Violent Revolution – Damaged Society (2015)

Per chi ha fretta:
I Violent Revolution sono un recente gruppo creato da George “Geo” Robb, fondatore degli Agent Steel, che con “Damaged Society” (2015) firma il primo demo. Il genere affrontato è un crossover thrash metal energico e senza fronzoli,  che però si presenta molto scontato, sia stilisticamente che nel songwriting. A parte Final Vow, traccia ottima, le altre tracce sono infatti di livello che va dalla decenza alla mediocrità. Seppur il demo non sia insufficiente (ma quasi), i Violent Revolution dovranno fare molto di più, in futuro, se non vogliono perdersi nel mare del revival thrash degli ultimi anni. 

La recensione completa:
Non sempre l’esperienza è sufficiente, per creare qualcosa di interessante: è questo l’insegnamento che si può trarre da Damaged Society, primo demo dei thrasher statunitensi Violent Revolution uscito l’anno appena passato. Sono stati creati da George “Geo” Robb, musicista noto, oltre che per la militanza in alcune formazioni underground americane, soprattutto per essere il bassista fondatore degli Agent Steel, con cui incise il leggendario Skeptics Apocalypse, prima di abbandonarli nel 1986; ciò però non impedisce alla musica del demo di suonare nella media del revival del loro stile degli ultimi anni. Se da un lato il loro thrash di stampo crossover, veloce e senza fronzoli, è pieno di energia, il che ovviamente è lodevole, dall’altro Damaged Society suona un po’ scontato, sia dal punto di vista dello stile che da quello della scrittura. Ne deriva che molti passaggi non sono granché incisivi, anche se in parte la potenza compensa questa mancanza: il gruppo dovrà però curare molto meglio il lato melodico delle proprie composizioni in futuro, se vorrà riuscire a dire la propria. Il risultato di tutto ciò è un demo che come vedremo qualcosa da dire ce l’ha, ma per la maggior parte del tempo risulta troppo di maniera, e pur non dando fastidio non riesce nemmeno a strappare grandi emozioni

An Open Letter è un breve intro con un frammento dal celebre dialogo davanti allo specchio del film “Taxi Driver” di Martin Scorsese, giusto ventidue secondi di parlato prima che Damaged entri in scena. Abbiamo allora una frazione potente ma anche piuttosto lenta e riflessiva, che avanza per un po’, prima di entrare nel vivo con un una fuga non troppo rapida ma scatenata e aggressiva. Si mettono in evidenza in questa parte la voce graffiante di Robb e una struttura semplice, che passa da strofe dritte e incalzanti a ritornelli più urlati ed elementari. Proprio questi, con la loro banalità piuttosto spiccata, sono probabilmente il punto debole del pezzo insieme allo sguaiato assolo centrale, due particolari non odiosi ma nemmeno piacevoli; in generale, abbiamo un pezzo non mediocre e senza spigoli troppo grandi, ma che in fondo non rimane granché in mente. La successiva Final Vow è una traccia rallentata e dal feeling maleducato, che riporta alla mente i Pantera più arrabbiati: lo sottolinea in particolare la progressione ritmica cadenzata, che Robb segue con la sua ugola al vetriolo. Le ritmiche non sforano però nel groove, rimanendo saldamente nel thrash: l’unione delle due anime è assolutamente vincente, e crea qualcosa di potentissimo. Questa norma domina quasi tutta la traccia, c’è spazio giusto per una sezione più classicamente thrash al centro, rapida ed incisiva, molto diversa rispetto a ciò che ha intorno, ma che comunque riesce a non stonare. Il risultato è un pezzo molto particolare e per questo splendido: non solo è il migliore di Damaged Society, che salva dal baratro, ma credo che indichi anche la direzione in cui i Violent Revolution dovranno muoversi in futuro. Dopo un altro intro campionato (preso dal film “La Zona Morta” di David Cronenberg), si avvia All Hail!, un brano rapido e fracassone che alterna con urgenza strofe potenti ma senza nulla di particolarmente memorabile, e ritornelli leggermente più catturanti e incisivi, per quanto non siano chissà cosa. I due minuti e mezzo del brano passano in un lampo: c’è spazio solo per una coda molto energica, piuttosto buona, che porta a termine un pezzo però insipido. Chiude il quintetto Sudden Death, uno strano episodio che alterna senza sosta momenti di pura frenesia, apprezzabili per dinamismo, e parti più lente e meno efficaci, seppur in parte riescano a essere oblique come vorrebbero. Di fatto, l’unica parte criticabile del pezzo è quella al centro, lenta e traccheggiante; va già meglio con l’assolo successivo, molto bello, un punto di forza per una chiusura che si rivela il secondo brano migliore del demo, anche se Final Vow è abbastanza lontana.

Insomma, i Violent Revolution posseggono la cattiveria giusta, e in parte anche l’energia è adeguata; in futuro dovranno fare di più, però, se non vorranno affondare nel mediocre oceano del revival thrash metal odierno. Seppur non sia una bocciatura, quella di Damaged Society è comunque una sorta di “rimando a settembre”: tocca  a loro dimostrare di che pasta sono fatti, o fallire miseramente.

Voto: 61/100 (Voto massimo per album sotto al quarto d’ora: 75)

Mattia

Tracklist:

  1. An Open Letter – 00:22
  2. Damaged – 04:55
  3. Final Vow – 03:31
  4. All Hail – 02:32
  5. Sudden Death – 02:37

Durata totale: 13:57

Lineup:

  • Geo Robb – voce e basso
  • Don Funk – chitarra
  • David Rios – chitarra
  • John Gilleland – batteria
Genere: thrash metal
Sottogenere: crossover thrash metal

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento