Domande e Risposte – Malet Grace

Se la maggior parte dei gruppi heavy metal odierni non fa che ispirarsi senza la minima personalità a nomi classici come Iron Maiden, Judas Priest, Saxon, Riot e compagnia bella, c’è anche chi cerca di fare di più, come i Malet Grace. Questa band di Latina infatti suona un heavy a tinte progressive sulla scia dei Queensrÿche e dei Fates Warning ottantiani, condendo il tutto con una buona personalità, come ho già scritto nella recensione del loro esordio Malet Demo 2015. Visto il carattere, ma anche la qualità delle tre tracce del promo, ci ho tenuto a fare qualche domanda al gruppo: i tre membri mi hanno risposto in maniera un po’ sparsa ma sicuramente interessante, come potete leggere qui di seguito.

Come prima cosa, potete raccontarci la storia del vostro gruppo?
Giampaolo Polidoro: I Malet Grace nascono a Latina nel Luglio 2014 da una mia idea volta alla ricerca di un sound che si riadattasse a quelle sonorità canoniche dei primi anni ’80, oramai perdute nell’ambito della scena metal internazionale, sempre più orientata verso un sound metalcore. Dopo aver contattato il chitarrista Alessandro Toselli, tramite la comune conoscenza del suo insegnante, abbiamo suonato più volte insieme dando coraggio e seguito alla nostra compatibilità, sia dal punto di vista umano che musicale. Successivamente, nel mese di ottobre, è avvenuto il contatto con il chitarrista Andrea Paglierini, dedicatosi in seguito allo strumento del basso e della chitarra acustica. Nei mesi seguenti, con la composizione di cinque brani e l’esperienza di un batterista della zona, poi accantonato per divergenze a livello umano, abbiamo dato vita alla nostra prima demo che ha incluso tre delle cinque tracce composte. La drumming section è stata affidata a Dario Montalto. batterista della formazione pontina Korrigans, autori di un folk metal di notevole spessore. Da pochi giorni è entrato a far parte della line-up il batterista Andrea Giovanetti.

Cosa significa il monicker Malet Grace?
Malet Grace: Il termine “Malet Grace” rivela l’espressività della disgregazione dell’io e la propria apertura agli schemi apocrifi dell’intelletto umano e sulla conseguente immoralità del dibattito contrastante tra il bene e il male. Esso accomuna entrambe le forme idiosincrasiche della fragile arte dell’esistenza.

Il vostro Malet Demo 2015 è uscito da alcuni mesi, quindi ormai potrete trarne un bilancio: come è stato accolto, dalla critica ma soprattutto dai vostri fan?
Andrea Paglierini: a dire il vero, siamo rimasti sorpresi da un entusiasmo che è andato man mano crescendo nell’arco di quest’ultime settimane, anche ben supportato dalle ottimi recensioni riscontrate (tra cui la vostra). Naturalmente, come ogni produzione al primo impatto sulla scena, ha presentato sia critiche riguardanti accorgimenti per il futuro full-length che armi da tenere ben salde per il prosieguo. Non possiamo che essere entusiasti e ancor più motivati ad affermare e potenziare il nostro sound.

La cosa che più si nota nel demo è il vostro stile, che al contrario di tanti gruppi del revival heavy metal odierno non va a riprendere i gruppi più classici, ma rilegge in chiave moderna il suono di quelle band americane che poi saranno viste come precursori del progressive metal. Come è nato questo suono?

Alessandro Toselli: Il sound nel complesso nasce dalla fusione dei vari stili che ognuno di noi tre presenta come bagaglio individuale. Si passa dalle sonorità più progressive e melodiche di Giampaolo alle tendenze hard ‘n’ heavy di Andrea fino ad arrivare alle mie sonorità più cupe e ricercate.

Un’altra caratteristica che brilla in Malet Demo 2015 è il suo suono pulito e professionale, sicuramente molto meglio di tanti altri demo che mi sono capitati in questi anni. Avete lavorato molto per raggiungere questo risultato?
Giampaolo: su questo aspetto e credo di parlare a nome di tutti e tre, dobbiamo dare parte del merito anche a Marco Fanella, colui che ha livellato la miscellanea sonorità di noi tutti, registrando e mixando Malet Demo 2015. Nonostante il suo aiuto, nei mesi precedenti abbiamo ottenuto, tra prove su prove in sala, un discreto indirizzo su dove vorremmo arrivare alla registrazione dell’album per quel che riguarda il sound Malet Grace.

Domanda classica: quali sono le vostre principali influenze?
Giampaolo: sono cresciuto ascoltando e idolatrando band del calibro dei Queensrÿche, Fates Warning, Metal Church, Annihilator, Helloween e Judas Priest. 
Alessandro: Le band che mi hanno maggiormente influenzato sono i gruppi thrash metal degli anni ottanta, prevalentemente i Big Four (Metallica, Slayer, Megadeth, Anthrax), nonché band del calibro di Pantera, Lamb Of God, Slipknot, Queensryche, Dio, Disturbed e parte dei fraseggi dei Carcass. Da questa fusione sono riuscito a trovare la giusta via di mezzo per uno stile aggressivo e cupo. 
Andrea: Per quel che mi riguarda nelle mie sonorità scorre l’arte dei Metallica, System of a Down, Iron Maiden e Megadeth.

Altra domanda per me canonica: ci sono gruppi lontani anni luce dalle vostre coordinate stilistiche, ma di cui siete grandi fan, o che addirittura vi influenzano?
Alessandro: Per quanto mi riguarda Rush, Muse, Red Hot Chili Peppers, Nirvana, Deep Purple, SoundGarden, Alice In Chains, ma anche Pink Floyd, Dire Straits, The Police fino ai Queen. 
Andrea: Amo molto anche il genere Prog dei Dream Theater e Symphony X. 
Giampaolo: Le mie sonorità risentono anche dei passaggi stilistici di gruppi come Shadow Gallery, Death, Control Denied, Iron Maiden, Threshold, Ayreon, Ivanhoe e Blind Guardian.

A un osservatore esterno come me, la zona di Latina sembra piuttosto ricca di gruppi, anche se gran parte di loro sembra più orientata verso il metal estremo. Secondo voi, qual è la situazione del metal classico nella vostra provincia?
Malet Grace: Il metal classico a Latina forse non è stato ancora abbastanza sperimentato, speriamo che il nostro “azzardo” si riveli un giusto connubio musicale che possa riavvicinare il pubblico latinense agli albori di questo genere.

Quali sono i piani futuri dei Malet Grace?
Malet Grace: Bè che dire, il nostro primo full-length e naturalmente proporre, il prima possibile, la nostra musica dal vivo.

L’ultima domanda è sempre libera: a voi concludere come meglio preferite questa intervista. 
Malet Grace: Per concludere, un sentito ringraziamento alla vostra webzine per averci dato l’occasione e lo spazio per raccontare parte della nostra storia e naturalmente un arrivederci a tra pochi mesi per confrontarci sulla nostra prima fatica, sperando che la nostra arte possa proporre qualcosa di valido ed importante alla scena metal nazionale ed oltre.

Intervista a cura di Mattia

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