Masterdom – Schizophrenia (2015)

Per chi ha fretta:
Rispetto a tanti gruppi del revival heavy metal classico degli ultimi anni, i pistoiesi Masterdom hanno qualcosa in più: il loro speed/heavy metal con qualche influenza power non avrà nulla di originale, ma è ben maneggiato, e non dà troppo fastidio per i suoi cliché. Il loro primo album Schizophrenia (2015) ha qualche difetto, tra cui spicca la corta durata (solo trentatré minuti, cover finale di El Diablo dei Litfiba compresa); nonostante questo, però, pezzi come Never e Masterdom sono piuttosto buoni. Anche gli altri, a eccezione di Cutting Blades, si rivelano quantomeno piacevoli: per questo Schizophrenia è un album onesto e godibile, di almeno un po’ superiore rispetto alla media attuale del genere. 

La recensione completa:
Chi segue Heavy Metal Heaven da un po’ sa bene che io non amo particolarmente il revival odierno dell’heavy metal anni ottanta: molti dei lavori che escono nell’ambito di questa scena sono semi-plagi che vanno dalla mediocrità assoluta a un livello decente, ma nulla più. Ci sono però anche gruppi che, seppur senza alcuna pretesa di originalità, riescono a incidere dischi interessanti, con passione e un talento almeno discreto. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello dei pistoiesi Masterdom: nati come ensemble power metal nel 2005, un paio di anni dopo decidono di virare con decisione su sonorità più classiche. Qualche demo, poi nel 2015 arriva la volta dell’esordio sulla lunga distanza, Schizophrenia: in esso, l’ensemble mostra un heavy metal tradizionale molto piegato verso il lato speed, con in più qualche influenza power, retaggio degli esordi. È uno stile che chiaramente non vuole rivoluzionare il mondo: i Masterdom tuttavia si dimostrano piuttosto bravi nel maneggiarlo, così la loro mancanza di originalità pesa solo ogni tanto, mentre di solito non ci si fa caso. Ben più importante come difetto in Schizophrenia è la tracklist esigua: sono solo trentatré i minuti di durata, contando anche una cover alla fine, e l’idea è che con un paio di pezzi in più il disco sarebbe sembrato meno scarno e più completo. Possono essere visti come criticità anche un sound generale che poteva essere più incisivo (seppur sia abbastanza pulito e non pesi granché) e la voce del cantante Matteo Bottaro, che sembra un po’ sottile per l’heavy classico, anche se in generale la sua bravura è innegabile. Sono comunque due difettucci veniali, che non danno troppo fastidio: come vedremo tra poco, nonostante i possibili problemi Schizophrenia è infatti un album piacevole e ben scritto.

Un lungo intro, con qualcuno che fischietta il tema principale della canzone e suoni piuttosto inquietanti, poi la title-track entra nel vivo con il riff principale del duo Thomas Frediani/Simone Del Carlo, nervoso ma melodico, gli influssi power sono maggiori qui che in seguito. Quest’effetto è generato non solo dai lead circolari ma anche da Bottaro che urla moltissimo, una prestazione sofferta che dà ancor più pathos alle strofe; i chorus invece sono più sotto-traccia e tranquilli, ma nonostante la loro particolarità incidono abbastanza bene. La struttura inoltre è semplice , nonostante alcune piccole variazioni ad ogni modo piazzate con giudizio; altri momenti forse funzionano meno, ma nel complesso Schizophrenia è comunque un brano divertente al punto giusto. Giunge quindi Never, traccia leggermente più spostata verso l’heavy metal, sin dal breve preludio maideniano, anche se le melodie delle strofe conservano suggestioni dal genere precedente dei Masterdom. Al contrario, i ritornelli vedono il ritorno degli influssi della band di Steve Harris, e risultano piuttosto catchy, grazie anche alla prestazione variopinta e teatrale di Bottaro. Completano il quadro un paio di ottimi assoli, rapidi e canonici, un altro punto di forza di una canzone lineare ma molto buona, tra i pezzi migliori di quest’album. La successiva Serial Killer è una traccia a tinte puramente speed metal e tutta cantanta in italiano, che alterna semplicemente strofe minimali e dirette a refrain più veloci e dinamici, con ritmiche dagli echi molto NWOBHM e un alternanza Bottaro-cori di nuovo abbastanza catturante. A parte il solito assolo, c’è veramente poco altro in un pezzo che passa velocissimo e che fa della semplicità la sua forza: abbiamo infatti un episodio valido, appena sotto ai migliori di Schizophrenia. Dopo un intro d’atmosfera, in cui Bottaro simpaticamente imita un lupo, parte Werewolf, traccia ancora una volta in media piuttosto rapida, se si eccettuano alcuni stacchi più rilassati, come per esempio i chorus. Questi ultimi sono infatti rilassati e disimpegnati, mettendo in mostra l’anima più tranquilla del gruppo; le strofe invece sono più dirette ed heavy, grazie anche alla solita doppia cassa di Simone Frediani. In ogni caso, il songwriting funziona abbastanza bene, e la canzone scorre a dovere, godibile al punto giusto.

Cutting Blades è inizialmente piuttosto oscura e preoccupata, ma poi entra nel vivo molto più animata e con un mood indecifrabile, che non si capisce se sia triste o allegro. Ciò è visibile in special modo nei ritornelli, con degli acuti abbastanza sguaiati vicini a certo happy metal, anche se il testo cantato da Bottaro è al contrario doloroso e struggente. È forse proprio questa sorta di indecisione che rende questi passaggi poco incisivi; va invece meglio sia con le strofe, potenti e col giusto impatto, sia per l’apertura che chiude la canzone, dai toni spostati verso l’hard rock. Abbiamo però un brano riuscito a metà, e che per questo rappresenta il punto più basso di Schizophrenia. Per fortuna l’album si ritira su presto con Masterdom, traccia rapida di puro heavy metal classico, che con urgenza incolonna strofe molto incalzanti e ritornelli anthemici al punto giusto. Il tuitto è condito con un lungo assolo malinconico al centro, inizialmente veloce ma che si fa presto più lento, e con una breve coda strumentale finale, dello stesso tono.  Non c’è altro in un pezzo molto semplice ma incisivo, che insieme a Never rappresenta il meglio che Schizofrenia abbia da offrire. È ora la volta del lento di rito: il gruppo toscano presenta così Glory in the Night, ballata dai toni vicini all’epic metal che ha dalla sua ottime melodie di chitarra, le quali nelle strofe si intrecciano con il cantato sofferto di Bottaro, per poi avere spazio libero al centro. Il meglio però sono i refrain, evocativi e liberatori, che si rivelano ancora una volta molto catchy. È tutto qui, il brano procede rapido per i suoi appena tre minuti e mezzo, ma lascia una sensazione molto positiva: per qualità è infatti appena al di sotto dei migliori dell’album! Siamo quindi giunti al finale, che è affidata a El Diablo, rilettura dell’omonima traccia dei Litfiba, qui resa più metallica e veloce, piuttosto differente all’hard rock “etnico” dell’originale ma convincente il giusto. Certo, forse questa versione perde un po’ rispetto a quella inarrivabile della band di Ghigo Renzulli, ma è comunque piacevole, e non stona troppo: la chiusura del disco è perciò appropriata.

Alla fine, Schizophrenia è un lavoro abbastanza positivo nonostante i suoi limiti, e che si pone almeno di una spanna sopra a buona parte delle uscite di gruppi simili. Siccome però ci sono altri gruppi (non tantissimi, è vero, ma comunque ci sono) che in questo revival sanno fare di meglio, per i Masterdom la strada è ancora piuttosto lunga, per maturare e presentare uno stile più personale e riconoscibile. Intanto però, se siete amanti dell’heavy metal classico, forse quest’album vi potrà interessare: non è un capolavoro ma un album onesto, con cui potrete passare qualche ora piacevole.

Voto: 71/100


Mattia

Tracklist:

  1. Schizophrenia – 05:32
  2. Never – 03:47
  3. Serial Killer – 03:26
  4. Werewolf – 04:31
  5. Cutting Blades – 03:45
  6. Masterdom – 03:56
  7. Glory in the Night – 03:30
  8. El Diablo (Metal Version) – 04:19
Durata totale: 32:46

Lineup:

  • Matteo Bottaro – voce
  • Simone del Carlo – chitarra
  • Thomas Frediani – chitarra
  • Marcello Bindi – basso
  • Simone Frediani – batteria
Genere: heavy metal
Sottogenere: heavy metal classico/speed metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Masterdom

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