Malet Grace – Malet Demo 2015 (2015)

Per chi ha fretta:
I Malet Grace sono un giovane gruppo di Latina che quest’anno ha pubblicato il suo esordio, Malet Demo 2015. Il suono dei laziali, che beneficia di una buona registrazione, è un originale progressive/heavy metal classico sulla scia dei primi Queensrÿche e Fates Warning, con in più una nota moderna e vaghi influssi da altri generi.  Dei tre pezzi brillano soprattutto Angel of Chaos e Malet Grace, ma anche Egopathy non è male; è anche per questo che Malet Demo 2015 è uno dei demo più promettenti di quest’anno, per personalità ma anche per maturità e qualità della proposta. 

La recensione completa:
La stragrande maggioranza dell’attuale nuova ondata dell’heavy metal anni ottanta si ispira fortemente, per la propria musica, a gruppi come Judas Priest, Iron Maiden, Riot, Saxon e simili; c’è però anche chi segue sentieri meno battuti, il che è molto positivo anche dal punto di vista dell’originalità. È proprio questo il caso dei Malet Grace, giovane band formatasi a Latina lo scorso anno: nel suo primo prodotto ufficiale, il promo Malet Demo 2015, propongono infatti un heavy metal progressivo che sembra quasi l’unione tra le incarnazioni anni ottanta dei Queensrÿche, specie per quanto riguarda le atmosfere (ma anche il timbro del cantante Giampaolo Polidoro ricorda parecchio quello di Geoff Tate), e dei Fates Warning, ripresi invece per le strutture delle canzoni. I laziali tuttavia non si limitano a ripercorrere i passi di queste due band, ma presentano un sound aggiornato al giorno d’oggi: hanno per esempio un elemento prog più sviluppato, e mostrano anche vaghe influenze dal thrash e dal power metal moderno, che rendono il loro sound più vario. È anche per questo che la musica dei Malet Grace non risulta solo molto più originale rispetto alla media della nuova ondata, ma anche di alta qualità, come vedremo nel corso della recensione. Prima di cominciare, qualche parola anche per la produzione: seppur non pulitissimo, il sound di Malet Demo 2015 è del tutto all’altezza della situazione, potente e incisivo al punto giusto, un altro particolare che lo rende un prodotto ben confezionato e tutt’altro che acerbo o amatoriale.

Dopo alcuni rumori iniziali (il ticchettio di un orologio e il grattare di un vecchio vinile) si avvia una melodia di chitarra mogia e lenta, dolce. Siamo però ancora nel preludio, perché la Angel of Chaos vera e propria entra nel vivo abbastanza rapida. Quindi, dopo un breve stacco in cui la voce fa la sua entrata in scena comincia a procedere, più lenta ma molto rocciosa, evocando un mood ricercato ma al tempo stesso nostalgico, grazie alle ritmiche circolari della coppia d’asce Polidoro/Alessandro Toselli e alla prestazione teatrale dello stesso cantante. Il meglio di questa progressione sono i bei ritornelli, in cui l’atmosfera generale si fa anche più intensa e le melodie sono tutte molto anthemiche, e la sfaccettata e progressiva parte centrale, entrambi ulteriori punti di forza di un pezzo peraltro ottimo in toto. Segue Egopathy: l’arpeggio iniziale di Andrea Paglierini (anche al basso nel gruppo), delicato e dolce, unito ai sussurri di Polidoro, la fa quasi sembrare una ballad, ma presto la musica svolta su una norma metallica rapida e potente, che riesce però a evocare un mood nostalgico piuttosto intenso. La struttura, lineare, scambia momenti più diretti e cupi, passaggi di raccordo più variegati e tratti più complessi, in cui il frontman si mette in mostra sopra a uno scenario ritmico variabile ma impostato molto bene. Tutto ciò va avanti per oltre metà canzone, prima di svoltare su una norma più variegata, in cui i frequenti cambi di ritmo dell’ospite Dario Montalto (batterista noto anche con il nome di Solstafir nelle file dei folkster Korrigans) guidano la musica da momenti lenti e quasi epici per tratti molto melodici ma addirittura retti da blast-beat. Questa parte, che poi conclude il pezzo, è forse meno bella del resto, ma niente paura: abbiamo comunque un episodio di valore, che non stona in Malet Demo 2015. A chiudere il terzetto arriva quindi Malet Grace, che si avvia subito con il suo splendido riff portante, minaccioso e pesante, dal vago ascendente thrash, su cui Polidoro si diverte a imitare il Tate più oscuro, per una falsariga che regge gran parte della canzone. Tra le strofe, i bridge e i ritornelli si modificano infatti solo il ritmo e le sfumature d’atmosfera: i primi sono infatti più lugubri e dritti, d’impatto, mentre i secondi risultano più frenetici e i terzi sono più lenti e vedono il frontman duellare con cupi growl, per un effetto oscuro ma in qualche modo anche ricercato. In questa struttura lineare, la componente progressive torna soltanto al centro, più sfaccettata e dotata anche di una bella sezione solistica: il risultato è un altro dei punti forti di un gran pezzo, il migliore del disco insieme alla opener.

Non userò giri di parole: Malet Demo 2015 è uno degli esordi più promettenti che abbia ascoltato nel corso di questo 2015. È un disco che evidenzia poche ingenuità e tanta sostanza, oltre che uno stile che magari non innova ma molto personale: non è poco, anche considerando la giovane età media dei Malet Grace. Il mondo della musica, lo sappiamo tutti, non è mai giusto, né meritocratico, ma spero però che il gruppo laziale riesca veramente a emergere: non solo lo merita, ma è proprio l’heavy metal classico ad aver bisogno di più gruppi come loro e di meno cloni dei Judas Priest.

Voto: 78/100 (voto massimo per i demo: 80)


Mattia
Tracklist:

  1. Angel of Chaos – 04:51
  2. Egopathy – 05:55
  3. Malet Grace – 05:07
Durata totale: 15:52
Lineup:

  • Giampaolo Polidoro – voce e chitarra
  • Alessandro Toselli – chitarra
  • Andrea Paglierini – chitarra acustica e basso
  • Marco Fanella – chitarra (guest)
  • Dario Montalto – batteria (guest)
Genere: heavy/progressive metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei Malet Grace

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