Koza Noztra – Koza Noztra (2008)

Per chi ha fretta:
Unendo heavy metal moderno e humour nero, i milanesi Koza Noztra creano una formula non solo originale ma molto efficace. Sia dal punto di vista testuale che da quello musicale il gruppo riesce infatti a fare la differenza e a graffiare. Il risultato è che il loro primo album omonimo ha molti pregi e il solo difetto di un suono leggermente approssimativo, ma non determinante. Così, pezzi come la famigerata Piovono Bestemmie, la veloce La Cura del Diavolo e la scanzonata Me Ne Fotto sono solo la punta di un iceberg molto ben costruito. Quasi tutti gli episodi della tracklist sono in effetti ottimi, compreso il terzetto finale, tratto dall’EP Humanitas e lontano dal metal tradizionale; di fatto, solo Carità Cristiana non esplode come le altre. Per questo, Koza Noztra è una piccola gemma, sconsigliata solo ai benpensanti!

La recensione completa:
Heavy metal e humour altrettanto pesante. È questa la semplice ma efficace formula dei Koza Noztra, band milanese attiva dal 2006 e con all’attivo due full lenght (che diventano tre, contando anche Cronaca Nera, uscito diviso in due EP) e alcune uscite collaterali. Già dal loro primo album, l’esordio omonimo di cui parliamo oggi, il gruppo ha mostrato le unghie, non solo dal punto di vista musicale ma anche da quello concettuale. I testi, tutti cantati in Italiano, sono infatti sempre molto taglienti, impostati con intelligenza per shockare (cosa che ha causato loro molti problemi, peraltro) ma anche per far riflettere. Di sicuro, il loro umorismo macabro, che tra l’altro li rende ben lontani dal classico metal demenziale (anche se qualcuno così li classifica), è la caratteristica più evidente dei milanesi, oltre a essere l’origine principale della loro forte personalità. Questa attenzione non va però a discapito della musica: l’heavy metal moderno e robusto dei Koza Noztra, a tratti con influenze più ariose e hard rock, altre volte persino al limite con thrash e groove, è infatti ben curato, e contribuisce alla grandezza dei pezzi. Come vedremo tra poco, in effetti, questo loro esordio è un vero e proprio capolavoro, originale, pieno di pezzi memorabili e con pochissimi difetti. L’unica criticità degna di nota, in effetti, è il suono, un po’ sporco e approssimativo, frutto forse di una mancanza di mezzi in fase di registrazione. Poco male, comunque, visto che è un particolare di poco conto, e non rovina quasi per nulla l’esperienza dell’album.

Koza Noztra entra nel vivo in maniera esplosiva con Cosche Italiane, traccia rapida e con forti influssi thrash nel granitico riffage, che sostiene un testo a tema criminalità, quasi una celebrazione della band. I due minuti e mezzo della traccia passano velocissimi, tra strofe rocciose in mid-tempo e ritornelli frenetici e di nuovo thrash-oriented, con in più qualche fraseggio ben piazzato qua e là. In generale, nonostante la brevità lo faccia sembrare quasi incompleto, il pezzo lascia un’ottima impressione! Giunge quindi Piovono Bestemmie, brano celebre più per il suo controverso testo, che ha subito diversi tentativi di censura, che per la musica. Un peccato, visto che è senza dubbi una delle hit del disco: al di là dei refrain costituiti da bestemmie e a mio avviso molto liberatori, abbiamo un bel pezzo, dinamico e coinvolgente in quasi tutti i suoi passaggi. Il merito è, oltre che della prestazione teatrale e incazzosa del frontman L’Onorevole, anche del riffage della coppia Il Diacono/Recupero Crediti, heavy metal moderno al massimo delle sue possibilità. Il songwriting è di altissimo livello in ogni passaggio di questa variegata canzone; il risultato è uno dei punti più alti dell’intero disco. La seguente Habemus Papam è blasfema quanto la precedente, con il suo testo che riassume le malefatte della chiesa cattolica, sempre nella maniera urticante del gruppo. Ciò fa bella mostra di sé sul tempo medio-basso impostato dal drummer Acido Muriatico, base per una progressione che da strofe statiche d’attesa approda, passando per bridge obliqui in cui Il Diacono (che canta l’intera song) urla molto, a chorus arcigni e molto oscuri. C’è poco altro, a parte un assolo abbastanza canonico ma ben fatto al centro: per il resto abbiamo un pezzo che passa veloce, magari non tra i migliori dell’intero disco ma di buonissima fattura. È il turno poi di Minkia Dura, che esordisce subito su toni più da heavy classico rispetto ai precedenti, sensazione che poi prosegue lungo buona parte della canzone: lo testimoniano molto bene i ritornelli, rockeggianti e che coinvolgono benissimo. Anche le strofe presentano forti scoppi di energia metallica, seppur a tratti le chitarre spariscano, e a reggere la scena giunga solo il basso di Ricamino. In ogni caso, l’atmosfera è meno opprimente rispetto ai primi pezzi: ciò si sposa abbastanza bene con il testo, meno impegnato e più vicino al metal demenziale della media di Koza Noztra. Nonostante la “leggerezza” il pezzo riesce a coinvolgere a meraviglia: abbiamo infatti un episodio che non è tra i migliori del disco giusto per un soffio. È ora la volta di Colazione col Travestito, traccia anche più ariosa della precedente, con forti influenze hard rock bene in vista. A ciò si unisce una struttura classicissima, che incolonna strofe semplici e dirette, che crescono di potenza lungo la loro durata, bridge esuberanti e chorus esplosivi, con una melodia estremamente catchy. Ci si ritrova infatti a cantarla facilmente, anche se forse è meglio non farlo in pubblico, visto il testo molto ambiguo! Per il resto, c’è spazio solo per il solito assolo centrale di Recupero Crediti, ancora abbastanza buono, e per un finale divertente, degna chiusura di un altro brano eccellente.

A metà del disco, i Koza Noztra piazzano il lento di rito, ma sempre nel loro stile. Noia da Morire è una delicata ballata dai toni blues, con una norma retta da una chitarra espressiva e da un triste pianoforte; il testo che L’Onorevole canta al di sopra è però tutt’altro che dolce. Narra infatti le gesta di un serial killer, intrecciato con le vicende delle sue vittime, se possibile ancor più macabre. L’atmosfera in effetti è pesante e lancinante, nonostante la forte componente di melodia; ciò è ancor più evidente nei ritornelli, più heavy e in cui il frontman si presta a vocalizzi laceranti, tra i dettagli meglio riusciti del pezzo. L’altro punto di forza sono le trame della chitarra solista di Recupero Crediti, sempre infelici e ben disegnate, sia nell’assolo finale che all’interno del pezzo; abbiamo così una canzone splendida e che non annoia mai nei suoi otto minuti abbondanti di durata. Con Carità Cristiana torna quindi il metal, insieme a una critica vagamente religiosa, rivolta stavolta verso l’ipocrisia imperante tra i fedeli, cantata in duetto tra L’Onorevole e Il Diacono. Per fare questo, il gruppo crea un contrasto tra le strofe, piuttosto ciniche dal punto di vista testuale e graffianti anche dal lato musicale, e i ritornelli, molto più tranquilli e melodici. Questi ultimi sono però un problema: esplodono meno che in altre occasioni, pur essendo discreti. Abbiamo in generale un pezzo di buona fattura, ma che in mezzo a una tracklist di questo livello rappresenta il punto più basso. Non l’aiuta certo il fatto che La Cura del Diavolo, che segue, sia il meglio che Koza Noztra abbia da offrire, e lo dimostri già dall’inizio. Dopo un breve intro, che illustra già i temi musicali del pezzo, parte un brano speed metal non troppo veloce ma incalzante ai massimi termini. Le strofe, urgenti e d’impatto assoluto, proseguono a lungo, per lasciar spazio ogni tanto ai ritornelli: questi ultimi sono più melodici ma estremamente liberatori e di potenza assurda. L’accoppiata tra le due parti è micidiale, e unita ad altri particolari ben riusciti, come melodie piazzate al punto giusto, un assolo caciarone al centro e un testo che ironizza con competenza sulla violenza nei videogiochi, rende questo pezzo una gemma veramente rifulgente. È quindi il turno di Me Ne Fotto, episodio meno teso e spostato su coordinate ancora una volta hard rock, caratteristica visibile sin dall’inizio. Da lì parte la classica forma-canzone, che alterna strofe dritte e semplici a chorus anthemici e divertenti, tutti da cantare. Il tutto presenta un testo di nuovo caustico e intelligente, seppur non sembri: l’atmosfera, in effetti, è solare e disimpegnata. C’è spazio anche per il classico assolo heavy e per un tratto che pare perfetto per fa cantare il pubblico. Non c’è altro in un pezzo così semplice da poter essere definito “stupido”, ma tanto coinvolgente da essere, insieme alla precedente e a Piovono Bestemmie, il migliore di Koza Noztra.

In origine, nella versione digitale uscita per prima nel 2008, l’album finiva a questo punto. Nella ristampa in CD, tuttavia, i milanesi hanno aggiunto tre canzoni: si tratta dell’intero EP Humanitas, uscito due anni dopo. La differenza si sente, e non solo per un suono leggermente più pulito: il dritto metal precedente lasciava infatti nell’EP il posto a sonorità diverse, più sperimentali. Poco male, comunque, visto che già dall’iniziale Assemblea di Condominio si può notare che l’ispirazione dei Koza Noztra non è scesa. Abbiamo una traccia su inedite coordinate funk, che si esplicano in particolare nelle strofe, dominate dal basso di Ricamino, mentre le chitarre restano più in disparte. Storia differente invece coi refrain, che pur mantenendo i toni iniziali presentano un riffage più aggressivo e movimentato. Degni di nota sono anche l’assolo, altrettanto particolare al centro (cita nientemeno che “Oh Susanna”!), un finale pieno di rumori divertenti e il solito testo, assurdo e sagace come i milanesi ci hanno abituato: abbiamo un episodio eclettico ma riuscito, che di sicuro non da fastidio, neanche a chi come me non è proprio un amante del funk. Segue Pranzo di Natale, pezzo di tranquillo soft rock che descrive appunto un turbolento pranzo di Natale. La traccia prosegue a lungo sulla stessa norma, retta dagli arpeggi della chitarra pulita, su cui l’unico elemento d’impatto è la voce de L’Onorevole. Questa falsariga non è però ferma, ma tende a variare: a tratti appaiono anche chitarre distorte o qualche passaggio differente, considerabile il chorus. Più in generale la progressione tende ad appesantirsi, con elementi metal che entrano in scena con sempre più prepotenza. Il finale è infatti in crescendo, sia per energia che a livello lirico, sempre più assurdo. È anche per questo che risulta la parte migliore di un pezzo comunque in toto degno di nota, forse il migliore del terzetto di Humanitas. A chiudere il fu EP giunge quindi L’Apertura del Testamento del Nonno, pezzo dalle sonorità rock classico, con tanto di pianoforte accanto ai giri di chitarra. Le strofe procedono dritte ed elementari piuttosto a lungo: sono il contraltare perfetto dei ritornelli, che pur senza gran energia sono esplosivi, grazie anche al testo, che ha proprio nei chorus ha il suo acme. Proprio le liriche si rivelano un nuovo punto di forza, con la storia divertente che racconta di un testamento e di una vera e propria carognata. È un ulteriore contributo a un altro pezzo diverso dalla prima parte del disco, ma non per questo brutto, anzi una chiusura appropriata per il disco!

Koza Noztra è insomma un album eccellente, che tra songwriting di alto livello e la personalità dei testi sa come riuscire a catturare. È altrettanto ovvio che i Koza Noztra siano un gruppo pesante dal punto di vista lirico, oltre che musicale; per questo, è altamente sconsigliato a chi si scandalizza facilmente e ai benpensanti.  Se però siete disposti ad ascoltare i milanesi senza pregiudizi e con la mente libera, cercando di capire invece che di giudicare, troverete un vero capolavoro, che sono sicuro amerete alla follia.

Voto: 93/100


Mattia
Tracklist:
  1. Cosche Italiane – 02:33
  2. Piovono Bestemmie – 05:05
  3. Habemus Papam – 05:04
  4. Minkia Dura – 04:33
  5. Colazione col Travestito – 04:02
  6. Noia da Morire – 08:21
  7. Carità Cristiana – 03:50
  8. La Cura del Diavolo – 04:22
  9. Me Ne Fotto – 03:53
  10. Assemblea di Condominio – 04:22
  11. Pranzo di Natale – 04:15
  12. L’Apertura del Testamento del Nonno – 05:27
Durata totale: 55:46
Lineup:
  • L’Onorevole – voce
  • Il Diacono – voce e chitarra ritmica
  • Recupero Crediti – chitarra solista
  • Ricamino – basso
  • Acido Muriatico – batteria
Genere: heavy metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Koza Noztra

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento