Domande e Risposte – Arcana Opera

Magnifico. Questo è stato il mio semplice giudizio su De Noir, secondo album degli Arcana Opera, recensito qualche tempo fa. Personalmente ho infatti adorato la combinazione di folk e power metal del gruppo, che beneficia di una personalità fortissima e di un songwriting alle spalle altrettanto solido. Chiedere al gruppo di rispondere a qualche domanda è stato quindi più che naturale. Mi ha risposto, in maniera concisa ma interessante, il cantante e leader del gruppo, Alexander Wyrd: a lui la parola!

Per prima cosa, puoi raccontarci la storia del tuo gruppo?
Alexander Wyrd: Intanto grazie mille per concederci questo spazio, ringrazio voi e saluto i vostri lettori. Arcana Opera nasce da un mio progetto solista che ha presto sentito la necessità di diventare più ampio e ho quindi deciso di trasformarlo in gruppo. L’esordio è avvenuto come Arcana Opera all’edizione del Ferrock festival 2013, poco dopo abbiamo firmato il contratto con Nemeton Records (la nostra attuale etichetta). Molti live in varie regioni d’Italia, un tour con gli Haggard, il Fosch Fest ed altri festival estivi, qualche illustre apertura… il tutto a supporto dell’uscita di De Noir avvenuta nel giugno del 2015. 

De Noir è uscito da alcuni mesi, e potrai tracciarne un bilancio. Come è stato accolto quindi, dai fan e dalla critica?
Alexander: Fin dalle prime stesure dei brani ci siamo resi conto che il materiale sarebbe stato molto buono, c’erano coesione, decisione e buone idee. Prima dell’uscita del disco avevamo già lanciato “Il Letto Rosso” e “Quetzalcoatl”, brani che hanno riscosso un certo successo, che ci ha infuso una certa fiducia.  De Noir quindi è nato sull’onda di questo entusiasmo, siamo tutt’ora sorpresi dai riscontri positivi, la nostra aspettativa era alta. Un bilancio vero e proprio comunque andrebbe tracciato fra qualche tempo.  

La caratteristica che si nota di più nell’album è la forte originalità del vostro genere: nessuno, all’interno del folk e del power metal, suona come voi, nonostante nella recensione io abbia provato a tracciare qualche parallelo con altre band. Come è nato questo personalissimo stile?
Alexander: È semplicemente il frutto delle esperienze e del gusto di ogni componente del gruppo e di non aver mai messo paletti alle idee che fluivano spontanee. Tutti abbiamo lavorato per essere al servizio della musica e dei brani. Abbiamo sacrificato il nostro ego pur mantenendo fortemente la personalità di ognuno e forse per questo abbiamo trovato il nostro modo di essere esclusivi. 

Un altro particolare pienamente riuscito di De Noir è la scelta di cantare in italiano, con testi a volte impegnati e sempre molto interessanti. Da dove viene una scelta che in fondo è anticonformista?
Alexander: Altra cosa naturale e spontanea: l’italiano è la nostra lingua, quando penso lo faccio in italiano, quando sogno, sogno in italiano e quando scrivo, scrivo in italiano. E’ lo strumento di comunicazione con cui sono più a mio agio, e non credo che questa lingua debba essere sempre sacrificata in favore di un inglese che abbraccia sicuramente un bacino di utenza più ampio, ma anche dal mio punto di vista figurerebbe come una scelta commerciale che non gioverebbe alla qualità del nostro prodotto. 

I tre pezzi che mi hanno colpito di più nell’album, come ho scritto nella recensione, sono Ambasciata Noir, Quetzalcoatl e Sul Pasubio Prima dell’Alba. Vuoi raccontarci qualcosa di più su questi tre pezzi, sui loro testi o su come sono stati composti?
Alexander: Dopo il primo disco, l’omonimo “Arcana Opera”, molto introspettivo, c’era bisogno di ricercare una maggior comunicazione, una diversa apertura, pur mantenendo nei testi un affascinante ermetismo. Il tema principale dell’album in De Noir è il viaggio, un viaggio intimo, personale ed onirico attraverso il tempo e la storia, ma anche concreto e fisico in altri continenti, in altri dove. 

Domanda classica da recensione: quali sono le vostre principali influenze?
Alexander: Siamo in sette componenti e tutti con propri gusti e il proprio background di ascolti. Si va dal progressive metal al prog italiano, dal cantautorato alla musica sinfonica, dal black metal al thrash, dal gothic al dark. Prima di essere musicisti siamo ascoltatori curiosi.

Altra domanda per me solita: ci sono musicisti molto lontani dalle vostre coordinate stilistiche ma che amate, o addirittura che riescono a influenzarvi?
Alexander: Certamente da grandi fruitori di musica ci sono artisti che apprezziamo, in diversi generi, anche lontani dal nostro mondo, come hai detto tu. Stilare una lista di nomi sarebbe molto difficile, in quanto come suddetto siamo sette personalità diverse che attingono da esperienze e gusti diversi, quindi di nuovo, mi sarebbe impossibile rispondere in modo esaustivo a questa domanda. 

L’Italia in ambito folk metal ha prodotto nel tempo tante eccellenze, a partire dai precursori Elvenking fino ad arrivare a voi e ad altri ancora poco conosciuti ma validissimi. Seppur molti della scena folk metal italiana suscitino un grande interesse all’estero (come dimostra Nemeton Records, etichetta folk metal irlandese che però pesca quasi solo nello Stivale), proprio qui in questo paese questo genere è guardato a volte con diffidenza. In altri frangenti invece sono solo le band italiane a essere lasciate da parte, per nomi più famosi a livello internazionale come Moonsorrow e Korpiklaani. Secondo la tua esperienza, qual è il motivo di ciò? E hai esperienze dirette di questo snobismo? 
Alexander: In Italia certamente la qualità non manca e ci sono band di grande talento ed altre potenzialmente molto interessanti che andrebbero supportate.  Credo però che il segreto stia nell’essere esclusivi, nell’avere personalità e nell’essere i primi investitori di se stessi. Credo fortemente nella professionalità e nell’incontestabilità che non va di pari passo al gusto. Personalmente non mi importa più del sentir parlare di esterofilia o di cercare astruse motivazioni sul perché accadono certe cose e non ne accadono altre. Portiamo avanti il nostro percorso senza cadere in condizionamenti. 

Quali sono i progetti futuri degli Arcana Opera?
Alexander: Arcana Opera è un piccolo laboratorio in costante evoluzione. Si producono e si sviluppano idee continuamente, si fanno progetti e si lavora incessantemente. Proseguiremo con le date per la promozione di De Noir ma allo stesso tempo stiamo sviluppando e preparando qualcosa che sveleremo piano piano.

Il finale è sempre libero. A te concludere questa intervista come preferisci.
Alexander: Ancora grazie per lo spazio che ci avete dedicato e per l’attenzione che ci avete concesso. Vi invito a seguirci nelle nostre pagine online e sui social per restare sempre aggiornati. Vi aspettiamo ai nostri live per condividere questo percorso in musica. Ciao! 

Intervista a cura di Mattia

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