Mass Hypnosia – No Mercy for Victory (2015)

Per chi ha fretta: 
I Mass Hypnosia sono un gruppo filippino ma che sembra uscito dal Brasile degli anni ottanta, visto il suo stile ispirato principalmente ai primi Sepultura. Anche il suono grezzo del suo EP No Mercy for Victory aiuta l’illusione: proprio questo, insieme a genuinità ed energia, ci consegna un lavoro ottimo, molto più di tanti degli stessi generi usciti di recente. Il merito va a piccole gemme come Here’s the Knife e No Mercy for Victory, ma anche gli altri due pezzi, meno belli, sono comunque di livello elevato e hanno una forte personalità. No Mercy for Victory è perciò il gran lavoro di una grande band, che meriterebbe molta più fortuna di quanta probabilmente mai ne avrà.

La recensione complete:
Tra i tanti effetti della globalizzazione, uno dei più piacevoli è che il metal ha ormai raggiunto ogni angolo del globo. Così oggi non stupisce più che ci siano gruppi come i Mass Hypnosia, che provengono dalle Filippine ma sembrano usciti dalla scena thrash/death metal brasiliana degli anni ottanta, come dimostra No Mercy for Victory, EP di quattro tracce uscito lo scorso anno. A impressionare, piuttosto, è il fatto che, al contrario di tantissime band provenienti da zone considerate più “fortunate”, che cercano di riportare in vita lo spirito del decennio d’oro del metal con scarsi risultati, questo power trio ci riesca veramente. Lo fa con pochissimi mezzi, il che del resto è parte del suo fascino: una produzione selvaggia tutt’altro che patinata e un’esecuzione non perfetta rendono No Mercy for Victory più vicino ai dischi degli eighties di tanti lavori nostalgici di oggi, che nonostante tutto sono perfetti da quel punto di vista (e molto freddi). Per un effetto del genere però non è sufficiente il suono giusto: i Mass Hypnosia posseggono infatti un gran cuore e tanta passione per questo genere, corredato peraltro da un bel talento: così, il loro thrash/death metal che si rifà soprattutto ai Sepultura più classici, oltre che a Sarcofago, Kreator, Possessed ed Exodus, riesce a risultare genuino, personale, efficace, e a coinvolgere moltissimo, come vedremo tra un attimo.

La prima metà della opener Here’s the Knife è subito una dichiarazione d’intenti: abbiamo infatti una lunga progressione strumentale di riff di sapore puramente thrash, sostenuta dal ritmo variegato del drummer James Esquerra, a volte veramente frenetico, in altri tratti lievemente più lento. Siano come siano, queste ritmiche sono sempre incastrate a dovere e soprattutto pesanti come schiacciasassi: il risultato è una prima metà canzone di potenza assurda. Anche la seconda però è di validità assoluta: quando finalmente la musica si stabilizza, abbiamo una falsariga serrata e martellante, che alterna strofe con un riffage tagliente come una motosega, dritto in faccia all’ascoltatore, e ritornelli leggermente meno esasperati, ma che grazie alla voce di Karl Rosales, uno scream alto e quasi da black metal, sono allo stesso modo aggressivi. L’unico calo di intensità avviene nella parte sulla tre quarti, meno rapida ma di ottimo impatto, giusto un attimo per rifiatare prima di una nuova fuga con un buon assolo. Nel complesso abbiamo un pezzo splendido, che apre No Mercy for Victory in maniera eccezionale. Un intro potente ma lento e catacombale da il via a Evil Awakes, brano che poi invece fugge su ritmiche molto vorticose, in una progressione dalle tinte death incalzante al massimo. Ciò è reso possibile anche da toni che si fanno sempre più drammatici e graffianti: ciò avviene in particolare nel passaggio tra le strofe più dritte e senza fronzoli, i bridge convulsi e i chorus rutilanti e quasi sofferti. Inizialmente la progressione è piuttosto semplice, ma verso la metà la traccia svolta: la componente thrash prende il sopravvento su quella death, e si snoda una lunga evoluzione piuttosto mutevole. Sia i momenti più oscuri che quelli più esuberanti, di puro thrash metal old-school, funzionano a meraviglia, mentre i passaggi meno che buoni si contano sulle dita di una mano. È proprio per questo che abbiamo un pezzo che pur essendo leggermente al di sotto dei migliori è comunque ottimo.

Anche No Mercy for Victory si avvia su coordinate tombali e lente, con qualche influenza doom in questo caso. Stavolta però non è un falso preludio: la velocità media della canzone è infatti bassa, con le sinistre strofe, dalle melodie oblique in bella vista, che si alternano con i refrain, anche più lugubri con il loro potente death/doom. C’è spazio anche per momenti più rapidi, come per esempio quelli che compaiono di tanto in tanto: anche questi sono però contenuti, e più che ad aggredire servono a rafforzare l’aura oscura dominante, grazie anche a vaghissime influenze black. Di fatto l’unico passaggio veramente serrato è quello centrale, un breve sfogo quasi liberatorio, prima che l’oppressiva norma torni in scena. Nel complesso, abbiamo un pezzo assolutamente magnifico, il migliore dell’EP a cui da il nome insieme a Here’s the Knife. Torniamo quindi a correre con Krucifier, che alterna momenti forsennati ad altri leggermente più lenti ma travolgenti, per una fuga che viene interrotta solo da brevi pause. Queste ultime forse sono un po’ controproducenti, essendo al di fuori del dinamismo della canzone: poco male, comunque, visto che il resto è graffiante al punto giusto. La traccia si evolve inoltre in senso più aperto: la sezione centrale infatti è meno pestata e punta di più su melodie speed thrash di notevole appeal, che ricordano i primi Metallica. Anche questa parte lascia quindi il posto al finale, ossessivo e molto malvagio, grazie al riffage martellante scandito all’unisono da Rosales e il bassista Emman Taden, e per l’ugola al vetriolo dello stesso frontman. Complessivamente, è un gran finale per l’episodio meno bello del quartetto che conclude: poco importa, in ogni caso, visto che siamo davanti a un altro pezzo molto valido!

Alla fine dei giochi, No Mercy for Victory è composto da quattro canzoni di cui ognuna ha una personalità forte e un livello elevato: è quanto gli basta per essere un grande album, ben al di sopra della media odierna dei generi thrash e death primigenio. Certo, forse i Mass Hypnosia non arriveranno mai ad avere un gran successo, visto quanto poco dal loro paese di origine riesce ad arrivare dalle nostre parti: un vero peccato, visto quanto i filippini lo meritino!

Voto: 78/100 (voto massimo per gli EP: 80)


Mattia

Tracklist:

  1. Here’s the Knife – 05:39
  2. Evil Awakes – 05:47
  3. No Mercy for Victory – 06:46
  4. Krucifier – 03:43
Durata totale: 21:54

Lineup:

  • Karl Rosales – voce e chitarra
  • Emman Tadena – basso
  • James Esquerra – batteria
Genere: thrash/death metal
Per scoprire il gruppo: il sito dei Mass Hypnosia

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