Idolatry, Unrest – Infection Born of Ending (2015)

Se i gruppi coinvolti in uno split album tradizionale devono pensare soltanto alla bontà dei loro brani, gli split single sono un caso un po’ diverso: a meno che non si tratti di canzoni di lunghissima durata, è difficile per un gruppo farsi notare con una sola canzone anche se buona, ci vuole qualcosa di veramente calamitante per riuscirci. È probabilmente questo il problema di Infection Born of Ending, il disco che recensisco oggi: è la raccolta di due pezzi di due gruppi black metal piuttosto diversi tra loro, che dura poco più di dieci minuti e risulta poco significativo. Merito forse del fatto che uno dei due brani al suo interno non mi è davvero piaciuto (l’altro invece è anche degno di nota); tuttavia, più probabilmente la causa di ciò è proprio la durata e il fatto che non c’è assolutamente niente che faccia fare il proverbiale salto sulla sedia.

Il primo posto nella tracklist è occupato dalla one-man band Unrest, progetto dell’americano Destroyer che suona un raw black metal molto caotico, in cui si fa quasi fatica a capire cosa succede, ma che non riesce nemmeno a puntare sull’atmosfera, come i migliori del suo genere. La sua traccia Of Filth si avvia in maniera piuttosto espansa per poi accelerare leggermente. A questo punto però lo scream di Destroyer, la chitarra, il basso e la batteria si impastano totalmente, e non si capisce granché, il caos è imperante, specie quando in scena giunge il blast beat; in particolare, è il suono generale a essere terribile. Non aiuta qualche stacco rallentato che riesce a comunicare qualcosa a livello di mood: in generale il pezzo è giusto quattro minuti scarsi di rumori inquietanti, e non di quelli buoni. Per fortuna, i canadesi Idolatry, il cui turno giunge ora, presentano un suono meno impenetrabile: il loro è un black metal dalle sonorità più classiche con giusto qualche influsso più d’atmosfera, che tributa Mayhem, Immortal e Darkthrone. Anche loro beneficiano di un suono molto grezzo, ma meno che per Unrest: il risultato in questo caso non dà molto fastidio. Già dalle prime oscure note della loro traccia, dal chilometrico titolo di Clefs au Chambre de Tristêsse/…Once Thought of Webs, l‘impatto sprigionato è più piacevole: abbiamo inizialmente un brano lento e che punta tutto sull’oscurità, grazie a un riffage tipico e dissonante e allo scream sordo e strisciante di Lord Matzigkeitus. Sin da subito la musica tende a evolversi abbastanza: il ritmo sale pian piano, così come la potenza e l’oscurità della musica, grazie anche ai vocalizzi del frontman, puliti e inquietanti, e al lavoro vorticoso e molto coinvolgente della coppia d’asce Lycaon Vollmond/Nox Invictus, pur nella loro estrema canonicità. In questo aiuta soprattutto il songwriting, che è piuttosto buono: nonostante una struttura variegata, gli incastri e gli stacchi funzionano. In ogni caso, la progressione va avanti fino a circa metà canzone, prima che i toni iniziali tornino in campo: è un breve passaggio prima che, dopo una pausa d’oscura attesa, la seconda parte entri in scena. E’ un momento occulto, in cui il ritmo di Daemonikus Abominor e le dissonanze delle chitarre reggono la voce di Matzigkeitus, qui cupa e salmodiante, quasi come in un ossessivo e malvagio rituale mistico che va avanti per lunghi minuti, fino a spegnersi in una breve coda rumoristica. Nel complesso, questo degli Idolatry non sarà un pezzo eccezionale, ma almeno sa bene il fatto suo.

Facendo la media tra un breve pezzo scadente e uno lungo non esaltante ma piuttosto buono, Infection Born of Ending raggiunge comunque la sufficienza. Sarebbe forse riuscito anche ad avere qualche voto in più, se non fosse che è un’operazione fine a se stessa: la chiara impressione è che nessuna delle due band sia rappresentata al meglio nelle proprie potenzialità da questi due pezzi. Seppur quindi io sia curioso di ascoltare meglio gli Idolatry (non molto il progetto Unrest, come è ovvio), non posso che confermare quanto già detto: questo è uno split non negativo, ma forse è un po’ inutile.

Voto: 60/100 (voto massimo per album sotto al quarto d’ora: 75)

Mattia

Tracklist:

  1. Unrest – Of Filth – 03:40
  2. Idolatry –  Clefs au Chambre de Tristêsse/…Once Thought of Web – 07:10
Durata totale: 10:50
Lineup:
Unrest:
  • Destroyer – voce, tutti gli strumenti
Idolatry:
  • Lord Matzigkeitus – voce
  • Lycaon Vollmond – chitarra
  • Nox Invictus – chitarra
  • Daemonikus Abominor – batteria
  • Angrif Frostkeit – basso (guest)
Genere: black metal
Sottogeneri: raw black metal (Unrest)

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