Lucifer’s Fall – Fuck You We’re Lucifer’s Fall (2015)

Per chi ha fretta:
Pur mostrando qualche spunto di personalità, lo stile degli australiani Lucifer’s Fall è pericolosamente vicino a quello dei Reverend Bizarre. Lo dimostra l’EP Fuck You We’re Lucifer’s Fall (2015): il suo doom lento e spoglio è molto vicino a quello della band finlandese, seppur con alcune venature punk. Purtroppo però il gruppo australiano non brilla quanto gli illustri predecessori: in particolare, non ha la stessa classe nel creare delle atmosfere. Il risultato è un EP non scadente, ma che soffre di ripetitività e immaturità, a cui manca un quid per renderlo grande. E così, la lunghissima Lost, la cupa Salvation e la veloce e scatenata title-track hanno tutte qualcosa da dire, ma hanno anche i loro difetti. Per questo, Fuck You We’re Lucifer’s Fall è un’opera soltanto divertente, che tuttavia non ha molto altro da offrire.

La recensione completa:
In un mondo come quello del metal di oggi, in cui non si inventa più nulla, ci sono solo due tipi di gruppi: quelli che si ispirano a quanto fatto in passato, rendendo però la lezione più personale, e i derivativi, che invece si limitano a copiare, a volte al limite del plagio. È sul pericoloso confine tra le due categorie che si muove la band di oggi, i Lucifer’s Fall di Adelaide, in Australia. Nonostante la lontananza dalla Finlandia, il loro doom metal è estremamente ispirato ai Reverend Bizarre, di cui ricalcano le melodie, la tendenza verso composizioni spoglie e anche la voce – quella di Deceiver ricorda molto quella di Albert Witchfinder. Gli australiani provano ad inserire in questo genere qualche spunto di personalità, tra cui alcune venature punk e qualche influenza anche da Pentagram e Saint Vitus, ma il tentativo per ora rimane un po’ timido, anche se non dà troppo fastidio. Vista la produzione abbastanza limitata dei finlandesi nei loro dodici anni di attività, in fondo i Lucifer’s Fall non risultano troppo scontati. I problemi maggiori dell’EP di cui parliamo oggi, Fuck You We’re Lucifer’s Fall (ultima pubblicazione di una carriera iniziata solo nel 2013, ma caratterizzata già da diverse uscite) sono invece altri: il più importante è che la musica della band è troppo ripetitiva, particolare non compensato dall’atmosfera, come facevano proprio i Reverend Bizarre. È un problema non troppo castrante, ma limita la resa del mini album, che altrimenti poteva essere ottimo. Abbiamo invece un album discreto, che ha qualche dettaglio fascinoso, come ad esempio una linea di unione concettuale tra le tre tracce, ma a cui manca la maturità e quel quid in più per essere grande.

Lost si avvia con un lungo e lentissimo intro, inizialmente solo con la sezione ritmica, a cui poi si uniscono il riff e i lugubri lead di The Invocator. Nonostante l’incursione delle chitarre, l’atmosfera che si respira è la stessa: oscura, nascosta, quasi solenne. È un preludio che va avanti quasi oltre quattro minuti, ossessivo ma senza stancare: il mood è infatti avvolgente. Va meglio, però, quando il pezzo entra nel vivo, più rapido e dinamico. Quello impostato dal drummer Unknown and Unnamed è un tempo medio, semplice ma incalzante, e le ritmiche di chitarra al di sopra sono animate e brillanti, anche se il senso di inquietudine generato da questo tipo di doom è sempre presente. Questa norma non dura a lungo, però:  presto infatti la musica torna a rallentare, forse anche più che all’inizio. Spunta allora un tema musica strisciante e lugubre, che domina l’intera parte. È una lunghissima frazione, che va avanti a lungo con alcune variazioni (qualche fraseggio diverso o qualche variazione ritmica di Unknown and Unnamed), pur mantenendo intatta la sua anima. Solo a tre quarti la falsariga più veloce rientra in scena: abbiamo allora un’altra sezione animata che si sfoga per qualche minuto, forse troppo a lungo. Il risultato finale è un pezzo buono e con momenti eccellenti, anche se un pelo ridondante. Giunge quindi Salvation: brano meno catacombale del precedente ma più minaccioso, il suo riffage portante è sinistro ai massimi termini, e la voce di Deceiver, sporca e tenebrosa, non fa che accrescere la sua aurea oppressiva. È una norma molto ossessiva, con giusto piccole variazioni tra le parti, quasi impercettibili se non si presta attenzione. Questa prima parte, seppur un po’ troppo ripetitiva, si rivela coinvolgente, specie a livello di atmosfera; quando però, passata la metà, si avvia una lunga fuga, la qualità migliora persino. I tempi salgono e il dinamismo la fa da padrone, anche se il riffage rimane doom al cento percento, e riesce anche a essere molto incisivo. Il suo unico difetto è, ovviamente, di andare avanti un po’ troppo a lungo senza grandi variazioni; per il resto però è efficace, e rende la traccia di buona fattura. Chiude il trio (Fuck You) We’re Lucifer’s Fall, title-track rapida e tesa, in cui gli australiani mostrano tutto il loro ascendente punk: sia il lento d-beat del batterista che le venature nel riffage della coppia The Invocator/The Mother Superior devono molto al genere. Anche la struttura è molto punk-oriented: si alternano rapidamente lunghe strofe graffianti e ritornelli brevissimi, che si fermano un attimo per poi lanciare di nuovo la corsa. Completa il quadro un ottimo assolo, molto classico, e una durata contenuta, che stavolta fa si che il pezzo non annoi nonostante le poche variazioni. È anche per questo che abbiamo una bella scheggia, potente al punto giusto, la migliore del terzetto che chiude.

Chiudendo i conti, Fuck You We’re Lucifer’s Fall è un EP abbastanza divertente, anche se con qualche difetto di troppo per essere imprescindibile. In generale, i Lucifer’s Fall dovranno trovare un po’ più di personalità, ma soprattutto un senso per le atmosfere migliore, se vorranno spiccare di più in futuro. Dategli una possibilità, quindi, solo se siete grandi fan del doom più spoglio e in particolare dei Reverend Bizarre già citati troppe volte in questa recensione!

Voto: 68/100 (voto massimo per gli EP: 80)


Mattia


Tracklist:

  1. Lost – 13:42
  2. Salvation – 08:00
  3. (Fuck You) Wer’re Lucifer’s Fall – 03:13
Durata totale: 24:55
Lineup:

  • Deceiver – voce
  • The Invocator – chitarra solista
  • The Mother Superior – chitarra ritmica
  • Cursed Priestess – basso
  • Unkown and Unnamed – batteria
Genere: doom metal

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