Heavy Metal Heaven – Best of Requests 2015

Fin’ora, Heavy Metal Heaven non ha mai ospitato classifiche come “I migliori album dell’anno”, e il motivo è semplice: dedicando tutto il mio tempo a questa webzine e alle sue richieste, non ho mai avuto tempo di ascoltare molti degli album che escono ogni anno (e in special modo quelli dei gruppi famosi – in fondo quelli che ognuno vuole leggere in queste classifiche). Quest’anno, ho pensato però di fare qualcosa di analogo, e insieme di più intimo e personale: non il meglio uscito nel 2015 per i miei gusti, ma il meglio recensito su richiesta nel corso del 2015 (sono esclusi quindi gli album storici, che avrebbe poco senso inserire, a mio avviso). Diviso in quattro categorie, ecco quindi il meglio delle richieste di Heavy Metal Heaven per l’anno appena trascorso! E se volete approfondire, cliccate sul titolo dell’album: accederete direttamente alla recensione!

Best of Requests – Italia:

  1. Night Gaunt – Night Gaunt (2014) – vola al primo posto  il fantastico album d’esordio di questa band doom metal della capitale, che è stata una vera e propria rivelazione: era parecchio che non ascoltavo un album del genere, almeno nell’ambito del doom (più o meno) tradizionale. Impressionanti, vista anche la giovane età!
  2. Walls of Babylon – The Dark Embrace (2015) – l’oscuro esordio di questa band marchigiana si pone a mio avviso tra gli album migliori degli ultimi anni nel suo genere, e il perché è presto detto: difficile essere avere una personalità così forte all’interno di uno stile così sdoganato come il power/prog metal, ma loro ci sono riusciti lo stesso!
  3. Omnia Malis Est – Viteliù (2015) – la terza meritata posizione va a Viteliù, concept album di questa one-man band lucana sul popolo pre-romano dei Sanniti corredato di un black metal melodico ed epico, che a suo tempo mi ha affascinato molto. 
  4. Korrigans – Ferocior ad Rebellandum (2014) – giù dal podio per un soffio un altro concept su un popolo italico che ha combattuto i romani, stavolta i Volsci, la cui epopea è narrata molto bene da questa ottima band folk/pagan/black metal laziale, decisamente brava nel creare la giusta atmosfera epica.
  5. Last Prototype – The Green Effect (2014) – quinto posto, quasi a parimerito con il gruppo precedente, per questo power trio romano che mescola progressive, tecnica e melodeath in un mix ben focalizzato e riuscito, un connubio molto raro da trovare in questi generi.
  6. Cellulite Star – Out of the Cage (2014) – strano ma vero, anche un album così zuccheroso può stare in una classica del genere! Oltre alle melodie catchy, però, questa band sleaze tutta al femminile ha dimostrato anche un’energia non comune a molte controparti maschili: sesto posto meritato, dunque.
  7. Spirale – Spirale (2015) – praticamente alla pari con l’album precedente è anche l’esordio omonimo di questa eccellente sludge metal band marchigiana, potentissimo sia musicalmente che dal punto di vista dell’atmosfera, oppressiva e nichilista. Sicuramente un uscita molto interessante per i fan del doom più estremo. 
  8. Collapse – Alla Deriva (2014) – come descrivere quest’album? Un vero e proprio pugno nello stomaco! Questo gruppo crossover thrash metal toscano non sarà originalissimo, ma ha un’energia fuori dal comune, e lo dimostra in questi venticinque minuti di puro furore che gli valgono l’ottavo posto.
  9. Atom Made Earth – Border of Human Sunset (2014) – non un capolavoro, ma solo per un pelo, questo esordio di un’altra band marchigiana, stavolta però spostata su un post-metal molto tranquillo e pacato, vicino a mondi come space e post-rock. Molto al limite dei generi della webzine, ma merita comunque una posizione in classifica.
  10. Interceptor – Wise Is the Beast… but the Hunter Doesn’t Know (2014) – in mezzo a tanti album tutti uguali e tutti copiati dai nomi storici, un lavoro thrash che presenta una gran cura per la melodia e influenze speed e power spicca. Se poi, come in questo caso, anche la musica è buona, il posto in classifica, sia pure l’ultimo disponibile, è assicurato!


Best of Requests – estero:

  1. Funerary – Starless Aeon (2014) – prima posizione strameritata per il primo album di questa band statunitense, il cui suono a metà tra funeral, sludge e drone metal mi ha conquistato fin dal primo ascolto. Oppressivo, potente, memorabile, e quasi insoddisfacente per la sua corta durata : questo è Starless Aeon!
  2. Synaptik – The Mechanism of Consequence (2014) – medaglia d’argento per un altro gruppo esordiente ma eccezionale. È infatti difficile riuscire ad avere sostanza e a non annoiare se si suona progressive o thrash metal tecnico, ma questi inglesi centrano l’obiettivo in pieno, col loro suono arzigogolato ma sempre attento alla melodia.
  3. Dalkhu – Descend… into Nothingness (2015) – completa il podio questa band black/death metal slovena, il cui secondo album è sicuramente tra le uscite estreme più interessanti della seconda metà del 2015. Grande cura per le melodie e le atmosfere, ma soprattutto un sound genuino: questi i suoi punti di forza assoluti.
  4. The Oath – Consequences (2015) – quarto posto per un’altra band a tinte black e death, seppur arricchite da strutture progressive e da forti influenze sinfoniche. Il risultato di questa fusione è una piccola gemma molto brillante, che rende questa band francese più che degna di entrare in questa classifica!
  5. Those Furious Flames– Oniricon (2014) – chiude il quintetto, fin’ora dominato da suoni estremi, questo gruppo svizzero autore invece di un hard rock molto anni settanta, piuttosto canonico ma suonato con cuore e bravura di songwriting, che rendono il loro Oniricon se non altro ottimo.

Best of Requests – EP:

  1. Tezza F. – The Guardian Rises I (2015) – in un anno un po’ magro per i mini propriamente detti (ossia non i demo spacciati per EP), comunque qualcosa di ottimo è arrivato su Heavy Metal Heaven, come questo album power melodico, non originalissimo ma così ben fatto da volare con merito in cima alla classifica!
  2. Dahmer Disposal – Crust in Piss (2015) – gradino di mezzo del podio per questa band sarda dedita a un death/grind divertente, che impressiona per potenza e anche per pulizia sonora, non solo per il genere ma anche per essere l’esordio assoluto del gruppo. Secondo posto meritatissimo!
  3. Lady Reaper – Lady Reaper (2015) –  medaglia di bronzo per un altro album che non brilla per originalità, ma comunque pieno di cuore e di sostanza. Come sapete, non amo molto il revival heavy metal classico odierno, quindi il fatto che i Lady Reaper ce l’abbiano fatta è ancor più significativo.
  4. Obedience to Dictator – Hogzilla (2015) – giù dal podio, ma giusto per un soffio, per questa band di death metal tecnico proveniente da Perugia, che al netto di qualche ingenuità si dimostra comunque ispirata e solida: questo suo EP evidenzia infatti una cura per la melodia che molte band technical si sognano!
  5. Abaton/Viscera///– Diadems (2015) – un caso particolare, questo EP in collaborazione tra due band dell’underground estremo  nostrano. Probabilmente è solo un divertimento estemporaneo per entrambe, ma che ha il pregio di intrattenere anche gli ascoltatori: merita per questo un posticino in classifica.


Demo d’esordio più promettente:

  1. Malet Grace – Malet Demo 2015 (2015) – la medaglia d’oro per il gruppo più promettente va per un soffio (in effetti, praticamente il podio è tutto alla pari, per qualità) a questa band di Latina, che mescola Queensryche e Fates Warning classici e riesce a farlo con una buona personalità. Di sicuro, uno dei gruppi più promettenti per il futuro!
  2. Solarsteinn – The Challenge of Thor (2014) – di poco secondo arriva l’esordio di questa one-man band viking metal abruzzese, una lunga suite che rivela grande maturità e un fortissimo senso per l’epicità. Argento, ma per un soffio!
  3. Xvarhnah – Crown (2015) – come nel caso precedente, un terzo posto che poteva essere un secondo o addirittura un primo senza nessun problema. È in questa posizione solo perché questo misterioso duo black/gothic metal deve maturare più degli altri due, anche vista l’originalità della proposta le loro potenzialità sono altissime!
  4. White Mantis – Fukkin’ Demo (2014) – al quarto posto troviamo l’unica band internazionale di questa classifica: posizione meritata, visto che il crossover thrash metal di questi tedeschi riesce con la sua energia a schiacciare buona parte del movimento revival odierno!
  5. Jungle Julia – Jungle Julia (2015) – poco distante dai precedenti si pone un’altra band thrash che stavolta punta più sull’originalità che sull’impatto. Il risultato è convincente quasi allo stesso modo, e nonostante qualche ingenuità, scusabile peraltro dalla giovinezza dell’ensemble, fa ben sperare per il futuro.
Articolo a cura di Mattia

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