Domande e Risposte – Eversin

Uno strano caso, quello dei siciliani Eversin: partiti da un classico power/progressive metal all’italiana, nel proseguimento della loro carriera hanno sempre aumentato il coefficiente di violenza della loro musica. Risultato è stato che il loro nuovo album, Trinity: The Annihilation, recensito alcune settimane fa, di power o di prog non ha più nulla: abbiamo infatti un lavoro rabbiosissimo e a tinte thrash/groove, corredato anche di un’atmosfera pesante e apocalittica. Per la curiosità verso questa evoluzione, ma anche per la bontà del disco, ho quindi spinto perché la band partecipasse alla nostra rubrica Domande e Risposte. Per i siciliani mi hanno risposto il chitarrista Giangabriele Lo Pilato e il cantante Angelo Ferrante, a cui quindi lascio la parola.

Per prima cosa, potete raccontarci la vostra storia?
Giangabriele Lo Pilato: Gli Eversin nascono nel 2008 dalle ceneri dei Fvoco Fatvo, band estremamente diversa sia come genere proposto che per attitudine. Oggi, dopo tre album pubblicati ed una discreta esperienza live posso dire che gli Eversin sono una band thrash metal al 100% ma che, a differenza della merda travestita da musica che oggi impazza praticamente ovunque, è capace di aprire il culo ai passeri mantenendo la propria identità musicale, senza scopiazzare a destra e a manca e senza tributare onori ad un passato che è appunto passato. Siamo una band thrash metal, ma non siamo una band che può essere facilmente accostata ad altre formazioni. Le nostre influenze sono varie e profondamente radicate nel thrash metal degli anni’90, ma questo non vuol dire che ci limiteremo mai nella riproposizione di quanto fatto da altri.

Trinity: the Annihilation è uscito ormai da qualche mese, e potrete trarne un bilancio: vi va di raccontarci quindi come è stato accolto, dalla critica ma soprattutto dal pubblico metal?
Giangabriele: Onestamente “Trinity: The Annihilation” ha superato anche le aspettative più rosee. Il disco precedente “Tears on the Face of God”  ha fatto un po’ da spartiacque tra ciò che eravamo agli esordi e ciò che siamo oggi, e pur essendo un ottimo disco, che ha ricevuto consensi ovunque, non è nemmeno accostabile a “Trinity: the Annihilation”. Continuiamo a ricevere ottime recensioni e continue mail di gente che si complimenta con noi per la potenza e la qualità del disco. Un ottimo risultato direi.
Angelo Ferrante: Che dirti… “Trinity: The Annihilation”  è una botta incredibile, e non lo dico io per autocelebrare il disco, ma le tantissime recensioni che da ogni parte del mondo valutano positivamente l’album; ti dirò di più, abbiamo ricevuto recensioni che lo indicano come disco thrash del 2015, e se si pensa che quest’anno è uscito il nuovo Slayer, queste recensioni ci fanno capire senza ombra di dubbio che stavolta abbiamo colpito nel segno. “Trinity: The Annihilation” è ciò che deve essere un disco thrash perché sia un ottimo lavoro: tecnica, potenza, gusto e molta, molta violenza.

L’aspetto che si nota di più nel vostro nuovo album è la vostra grande progressione: se all’inizio della vostra avventura col nome di “Eversin” le influenze thrash erano solo abbozzate, adesso questo stile è divenuto il vostro genere principale, insieme a forti influssi dal groove metal più virulento. Come è avvenuta questa evoluzione?
Giangabriele: Nella maniera più naturale possibile. Come ti dicevo prima, noi amiamo il thrash metal degli anni ’90, amiamo quel sound carico di groove, claustrofobico ed a tratti industriale di album come Chaos A.D. dei Sepultura  o Nemesis dei Grip Inc., quindi è più che naturale che qualcosa di quel periodo possa essere trovato nella nostra musica, a livello di mera influenza però eh…
Angelo: Se pensiamo che alcune delle canzoni che compongono l’album sono state scritte solo in un paio di ore, mi vien da ridere. Le abbiamo buttate giù di getto, registrando ciò che ci veniva spontaneo suonare, cioè un incazzatissimo thrash senza tanti fronzoli.  Secondo me questa è la forza del disco… siamo riusciti a catturare l’aura di tensione e di violenza sonora che aleggiava in studio durante la composizione dei brani. Tutto qui.

Come ho scritto nella recensione, tra le caratteristiche migliori di Trinity: The Annihilation spicca l’atmosfera, molto coinvolgente per oscurità e pesantezza apocalittica. Avete lavorato molto per curare questo aspetto?
Giangabriele: E’ fondamentale poter rilasciare un prodotto completo sotto tutti i punti di vista, e non avrebbe avuto senso fare un disco le cui liriche parlano perlopiù del primo ordigno nucleare se poi il sound non avesse avuto un mood oscuro ed apocalittico. Ci siamo affidati a gente molto qualificata per poter raggiungere un sound claustrofobico, oscuro, ma allo stesso tempo definito e grezzo. Vedi, l’impatto è importante quando si suona thrash metal, ma ci sono delle coordinate che non devono essere perse di vita sennò si rischia di avere un disco che suona tutto allo stesso modo, cioè un tupa-tupa continuo che dopo 2-3 brani ti ha già flagellato le palle. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre curato gli arrangiamenti in maniera quasi maniacale, cercando soluzioni varie all’interno di ogni singolo brano. A noi non interessa se l’ascoltatore vuole solo sentire e non vuole impegnarsi ad ascoltare. Se vuoi ascoltare gli Eversin devi saper ascoltare.
Angelo: Come saprai comporre le varie tracce di un disco non è cosa semplice, anzi; deve essere curato ogni minimo particolare ed è chiaro che molto fa l’esperienza che man mano hai accumulato sia in studio che nei sul palco. “Trinity: The Annihilation”  è il risultato di un lavoro che va avanti da quasi 15 anni, fin da quando ci siamo conosciuti ed abbiamo deciso di formare la band, anche se a suo tempo il monicker era diverso così come la proposta musicale. Come tutti in passato abbiamo anche composto delle tracce che oggi ci sembrano improponibili, ma anche queste ci sono servite per fare esperienza e per dare alla luce quello che oggi indubbiamente è il nostro miglior lavoro di sempre.  

Alle sensazioni che la vostra musica evoca sono legati anche i testi delle canzoni, che peraltro sembrano essere inquadrati in un concept. Volete parlarci un po’ del comparto lirico dell’album?
Giangabriele: Dei testi se ne è occupato interamente Ignazio, quindi per i dettagli devi chiedere a lui. Io posso dirti che non si tratta di un vero e proprio concept, anche se così potrebbe sembrare. Da quanto ne so Ignazio non voleva mettere in risalto la nascita della bomba atomica, bensì l’idea di distruzione che sta alla base di una tale creazione.
Angelo: Mentre li componeva Ignazio mi ha spesso parlato dell’abominio che sta dietro la creazione della bomba nucleare. Ho trovato fosse un’ ottima idea ed un ottimo modo per mettere in luce l’idiozia umana che sta alla base dell’aver creato un ordigno che in un attimo di fatto può far estinguere il genere umano. Ditemi voi se questa non è pura pazzia… Creare qualcosa che ti può distruggere. Mah.

Domanda classica da intervista: quali sono le vostre principali influenze?
Giangabriele: Io spazio molto e non ascolto solo e soltanto metal. E’ chiaro che il thrash metal è tra i miei principali ascolti ma non mi limito solo a quello. Amo molto i Metallica, i Sepultura e gli Annihilator, ma al contempo non disprezzo l’heavy classico o il rock in generale, non per forza di matrice dura, così come Danilo, il nostro batterista. Chi ascolta solo e soltanto metal è Ignazio, di sicuro il più “close minded” della band.

Altra domanda per me solita: ci sono gruppi che amate, o addirittura che riescono a influenzarvi, che si trovano però molto lontani dalle vostre coordinate stilistiche?
Giangabriele: Come ti dicevo prima, a me piace molto spaziare e variare i miei ascolti. Oggi metto su Reign in Blood, domani gli Alter Bridge, e dopodomani gli Aerosmith o i Morbid Angel. Di sicuro ciò che ascolto può darmi un input o influenzarmi, ma in linea di massima penso che la nostra musica sia decisamente personale.
A: a me piace tantissimo Ozzy, l’heavy classico in generale, ma anche la musica lirica. Come è naturale ascolto thrash a valanga ma questo non vuol dire che un ascolto possa influire più di tanto su ciò che poi vado a comporre. Penso che una caratteristica che ha sempre contraddistinto gli Eversin è quella di avere sempre avuto una personalità decisamente spiccata. Anche le maestre lo dicono: “ bambini, non si copia dal compagnetto…” ahahahaha. 
Ed oggi più che mai dico a molte band blasonate sia italiane che straniere che sono dei “monellini” e che non si deve copiare. Tributo al passato un cazzo. O le idee le hai oppure niente, anche perché alla fin fine si nota pure e ci si fa una figura di merda. Va bene le influenze, ma devono rimanere solo influenze e nient’altro. Oggi ci sono “band” che con la cagata del tributo al passato fanno interi dischi copiati dagli Slayer, dai Kreator o dai Destruction. Che senso ha? E tributo a cosa poi? Mah.

Come già detto, nella vostra carriera vi siete evoluti parecchio, a livello musicale. Immagino per questo che i vostri fan della prima ora non amino molto le vostre ultime mosse, e viceversa; più in generale, ho la fondata impressione che il pubblico metal sia molto chiuso e poco incline alle novità. Qual è la vostra idea a tal proposito?
Giangabriele: Onestamente non componiamo per chi ci ascolta, noi componiamo per noi stessi. Se poi ciò che componiamo incontra i gusti della gente meglio ancora, ma prima di tutto la nostra musica deve soddisfare noi. Il pubblico metal è chiuso, è vero, ma c’è una minoranza che riesce a distinguere la solita merda dalla buona musica. Noi vogliamo questo tipo di pubblico, non ci interessa l’ascoltatore che vuole solo urla, doppia cassa a mille e chitarre a mo’ di sega elettrica. Siamo musicisti.
Angelo: La musica è un’arte e come tale deve essere libera da schemi. Se in fase di composizione pensassimo a come i nostri fan possano rispondere ad un nostro disco non comporremmo più;  è come se dipingendo un quadro  il pittore mettesse un soggetto al posto di un altro per accattivarsi le grazie dei propri estimatori; tutto ciò è follia pura. Si suona e si compone per se stessi, poi se si incontra anche il piacere del pubblico bene, altrimenti hai composto per il più critico dei fan e cioè te stesso.

Quali sono i piani futuri degli Eversin?
Giangabriele: Ci sarà un nuovo album in studio degli Eversin poco ma sicuro. Durante il 2016 cominceremo a comporlo, compatibilmente agli impegni dal vivo. Abbiamo già ricevuto delle conferme. Appena possibile faremo sapere le prossime date dal vivo.
Angelo: Quello a cui a cui Giangabriele fa riferimento sta pian piano prendendo forma. Per quanto riguarda i live del 2016 potrei anche darti qualche anticipazione ma ciò provocherebbe l’ira funesta di una soggetto in particolare e ti  giuro è meglio tenerlo calmo. Comunque, scherzi a parte, sarà un 2016 molto attivo. Appena potremo annunceremo i dettagli.

L’ultima domanda è sempre libera. A voi  la possibilità di chiudere questa intervista come meglio preferite.
Giangabriele: Grazie mille per le bellissime parole che hai usato nel recensire il nostro ultimo lavoro. Recensione molto attenta e professionale. Magari tutte così. Stay Metal.
Angelo: E’ già finita? Le migliori cose finiscono sempre in un lampo, ahahah.
Ragazzi grazie del supporto e della bella recensione. Un saluto ai vostri lettori, e mi raccomando supportate solo e sempre il vero metal, in special modo quello tricolore. Fatevi masterizzare una copia di “Trinity: The Annihilation”, rubatelo, scaricatelo, compratelo ma comunque ascoltatelo non ve ne pentirete.

Intervista a cura di Mattia

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento