Coil Commemorate Enslave – Maxima Moralia Sovrumanità (2015)

Per chi ha fretta:
I Coil Commemorate Enslave sono un duo di Matera che dopo un demo e un full-lenght ha pubblicato lo scorso anno con il lungo EP Maxima Moralia Sovrumanità. Il genere dell’album è un black metal graffiante e non troppo lontano dall’ortodossia, ma che in più possiede anche una notevole componente melodica. Il punto di forza maggiore dell’EP è però l’atmosfera disperata che avvolge il tutto, che si accoppia con testi altrettanto tristi e citazioni dal cult film Gummo. Brani migliori del disco sono l’uno-due conclusivo Apologia dell’Orgia-Il Nulla Senza Tregua, ma anche la strumentale Her Dancing Eyes incide bene. È per questo che, nonostante una lieve prolissità, abbiamo un album molto buono, che i fan di queste sonorità sapranno apprezzare.

La recensione completa:
Se la versione più classica del black metal non ha ormai molto da dire e sono pochi quelli che riescono a creare musica interessante al suo interno, basta allontanarsi solo di poco per trovare idee fresche. L’ultimo caso che mi è capitato è quello dei Coil Commemorate Enslave: duo di Matera con alle spalle il demo Agl’Infanti Provido È il Sonno Eterno (2008) e l’esordio sulla lunga distanza L’Infinita Vanità del Tutto (2014), ha pubblicato qualche mese fa un nuovo lavoro, Maxima Moralia Sovrumanità, EP considerabile un quasi-full, vista la durata di poco superiore alla mezz’ora. Il genere in esso espresso è graffiante e non troppo lontano dal black tradizionale, nonostante qualche vaghissima influenza post; al tempo stesso però è presente anche una fortissima componente di melodia, che rende il tutto intenso ed espressivo, ben lontano dalla ferocia più classica. Questi elementi creano atmosfere fortemente infelici ma calde e accoglienti, che sono il punto di forza dell’EP;  ciò inoltre si sposa bene con liriche di argomento mondano, che parlano di tristezza e mancanza di speranze dell’intera umanità, temi già trattati dal gruppo in passato (non per niente il primo album era un concept sulla poetica di Leopardi). C’è anche da dire, d’altra parte, che ogni tanto i Coil Commemorate Enslave soffrono di una certa prolissità: è però solo un particolare che non pesa troppo, in un album che come vedremo tra poco è abbastanza valido.

Intro è, come dice il nome stesso, solo un preludio, che su un tappeto di suoni sintetici e dissonanti presenta un triste campionamento dall’incipit di Gummo, film di culto di Harmony Korine datato 1997. È un avvio interessante, che ci catapulta già nelle atmosfere del disco, prima che Turbine Tragico entri nel vivo. Sin da subito siamo avvolti da un vortice (scusate il gioco di parole) di note, tempestoso ma anche melodico e disperato, energico, quasi confusionario ma che sa esprimere anche un feeling notevole. Insieme allo scream rauco di Tevildo, sono in effetti i lead di chitarra di Consalvo a dominare la scena, conducendo l’ascoltatore in un viaggio che pian piano tende a farsi più calmo e armonioso, seppur i ritmi siano sempre sostenuti. La tensione si scioglie del tutto solo nello stacco sulla tre quarti, un breve momento per respirare prima che prenda vita la martellante coda finale, ancora piena di melodia ma molto esasperata. Dall’altro lato, la struttura forse è un po’ dispersiva e presenta dei momenti morti: è per questo che la opener, per quanto buona, risulta anche il pezzo meno valido del disco. Va molto meglio in effetti con la successiva Her Dancing Eyes, lunga cavalcata del tutto strumentale che dopo un avvio morbido, con chitarre pulite in bella mostra, entra nel vivo più black-oriented. Le coordinate sono però sempre melodiche: per lunghi tratti la musica è infatti espansa ed eterea, rilassata, ma anche i momenti più frenetici che fuggono di tanto in tanto sono melodici ed espressivi. Il tutto è inoltre ammantato di un’atmosfera sottile e decadente, che riesce a incidere a meraviglia; splendida è anche la lunga sezione conclusiva, in cui la norma più tranquilla prende il sopravvento. Essa è piena di dissonanze black ma più calda e triste del resto, sicuramente il momento più emotivamente carico dell’intero disco; si mette qui in mostra anche il bassista ospite Valerio Andrisani (già ascoltato coi Dark Sight), autore di un lavoro nascosto ma importantissimo. Abbiamo così una piccola perla, quasi al livello del meglio dell’album.

Un altro intro, stavolta con la registrazione di un cantato vagamente orientale, poi Apologia dell’Orgia si avvia aggressiva, con il blast-beat di Consalvo in mostra sotto a un riffage che seppur sempre armonioso stavolta è anche tagliente, effetto a cui contribuisce anche Tevildo con il suo scream. Il tutto è inoltre avvolto da un feeling angosciato piuttosto potente, che coinvolge molto bene e ne aiuta la resa. Questa impostazione vorticosa prosegue a lungo con pochi scossoni, lasciando spazio solo a momenti meno serrati e più intensi dal punto di vista sentimentale; si cambia musica solo verso metà, quando la frenesia decade totalmente. Arriva allora una norma molto più tranquilla e guidata dalla melodia della chitarra di Consalvo, lontana e dolce, oltre che meravigliosamente catturante. Da qui il brano riprende lentamente forza, ma il mood di delicata malinconia resta sempre in scena, anche quando torna il blast beat: abbiamo così un finale emozionante, molto adatto per una traccia grandiosa, la più bella in assoluto dell’EP.  Siamo già in dirittura d’arrivo: la conclusiva Il Nulla Senza Tregua parte subito nervosa e potente, con un piglio vagamente black ‘n’ roll, ma senza essere disimpegnato come quest’ultimo: l’atmosfera è infatti sempre infelice e potente, come i Coil Commemorate Enslave ci hanno abituato. La struttura inoltre è semplice, per ora: si alternano  rapidamente strofe dinamiche e dirette, anche se tendono un po’ a variare nel tempo, e ritornelli più d’impatto, con tanto di blast-beat. Verso metà la traccia però svolta, e dopo un attimo di pausa esplode uno sfogo rabbioso e macinante. Per un momento la musica è davvero ossessionante, ma poi  il tutto comincia a farsi più rarefatto, con giusto qualche ritorno di fiamma per quanto riguarda l’aggressività precedente. Il finale è infatti una lunga e intensa coda al tempo stesso dissonante e tenera, di disperazione fortissima, data dalle melodie molto docili della chitarra di Consalvo. Su questa norma a un certo punto giunge un inquietante campionamento, tratto sempre da Gummo, prima che il tutto si spegna definitivamente: abbiamo un finale bomba, il miglior pezzo del lavoro insieme al precedente.

Quel che abbiamo con Maxima Moralia Sovrumanità, alla fine dei giochi, è un EP che non fa gridare al capolavoro, ma comunque molto godibile e ben realizzato. Dall’altro lato, come in altri casi mi sentirei di sconsigliarvi un gruppo come i Coil Commemorate Enslave, se la ricerca melodica non vi soddisfa e quel che cercate è solo freddo e macinante black metal, senza emozioni che non siano la ferocia. Se però riuscite a essere più aperti, anche di poco visto che come detto il loro genere non è troppo lontano dall’ortodossia, allora questo è un album che merita almeno un ascolto. Se poi siete fan del moderno black intimista ed evoluto, sono sicuro che lo adorerete!

Voto: 72/100 (voto massimo per gli EP: 80)


Mattia
Tracklist:
  1. Intro – 02:43
  2. Turbine Tragico – 05:26
  3. Her Dancing Eyes – 06:44
  4. Apologia dell’Orgia – 09:30
  5. Il Nulla senza Tregua – 06:22
Durata totale: 30:45
Lineup:

  • Tevildo – voce
  • Consalvo – chitarra e batteria
  • Valerio Andrisani – basso (guest)
Genere: black metal
Sottogenere: melodic black metal

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