Hercunia – Demo 2015 (2015)

Per chi ha fretta:
I milanesi Hercunia sono un gruppo promettente: lo dimostra il loro primo lavoro, Demo 2015. Il loro folk metal è molto canonico: sembrano quasi una versione meno estrema e più tranquilla dei loro concittadini Furor Gallico. Questo è però il loro punto di forza, vista la il talento che il gruppo investe nel comparto melodico e nella cura per il songwriting, specie dei tanti strumenti folk. Unendo a questo una registrazione valida e pochi difetti (l’unico degno di nota è lo scream di Edward Marella, forse fuori posto con un genere così melodico), le tre canzoni del tempo sono tutte degne d’interesse.  Spicca in particolare la conclusiva Hercunia, ma anche la meno valida Uisonna e la grande Exobnos hanno il loro perché. Insomma, Demo 2015 è molto promettente: si spera perciò che gli Hercunia proseguano ancora su questa strada.

La recensione completa:
Nel nostro paese, il folk metal è un po’ in ritardo, rispetto al resto d’Europa. A parte qualche eccezione, come per esempio gli Elvenking, fin quasi la fine dello scorso decennio l’Italia non aveva gruppi che non andassero oltre il più stretto underground. Per fortuna, da qualche anno la situazione è cambiata anche da noi: sulla spinta di gruppi come Folkstone e Furor Gallico, il genere ha cominciato ad attecchire seriamente. Questo ritardo, a oggi,  non è del tutto negativo: mentre altrove il folk metal arranca un po’, con buoni album ma altri poco validi, in Italia si formano spesso band valide, come il gruppo di oggi, gli Hercunia. Nati a Milano nel 2013, hanno esordito due anni dopo col loro Demo 2015. Con esso, il gruppo mostra un folk metal di origine celtica, con tutti i crismi del genere: cornamuse, bouzouki e flauti sono l’anima della loro musica. È un genere che non inventa nulla, molto canonico: si ispira molto, in particolare, ai già citati Furor Gallico. Tuttavia, gli Hercunia non hanno la furia e nemmeno l’epicità dei loro concittadini; compensano però alla grande con la grande presenza di melodie.  Oltre a essere uno spunto di personalità, questo dettaglio è il punto di forza assoluto dei milanesi: merito soprattutto della gran cura che mettono nelle trame strumentali, specie in quelle folk. Il risultato è un demo che pur non inventando nulla risulta convincente e fresco, con poche ingenuità – nonostante la giovane età media – e senza quasi difetti. L’unico che mi sentirei di citare, peraltro non determinante, è lo scream di Edward Marella: tecnicamente è molto buono, ma a tratti stona un pochino con la forte melodia della musica, un difetto peraltro comune a tanti gruppi folk metal. Prima di cominciare con la disamina, una parola la merita la registrazione: con la sua pulizia, Demo 2015 suona molto meglio rispetto al “demo medio”. Si può migliorare ulteriormente, rendendo il sound più esplosivo e meno secco, ma per ora va benissimo così.

Un breve intro della cornamusa di Emanuele Cosmaro, poi Exobnos entra in scena, lenta ma d’impatto. È ancora la cornamusa a dominare, sopra a una base di chitarra e di bouzouki, con melodie antiche e sognanti. Questa norma si presenta strumentale per gran parte del pezzo, variando anche di tanto in tanto le proprie melodie, e vivendo solo a volte le incursioni della voce di Marella. C’è spazio anche per qualche stacco meno denso e cantato, che punteggia la traccia qua e là e aiuta a dare al pezzo più respiro e varietà. Senza più cornamusa, sono gli altri strumenti folk a dominare, insieme alla chitarra potente di Stefano Zocchi. Il risultato di tutto ciò è un pezzo più complesso di quanto possa sembrare a un ascolto distratto, ma che sa catturare: siamo su livelli abbastanza alti. La successiva Uisonna è meno dinamica e più riflessiva fin dall’inizio, con il flauto e la chitarra classica che si intrecciano. Anche quando il ritmo accelera e si potenzia lievemente, il brano è sempre disteso e dominato da sonorità folk. Questo schema dura a lungo, anche se nella canzone c’è spazio anche per momenti più aggressivi, come le strofe. Esse sono rapide e hanno un vago retrogusto black nel riffage, aiutato dallo scream di Marella. Sono solo brevi fughe che poi inglobano gradualmente influenze folk, fino al ritorno alla calma precedente. L’alternanza non si ripete troppo nel pezzo: al centro c’è invece una lunghissima progressione di musica folk, in cui il bouzouki di Ghilli Prati, i flauti di Cosmaro e Leandro Pessina e la ghironda di Laura Tomaino si intrecciano più volte. Dopodiché, tocca alla parte metal, che si sfoga in un breve intermezzo fortemente black metal. È però solo un momento, perché, guidato dalla tastiera di Andrea Marino e dal bouzouki, presto tutto torna alla normalità. In questa progressione c’è qualche dettaglio meno riuscito, il che lo rende la traccia meno bella del trio. Ciò significa poco, comunque, visto che le melodie incidono e la piacevolezza regna sovrana. Dopo un breve preludio folk il batterista Nicolò Brioschi dà il là a Hercunia. È una song la cui anima è la cornamusa, che disegna una melodia semplice ma efficacissima, con la sua carica trionfante e vitale. Questa norma regge anche i ritornelli, a cui pure Marella contribuisce molto con una prestazione in scream stranamente cantabile. Le strofe sono meno estroverse, ma il riffage incalzante e la bella prestazione della Tomaino sanno dar loro il giusto senso d’attesa. Oltre a questo c’è spazio per un momento solistico saltellante al centro, sempre con Cosmaro in evidenza. Per il resto il complesso è semplice e anche breve, anche se non è un problema: abbiamo infatti una piccola gemma, la migliore in assoluto del demo che chiude!

Demo 2015 è insomma un lavoro promettente, con tre canzoni tutte con degli elementi di interesse e poche ingenuità. Dovranno crescere e lavorare, gli Hercunia, se vorranno arrivate lontano con la loro musica. Tuttavia, per ora va benissimo così: il loro sentiero è già quello giusto, e i milanesi l’hanno imboccato con la giusta convinzione. Non resta che sperare di sentire ancora il loro nome in futuro!

Voto: 76/100 (voto massimo per i demo: 80)


Mattia
Tracklist:
  1. Exobnos – 04:44
  2. Uisonna – 06:32
  3. Hercunia – 04:13
Durata totale: 15:29
Lineup:

  • Edward Marella – voce
  • Stefano Zocchi – chitarra
  • Andrea Marino – tastiera
  • Emanuele Cosmaro – cornamusa e flauto
  • Leandro Pessina – flauto
  • Ghilli Prati – bouzouki e violino
  • Laura Tomaino – ghironda
  • Andrea Simone – basso
  • Nicolò Brioschi – batteria
Genere: folk metal
Sottogenere: celtic metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook degli Hercunia

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