l’attività live e sopravviviamo nell’underground!
Araas: Il nome Night Gaunt peraltro è stato preso da una canzone scritta appunto con gli Hypnos (poi riarrangiata e inserita nell’ album), è ispirato a una creatura alata muta, nera e senza volto ideata da Lovecraft che disturbava il sonno dell’autore torturandolo e trasportandolo nel mondo dell’incubo, che è un po’ quello che vogliamo fare noi.

Il vostro album omonimo è uscito in versione digitale nel 2014, e poi è stato ri-pubblicato da Bloodrock Records quest’anno, su disco. E’ passato quindi parecchio tempo dalla sua prima apparizione: potete perciò tracciare un bilancio su come è stato recepito nel frattempo, sia dai fan che dalla critica?
Gc: In generale devo dire che l’album è stato accolto bene sia da fan che dalla critica! E’ stato bello vedere come, in alcuni casi, sia recensori che semplici ascoltatori abbiano recepito le intenzioni del disco e l’aura negativa/oppressiva che lo permea descrivendolo esattamente per quello che è. Una volta ci è stato detto che “mette ansia”, che ritengo essere il complimento più bello che sia stato fatto fino ad ora!

Come ho scritto nella recensione, la cosa che mi ha colpito di più nel vostro sound sono le tante piccole sfumature stilistiche, con elementi presi da svariati sottogeneri doom diversi, mescolate però in uno stile compatto e personale. Come è nato questo particolare connubio?
Gc: Non saprei dirti con precisione, penso sia frutto di tanti anni di ascolti che, ognuno a modo suo, abbia influenzato il nostro modo di scrivere. Quando componiamo puntiamo tutto sull’atmosfera e sull’ impatto emotivo, però penso che ci sia sempre quel momento in cui i dischi che ti hanno segnato emergano in un riff, un assolo, nella struttura o nell’atmosfera generale del pezzo.

Un’altra cosa che ho apprezzato di Night Gaunt è il suono, grezzo ma molto avvolgente e incisivo, un altro punto di forza del prodotto. Quanto avete lavorato per renderlo così efficace?
Zenn: se il disco è venuto così è  perché un anno e mezzo fa la situazione nel gruppo era molto diversa: ci serviva assolutamente qualcosa da far sentire e quei pezzi erano pronti da tempo. Però noi come line up a 4 suonavamo da 6 mesi: quei pezzi sono stati scritti durante il periodo Hypnos, che erano un trio. L’entrata di una seconda chitarra poi è avvenuta in maniera molto spontanea, senza pensare a come sfruttare al meglio il sound. Per questo motivo il disco è uscito in maniera ancora più spontanea e immediata. Noi siamo molto critici su quell’album, ma alla fine il risultato è più che soddisfacente

Personalmente, mi è piaciuta molto anche la copertina: non solo è molto bella, ma rappresenta in pieno l’oscurità che poi si può sentire nella musica contenuta nell’album. Avete qualche aneddoto da raccontare su di essa?
Gc: Ti ringrazio per le belle parole! La foto l’ho scattata due anni fa a San Severo, una città in provincia di Foggia da cui veniamo io e Kelevra (il batterista dei Night Gaunt, ndr). Non c’è un aneddoto particolare in merito, una sera ero in giro a scattare delle foto per il centro storico e c’era questa lunga stradina buia con questi lampioni che, rispetto alle case, sembravano essere veramente enormi. Vedendo poi com’era venuta la foto mi è venuto naturale immaginarla come la copertina del disco.

Domanda tradizionale: quali sono le vostre principali influenze musicali?
Gc: Candlemass, Trouble e Celtic Frost prima di tutti. Poi ci sarebbero Solstice (UK), Saint Vitus, Paul Chain, Slayer, Possessed, Warning, Cathedral ecc.

Altra domanda che faccio sempre: ci sono gruppi lontanissimi dal doom metal che apprezzate, o che riescono addirittura a influenzarvi?
Gc: In realtà ci sono un sacco di influenze esterne proprio al metal di cui sicuramente scorderò qualche nome che hanno avuto un peso fondamentale: Nerorgasmo, Joy Division, Discharge, Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, Bach ecc.
Il punto è che tutto ciò che ha un impatto emotivo di una certa intensità, un’aura negativa e, più in generale, una buona atmosfera, può avere una forte influenza, ed è qualcosa che puoi trovare in qualsiasi genere, che sia metal, punk, jazz, blues, soul, pop ecc.. tutto può essere influente!
Araas: Io personalmente tendo ad utilizzare il tipico modo di suonare del punk durante le parti veloci dei nostri pezzi, essendo questo genere parte importante del mio background. Oltre a ciò ho studiato canto lirico (con tutta la teoria che ne consegue) e ciò mi ha reso piuttosto perfezionista… se vogliamo essere specifici, sono la persona che rompe sempre le scatole sui volumi, i suoni, e soprattutto sulla voce! Trovo peraltro che l’opera abbia spesso dei contenuti che definire doom è un eufemismo.
Zenn: per un gruppo come il nostro, avere influenze esterne al genere che suoniamo è importante. In parte, l’avere sempre avuto i Celtic Frost tra i primissimi gruppi di riferimento ci porta a scrivere dei brani che lasciano ampio spazio a riff, parti vocali o riferimenti nei testi a cose che provengono da mondi apparentemente molto lontani dal nostro. Molte band si scelgono un genere e prendono ispirazione solo da quello, cosa che a noi non viene naturale, ascoltando tutti un sacco di cose. Ci sono un sacco di nomi lontani anni luce dal metal che hanno prodotto roba con un feeling molto simile al nostro e la lista sarebbe infinita: Gc ha fatto più o meno tutti i nomi e non mi sento di aggiungere altro. Personalmente, credo che avere tante influenze si concretizzi sempre in una composizione più personale e scorrevole.

A un osservatore esterno come me, Roma sembra aver prodotto delle vere e proprie eccellenze in ambito doom metal negli ultimi anni, a partire dai veterani Doomraiser fino ad arrivare a gruppi recenti come voi. In molte band della capitale sembra inoltre esserci un filo comune, fatto di sonorità piuttosto molto cupe e meno progressive del classico doom “all’italiana”: esiste quindi una scena doom unitaria a Roma? E, più in generale, voi come vedete la situazione del vostro genere in città?
Zenn: In realtà qui noi e i Doomraiser siamo gli unici a suonare doom metal. Sia noi che loro puntiamo molto su un suono cupo, anche se credo che il nostro sia un suono molto più nero e oppressivo. A dire il vero, io ho sempre sostenuto che il nostro album abbia un alone dark sound non indifferente, sebbene quelle sonorità ci abbiano influenzato solo in maniera marginale.
Non credo esista una scena doom romana. Però abbiamo una scena metal che secondo me non è affatto male, che, pur andando avanti tra alti e bassi, per il momento tiene botta. Molti sono critici a riguardo ma io non mi lamento: abbiamo sempre avuto dei buoni riscontri e ai nostri concerti la gente è sempre venuta. Questo non sarebbe stato possibile senza un interesse anche vago verso il doom.
Io poi da questo contesto escludo i Misantropus, che sono di Latina, e i Wisdoom, che hanno delle influenze e delle sonorità molto diverse dalle nostre, oltre ad un pubblico di riferimento lontano dal metal.

Quali sono i piani futuri dei Night Gaunt?
Gc: abbiamo alcuni piani che però al momento preferiamo non svelare, però posso dire che al momento stiamo lavorando duro!

L’ultima risposta è sempre a piacere: a voi il privilegio di concludere questa puntata della rubrica “Domande e Risposte” come preferite.
Gc: grazie mille per il supporto, lo spazio che ci concedete e per l’attenzione che ci dedicate!

Intervista a cura di Mattia

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento