Eisenhauer – Horse of Hell (2015)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEL’EP Horse of Hell (2015) è il secondo lavoro in studio per gli Eisenhauer dopo il full-length Never Surrender (2013)
GENEREMescola un heavy metal a metà tra scena tedesca e NWOBHM a forti influssi dal doom classico. In più, ci sono spunti provenienti anche da thrash, speed e southern metal.
PUNTI DI FORZAUno stile originale nelle sue influenze variegate, una grande capacità di incidere attraverso potenza ma anche atmosfere calme e intense, un alto livello di ispirazione. 
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORISail My Soul (ascolta), Horse of Hell (ascolta)
CONCLUSIONIHorse of HBell è uno splendido mini album, adattissimo sia agli amanti del doom classico che a quelli dell’heavy metal inglese e tedesco!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
78
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È così difficile, al giorno d’oggi essere originali, se si suona heavy metal? Di primo acchito, vedendo quello che è il revival anni ottanta, sarei tentato di dire di sì, eppure sarebbe un errore: c’è anche chi tenta di fare qualcosa di personale, pur non innovando nulla. È il caso, per esempio, dei tedeschi Eisenhauer: si ispirano molto al metal classico, ma non sono sicuramente un gruppo derivativo, o paragonabile alla nuova ondata odierna. Nati nel 2007, esordiscono solo nel 2013 con l’album Never Surrender, in cui dimostrano una bella miscela di heavy e thrash metal. Lo scorso anno, con l’EP a quattro tracce Horse of Hell, i tedeschi fanno poi un ulteriore passo in avanti in fatto di maturità. Il loro stile è a oggi un heavy metal debitore sia della NWOBHM che della scena tedesca, potente e senza grandi fronzoli, con varie influenze: la più importante di esse è il doom classico, specialmente nel riffage; vi sono poi anche spunti thrash e speed, fino ad arrivare a suggestioni southern, nella voce calda e vagamente bluesy di Christian “Waxe” Wagner. È un genere dalle molte sfaccettature, che gli Eisenhauer riescono a gestire molto bene e a far risultare personale. I tedeschi non hanno però solo l’originalità dalla loro parte: possiedono anche una buona ispirazione e atmosfere particolari, al tempo stesse tranquille e coinvolgenti. In effetti, il loro è un connubio abbastanza particolare ma vincente, che come vedremo rende Horse of Hell un gran bell’EP. Prima di cominciare, però, un piccolo plauso lo merita l’artwork, curato dall’artista messicano Joel Sánchez Rosales: è semplice e grezzo, ma molto fascinoso, un punto a favore in più per l’album.

Un intro lento e dai toni doomy si spezza presto quando parte Sail My Soul, più rapida e con influssi thrash. Nonostante ciò non c’è mai una grande tensione: il feeling è invece abbastanza calmo quasi in ogni passaggio. Ciò è visibile sia nelle strofe, che attraversano vari cambi di ritmo, sia nei bridge, più trattenuti e a tinte doom. L’unico tratto movimentato sono i ritornelli, peraltro piuttosto particolari: seppur rapidi e diretti riescono a essere estremamente catchy, e a coinvolgere bene nella loro malinconia, più che vaga. Ottima anche la seconda metà, più varia della prima: presenta inizialmente una falsariga più dimessa e heavy-oriented, con fraseggi vagamente oscuri. Tutto ciò confluisce poi in qualcosa di meno impegnato e più calmo, molto doomy, inizialmente lento ma pian piano più agitato, fino a terminare in maniera vorticosa. È il gran finale di un pezzo lungo oltre sei minuti e mezzo ma che non annoia mai, uno dei punti più alti dell’EP! Un intro acustico molto dolce, poi Horse of Hell parte lenta e costante, quasi solenne, a metà tra heavy e doom metal. L’incedere impostato dal batterista Johann Bechteler è placido, e conduce l’ascoltatore dalle strofe, che mantengono un basso profilo pur essendo potenti, ai chorus. Questi sono leggermente più esuberanti, grazie anche alla prestazione teatrale di Wagner, anche se la tranquillità precedente domina anche qui. Abbiamo in generale un pezzo calmo, ma che sa avvolgere e incidere a meraviglia nelle sue melodie. Lo dimostra in pieno, oltre che la norma, anche la lunga e più varia progressione conclusiva. Essa è divisa esattamente a metà tra una prima parte doomy, con un riffage elementare ma potentissimo e vagamente epico, e una seconda parte scoppiettante, molto heavy e in cui la coppia d’asce formata da Wagner e da Simon Bihlmayer si mette in mostra con assoli semplici ma di valore. È il finale ottimo di un pezzo che lo è altrettanto, il migliore dell’EP insieme alla precedente!

Never Surrender è altro brano dall’incedere piuttosto lento e velatamente evocativo, almeno lungo le strofe, lente e battagliere. Cambiano completamente direzione invece i ritornelli, che scattano rapidi: seppur senza grande aggressività, sono piuttosto pesanti ed energici. Il loro punto di forza assoluto è però una linea melodica maschia, divisa tra la chitarra NWOBHM e il cantato potente di Wagner. Anche il resto del pezzo vive di suggestioni provenienti dal metal inglese: abbiamo infatti il pezzo più heavy-oriented di Horse of Hell. Peraltro, è anche l’episodio più lineare e breve dell’EP: ciò non gli impedisce di incidere, e seppur non impressioni come gli altri risulta lo stesso buono. A chiudere il quartetto giunge quindi Eisenhauer: il suo breve preludio introduce da subito il riff principale del pezzo, che poi reggerà anche i ritornelli, non troppo rapidi ma potenti e catturanti, oltre a posseder un retrogusto orrorifico, dato dai cori strascicati. Le strofe sono invece più serrate, a tratti davvero esplosive col ritmo martellante impostato da Bechteler. Le due componenti si alternano con rapidità, ma stavolta questa impostazione non dura: presto il pezzo comincia a evolversi, attraversando momenti lenti e di stampo doom, tratti di semplice speed metal e una lunga frazione anthemica ed evocativa, lenta ma di assoluta potenza. È questa la conclusione di questa estesa frazione centrale, prima che il pezzo torni brevemente a scandire la parte principale e quindi si chiuda. Nel complesso, abbiamo una conclusione di qualità ancora elevata, più che adatta per un mini-album di questo livello.

Per concludere, Horse of Hell è un ottimo lavoro, con quattro canzoni senza quasi cedimenti, potente e godibile al punto giusto, oltre che particolare. Perciò, se vi piacciono gruppi doom come Grand Magus, The Obsessed e Pentagram, ma anche se invece siete più tipi da NWOBHM o amate i primi Grave Digger e Running Wild, fareste bene a segnarvi il nome degli Eisenhauer. E, perché no, potreste anche recuperare l’EP!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Sail My Soul06:39
2Horse of Hell05:27
3Never Surrender05:15
4Eisenhauer06:37
Durata totale: 23:58
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Christian “Waxe” Wagnervoce e chitarra
Simon Bihlmayerchitarra
Thomas “Ase” Aschermannbasso
Johann Bechtelerbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Metalmessage PR

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